♦ Traduzione a cura di Martina Nealli
Dreamspinner Press, acquistabile qui ♦

In un battibaleno: l’amore non aspetta.
Patch Hastle è cresciuto in tutta fretta: scappato a gambe levate dal paesello del Texas orientale che gli ha dato i natali, s’è fatto una vita a New York come modello e DJ e non s’è mai voltato indietro. Anche quando i suoi vengono improvvisamente a mancare, il ragazzo torna a casa con l’intenzione di sbolognare la fattoria al primo magnate del petrolio che passa e far fagotto più veloce della luce. Peccato che il testamento metta le redini in mano al miglior amico di suo padre, nonché peggior nemico di Patch.
Tucker Biggs ha finito di andare a spasso per rodei: ha messo radici ed è diventato il guardiano-bracciante della fattoria degli Hastle. Sa bene che Patch lo detesta, ma quando il ragazzo ricompare in versione adulta, bello da impazzire, Tucker finisce per trasformare la rimpatriata in una bella lezione sull’esperienza e sui desideri.
È un bel gioco se dura poco, e sia Patch che Tucker sanno già che questo finirà in un battibaleno: appena venduta la fattoria se ne andranno ciascuno per la sua strada e tanti saluti. Purtroppo, però, a ogni secondo che passa le corde che legano il cittadino tutto in tiro e il bifolco dai jeans consunti si stringono sempre di più… E se non vogliono farsi disarcionare, dovranno entrambi capire cos’è che conta davvero, e dovranno farlo alla svelta.

Disprezzava la debolezza e il desiderio che lo possedevano. Tornare lì era servito solo a ricordargli quanta strada non era riuscito a percorrere. A confermare che la sua ossessione era radioattiva, che durava da una vita.
Patch è fuggito quando ancora era giovanissimo per scappare da una famiglia che non riusciva ad accettare la sua omosessualità, una cittadina che non lo capiva e una disperata attrazione per un uomo rozzo e molto più vecchio di lui che non perdeva occasione per maltrattarlo.
Ora Patch è un ragazzo di successo, che gira per il mondo al ritmo della musica che usa per far ballare il cuore di coloro che lo seguono. Alla morte dei suoi genitori però, è costretto a tornare in quella piccola casa di campagna per ripulirla e venderla. Ormai i genitori non ci sono più, ma Patch sente il peso del giudizio e della mancanza di fiducia, la paura di non essere mai come gli altri lo vogliono, il terrore di cadere nel tranello di quello che considera un diavolo tentatore.
Era passato un secolo dalle superiori, non era più così fesso, no? Aveva superato quella sorta di complesso d’inferiorità. Aveva scordato quanto l’avesse tormentato quel feticcio per quel tipo d’uomo, quella sensazione di sfida, il desiderio sfrenato di ricevere l’approvazione dei maschi veri.
Nonostante tutte le sue belle intenzioni, Patch cade nelle stesse tentazioni, ma non si limita alla superficie, va molto più a fondo. Il diavolo tentatore, Tucker, appare più che interessato a ricambiare il desiderio e smette improvvisamente di maltrattarlo e deriderlo.
Tucker era il migliore amico del padre di Patch, il coach della scuola, l’uomo rozzo ed estremamente attraente che era visto come meta impossibile da raggiungere. Un personaggio complesso, ai limiti della società, con un fascino difficile da descrivere e un modo di parlare che mi ha lasciato perplessa.
Tornato a casa, Patch riprende una vecchia abitudine: spiare Tucker nei suoi momenti d’intimità. Quel che cambia rispetto a quando era un giovane ragazzino senza esperienza, è che Tucker lo scopre e inizia così una lunga serie d’incontri attraverso cui l’uomo insegna al ragazzo a scoprire un piacere che supera ogni limite.
Il pacco nei jeans sbiaditi di Tucker. Il profumo di ferro e di segatura. La fossetta sul mento e l’accento che usciva da quella bocca scolpita. I muscoli guizzanti e possenti delle braccia e delle mani enormi, tanto che solo a vederle patch pensava a parole come sculacciata, mungere e uccello. Fece roteare la spalla che l’uomo aveva stretto: sentiva ancora bruciare l’impronta di quelle dita spesse.
Il suo tormento. Il suo peggior nemico. Il migliore amico di suo padre.
Il rapporto tra i due non è semplice a causa della differenza d’età, delle abitudini quotidiane tanto diverse e soprattutto dei ricordi che frenano Patch e lo costringono a non fidarsi ciecamente di Tucker.
Ciò che i due uomini devono fare è mettere da parte il passato e ricominciare dall’inizio, mettendo a tacere la paura, i pregiudizi e le incertezze.
“Quando corri corri veloce, quando ti fermi… ti fermi.”
I personaggi sono ben descritti e immersi nel contesto, forse anche troppo: il modo di parlare di Tucker mi ha lasciato l’amaro in bocca, e alcuni termini a mio avviso stonano con il luogo e la storia. Inoltre alcuni comportamenti fanno sorgere più domande che risposte e, secondo il mio parere, la narrazione doveva andare oltre i semplici incontri sessuali. Molto di ciò che gira attorno ai due è lasciato in sospeso.
La storia di base è molto, molto carina, ma non è stata approfondita per fruttare a pieno il suo potenziale. Il rapporto di amore/odio tra Patch e Tucker è molto interessante, ma ogni volta che l’uomo apre bocca per parlare cade ogni buon proposito.
Questa differenza tra i dialoghi e le descrizioni è proprio ciò che non ho apprezzato. Nella narrazione degli eventi il linguaggio è molto buono e stimola l’immaginazione, ma quando i due personaggi parlano, si perde il filo del discorso perché è quasi difficile comprenderli.


Recensione:

Editing:










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