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2041. Pericolo dal Sole: entro poche ore, emissioni straordinarie di massa coronale colpiranno la Terra, già a rischio per l’indebolimento del campo magnetico che protegge il pianeta. In Nuova Zelanda un’aurora australe, che dovrebbe essere rivolta a sud, appare invece a nord. Un aereo in atterraggio a Nuova Delhi si schianta al suolo per il danneggiamento dei satelliti di comunicazione dovuto a una raffica di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Su un’isola delle Bahamas si scatena un uragano di violenza inaudita.
La Terra è fuori controllo e le autorità mondiali stanno nascondendo la verità sulla catastrofe imminente per non seminare il panico. Toccherà a quattro scienziati, due uomini e due donne, far ricorso a tutto il proprio sapere, al proprio coraggio e alla propria inventiva per salvare il pianeta. Ma c’è chi è convinto che l’estinzione dell’umanità sia l’unica soluzione possibile…

Nella nostra precaria biosfera diamo tante cose per scontate, rifletté, da dimenticare quanto sia fragile e quanto siamo fragili noi stessi.
Inizia come un film catastrofico dei più spettacolari: veloci capitoli che ci mostrano, senza nessuna pietà, quello che sta succedendo. Un evento apocalittico, non causato dall’uomo, sta mettendo in seria difficoltà il futuro della vita sulla Terra. Il lettore, quindi, in poche pagine, è trascinato nel bel mezzo della vicenda in cui in un attimo la vita normale è travolta da eventi naturali imprevedibili e spaventosi.
In un futuro prossimo, fatto di intelligenze artificiali che controllano benevolmente ogni cosa, l’umanità sta lentamente rimediando ai danni causati al pianeta e non può minimamente immaginare cosa riservi il futuro.
Per quanto richiami alcuni spettacolari, quanto inattendibili, film hollywoodiani, Sunfall cerca di affrontare la vicenda in modo più scientifico e riserva pure qualche frecciata, per bocca degli stessi protagonisti, a quel tipo di film.
L’ipotesi alla base della trama è forse improbabile, ma non del tutto inverosimile, almeno dal punto di vista del lettore; e lo stesso autore confida di aver esposto teorie azzardate ma non campate in aria.
In una storia che non lascia mai spazio alla noia, perché a ogni problema risolto ne segue immediatamente un altro, con un ritmo che mi ha ricordato i romanzi di Michael Crichton, trovano posto questioni di fisica e astronomia, ma anche informatiche: si parla di reti e hacker, di intelligenze artificiali ma anche di paure ataviche legate al sovrannaturale. Il tutto senza diventare inaccessibile al comune lettore che di materia oscura non sa niente.
In condizioni normali, con una magnetosfera in buona salute, la pioggia di protoni che precedeva l’arrivo di un’espulsione coronale non avrebbe destato particolari preoccupazioni. Nell’attuale stato indebolito, invece, il campo non avrebbe fornito uno scudo adeguato. Secondo le stime di Sarah, poteva essere persino più devastante della pioggia radioattiva provocata da un’esplosione termonucleare. Per non parlare dell’espulsione vera e propria, che avrebbe colpito la Terra entro uno o due giorni. Particolare più grave di tutti, con la rete fuori uso sarebbe stato impossibile allertare la popolazione. Era la materia di cui son fatti gli incubi.
Un evento dietro l’altro, in cui si insinuano fiducia e amicizia (e forse amore), in cui il dramma è dietro l’angolo ma lo è anche la speranza.
Un libro che mi è piaciuto e che potrà piacere a chi ha amato il già citato Crichton o generi più affini al tecno-thriller che alla fantascienza pura: si immagina infatti un futuro e ipotesi che possiamo quasi sfiorare, si propongono soluzioni che ho trovato interessanti e stuzzicanti e non mancano comunque buoni personaggi a tenere insieme il tutto.


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