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Inverness, 1821
Duncan è solo un bambino quando suo padre gli parla delle Ombre: un manipolo di uomini fedeli e senza scrupoli, assassini silenziosi e addestrati. Una forza che servirà al Duca quando, una volta cresciuto erediterà il titolo. David Darnley, Marchese di Campbell, è un uomo fiero, orgoglioso e profondamente legato a Duncan. Rimasto vedovo concentra ogni suo sforzo nel proteggere suo figlio e il suo migliore amico. Quando gli intrighi di corte si scontrano con rivalità antiche e le nobili casate diventano nemiche solo coraggio e determinazione possono salvare la situazione.
Amicizia, famiglia, amore sacrificio e segreti. Tutto questo nel romanzo storico ambientato in Scozia nato dalla penna di Claire Dew Heath.

Mah… Questa è stata la mia reazione arrivata alla parola fine della storia. Un mah che esprime tutti i miei dubbi.
La vicenda si svolge nel 1800 in Scozia, guarda caso a Inverness. Protagonisti iniziali due fratelli: Anna e Duncan.
Lei sposa per amore, si allontana dal castello di famiglia, lui alla morte del padre eredita il titolo di Duca dimostrandosi un nobile attento alle esigenze del popolo e profondamente innamorato della moglie Elizabeth.
Al suo fianco il vecchio amico David, Marchese di Campbell, vedovo e con un figlio in fasce.
Le vite del duca e del suo amico, però, sono in pericolo, esiste una congiura per eliminarli e impossessarsi dei loro possedimenti.
L’autrice rivela che al fianco del duca c’è un particolare gruppo di uomini, le Ombre, che lo proteggono.
Questi misteriosi personaggi, vestiti di nero e che non mostrano il proprio volto, rappresentano dei preziosi alleati per i due amici.
Da qui una serie di scontri, duelli e rapimenti, riportano a galla eventi passati e ci conducono al finale.
Certo la base della storia ha un che di interessante ma… ci sono note negative.
Obiettivamente, per quanto la datazione degli eventi sia sottolineata, l’atteggiamento dei protagonisti, un certo modo di esprimersi e alcune azioni, mi portano a vederli muoversi in una Scozia più antica, dove certe dinamiche mi paiono più coerenti.
I personaggi si muovono coralmente, coinvolti negli eventi, e i due reali protagonisti, Anna e David, faticano un po’ a venire fuori non riuscendo a essere particolarmente profondi.
Gli scontri tra i due, con una Anna che, a causa di una tragica vedovanza, ha dovuto risollevarsi autonomamente, e David, uomo decisamente vecchio stampo, avrebbero potuto fornire una base per approfondirne i ruoli e la personalità.
Soprattutto Anna, che vuole offrirci la visione di una donna che rinasce a contatto con una cultura diversa e supera un dolore atroce, avrebbe potuto essere un personaggio più di punta. David è il classico guerriero impetuoso e passionale, un po’ troppo cliché e, come ho detto, fuori epoca.
La storia in alcuni momenti sembra perdere un po’ di ritmo e in altri ha soluzioni scontate e facilmente anticipabili, la sinossi può essere ulteriormente migliorata.
È un romanzo di esordio che mostra buone idee dell’autrice che può sicuramente fare passi avanti, ed è per questo che l’aspetto con altri lavori.


Recensione a cura di:

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