
Qualcuno bussa alla porta e il mondo di Hanna implode di colpo. Proprio quando sembrava che il destino avesse deciso per lei, l’impensabile accade e si ritrova di nuovo divisa tra due uomini. Da un lato Max, colui che sta per sposare, dolce, perfetto, disposto a ogni sacrificio per dimostrarle il suo amore. Dall’altro Nate, il padre dei figli che porta in grembo, il rocker sexy e sfuggente a cui non sa resistere. E questa volta Nate è tornato per restare. Con due gemelli in arrivo, Hanna non può più permettersi di fare scelte avventate. Per lei è arrivato il tempo di guardarsi dentro, di mettere da parte incertezze e paure e capire che cosa vuole davvero. Ma prima dovrà scoprire che cosa è accaduto nei cinque giorni precedenti l’incidente che ha aperto una voragine nella sua memoria. Chi l’ha spinta giù dalle scale? Perché? E soprattutto: chi, tra Max e Nate, non sta raccontando tutta la verità? Passione, romanticismo e colpi di scena si mescolano nell’ultimo, intenso capitolo della serie Un cuore non basta.

Mi sento in difficoltà nello scrivere questa recensione, e il motivo è presto detto. Se da un lato confermo il mio apprezzamento per la capacità di scrittura dell’autrice e lo stile inappuntabile, dall’altro la storia mi ha lasciata abbastanza perplessa. Già nel secondo volume si respirava un’atmosfera da “siam tutti buoni come il pane”, ma aleggiava ancora nell’aria il mistero dell’incidente e del perché in quel momento Hanna portasse al dito l’anello di Max. Bene, scordatevi il giallo su cui si regge tutto il primo libro, non esiste alcun giallo, tutti si vogliono bene e anche chi soffre come un cane pensa più al bene dell’altro che al proprio. In questa frase concisa troverete le risposte a tutto, ai segreti di Max, al tirarsi indietro di Nate, alla scelta di Hanna. Si potrebbe pensare che sia questo l’amore, quello con la A maiuscola, ma a me, cinica lettrice smaliziata, pare più che altro la conseguenza del carico di insicurezze che tutti i protagonisti di questo “finto” triangolo si portano dietro. Ognuno di loro pensa di fare la cosa più giusta, ma la semplice verità è che per evitare tanti pseudo drammi sarebbe bastato aprirsi maggiormente l’un l’altro, parlarsi con maggiore sincerità, invece di basarsi su supposizioni e ipotesi condizionate da una errata percezione di sé e degli altrui desideri e bisogni. Una conclusione all’insegna del “vogliamoci tanto bene”, con miele che gronda da ogni attore della storia. Persino per la “cattiva” Meredith viene alla fine messa una pezza per giustificarne gli atteggiamenti e discolparla, almeno in parte.
Devo, dunque, confermare che dalla trama del primo volume mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, una storia complessa e misteriosa, con personaggi depositari di segreti anche oscuri, non così sdolcinati né tantomeno aspiranti alla santità. Tutto questo, tuttavia, attiene al mio gusto personale. Consiglio questa trilogia alle lettrici che amano le storie dolci (molto) e che non abbiano problemi di glicemia. A me troppi zuccheri mettono tristezza, soprattutto quando mi aspetto qualcosa dal sapore aspro e piccante, e le mie speranze vanno deluse.
Va ribadito, però, che Lexi Ryan scrive non bene, benissimo, e che anche la traduzione in italiano è ottima, ed è per questo motivo che assegno una stella in più rispetto a quanto questa storia, per me, meriti.


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