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Abraham McGregor e Quinton Daniels si conoscono sin dall’infanzia.
Si sono amati e poi perduti a causa di una decisione di Bram che li ha portati ad allontanarsi e a percorrere strade differenti.
Dopo quindici anni, parte dei quali passati in missione in Medio Oriente, Bram torna nella sua città natale per cercare di guarire dagli orrori e dalle cicatrici che la guerra ha lasciato nel suo animo, sentendosi soffocare nella sua stessa pelle.
Il ritorno a Syracuse fa ritrovare i due vecchi amanti, perché Quinn non se n’è mai andato e adesso gestisce la locanda di famiglia insieme a sua zia.
Riusciranno i due uomini a superare il dolore che si portano dietro e a tornare a respirare?

Ma come si fa a rinunciare all’altra metà della tua anima per sempre?
Ci sono amori destinati a resistere a tutto, anche a un addio.
Bram e Quinn si sono amati fin dal loro primo incontro quando, bambini, sono finiti a sbucciare patate insieme; gli è bastato uno sguardo e un sorriso per entrare ognuno nel cuore dell’altro. La vita però è bastarda e quello che poteva essere scompare in un battito di ciglia. Un senso di colpa, una parola di troppo, una decisione sbagliata e tutto il futuro si frantuma in un nulla costellato di dolore.
Di fronte a un Quinn pieno di progetti abbiamo un Bram che fa scelte diverse arruolandosi e, dando per scontato che l’amico lo supporti, non gliene parla se non quando ormai è troppo tardi.
Quindici anni senza parlarsi, vedersi, sentirsi.
Quinn impegnato a ricostruire il suo cuore andato in mille pezzi, un cuore però che non ha dimenticato il suo primo amore e batte ancora per lui, solo per lui.
Bram inghiottito dagli orrori della guerra, le uccisioni, il sangue i compagni che non ci sono più mentre torna il senso di colpa che lo ha accompagnato dalla morte dei suoi genitori, da quel sentirsi responsabile per essere vivo per essere sopravvissuto.
Disturbo post traumatico: è con questo enorme fardello che Bram ritorna alla vita civile, ma riabituarsi ad una normalità che non è più sua, riuscire a dormire senza urlare per gli incubi, vedere il sangue dei suoi compagni di fronte agli occhi, tornare a respirare, semplicemente respirare, sembrano cose impossibili.
Dopo un brutto episodio Bram torna a casa, rivedere Quinn è inevitabile, parlare con lui è inevitabile, guardarlo e sentirsi un po’ più vivo è inevitabile, sentire di nuovo il cuore battere è inevitabile. Avere paura è inevitabile.
Quinn vede di fronte a se un uomo che non ha più lo sguardo del suo Bram, un uomo annientato, “rotto”, ma il suo cuore torna a vivere e non si arrende: il suo amore è di fronte a lui e lo rivuole, rivuole la sua metà perduta.
Il libro non è molto lungo ma l’ho trovato completo e intenso.
Autumn Saper ha saputo trasmettere, senza indugiare in inutili dettagli, tutta la disperazione di un uomo schiacciato dalla guerra, un uomo che ha vissuto ogni giorno nel rimpianto, nella certezza di aver perso la sua occasione, di essere sprofondato nel fango più denso che lo stritola e non lo fa più respirare.
Ed è riuscita a trasmettere anche la speranza, la forza di Quinn che mai ha dimenticato il suo uomo, mai ha dimenticato quello che poteva essere; Quinn che con la sua forza si è tenuto insieme e adesso che la sua metà è lì di fronte a lui non si arrende.
Il loro guardarsi, il loro cibarsi della presenza l’uno dell’altro sono sensazioni vivissime che escono dalle pagine e si possono toccare con mano, una serie di immagini vere e tangibili
A riprova che l’amore può davvero molto, assistiamo a una risalita, lenta ma costante, che ci accompagna a un finale desiderato dai protagonisti come da noi lettori, perché dopo tanto dolore può splendere ancora il sole.
Un pensiero per un cane un po’ troppo esuberante e pasticcione a riprova che gli animali hanno una sensibilità del tutto particolare e un “muso” scodinzolante può davvero tanto….
E Quinn, come a volerli chiudere lontano da tutto e tutti, tirò le coperte sopra le loro teste e li nascose lì sotto, in un mondo solo loro, dove il dolore non esisteva e loro potevano guardarsi e basta. Cibarsi della reciproca presenza. Abbeverarsi della vicinanza.
Respirare.
Respirare.
Respirare.
Soltanto respirare.
L’uno di fronte all’altro.
L’uno negli occhi dell’altro.
Solo respirare.


Recensione a cura di:

Editing:










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