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Mason Alexander credeva che il suo più grande desiderio fosse quello di avere qualcosa da poter definire suo, qualcosa che non fosse legato al cognome della sua famiglia. Pensava di avercela fatta quando ha comprato il suo bar a Blackcreek… finché una dura verità non gli apre gli occhi, facendogli capire che non hanno fatto altro che mentirgli per tutta la vita. Si ritrova così combattuto tra una famiglia che lo ama e una verità che lo perseguita, e diviso a metà tra la vita a cui aspira per se stesso e gli obblighi che sente verso la sua famiglia.
Gavin Davis sa bene cosa vuol dire vivere una doppia vita. Non è mai stato facile essere gay con genitori rigorosamente cristiani, convinti che andrà all’inferno. Invece di affrontare le cose, Gavin si è dedicato al lavoro, trovando sollievo nell’insegnamento della musica. Per questo, quando perde il posto presso una scuola privata per aver dato una mano a un ragazzino gay, sente di aver perso non solo il lavoro, ma anche la sua identità.
Blackcreek è un nuovo inizio per entrambi, per due uomini estremamente leali, che si sentono responsabili per le persone nelle loro vite. Ciò che Mason e Gavin non si aspettano di trovare l’uno nell’altro è un posto in cui possono essere realmente loro stessi. Nonostante siano consapevoli di desiderarsi a vicenda, non sanno come tirarsi fuori dalla situazione in cui si trovano. Intrappolati tra lealtà, doveri, paura, drammi e famiglie, le vite di Mason e Gavin minacciano di allontanarli l’uno dall’altro, se non torneranno a essere fedeli a loro stessi e smetteranno finalmente di fingere.

«Che vita è se non sei tu a viverla?»
Credo che quest’affermazione esprima alla perfezione la situazione di entrambi i protagonisti all’inizio del romanzo, due uomini stanchi di fingere di essere ciò che non sono per la serenità delle rispettive famiglie.
Mentre Gavin si scontra con dei genitori profondamente cristiani, incapaci di accettare la sua omosessualità, per Mason il problema non è affatto il suo orientamento sessuale bensì l’aver scoperto di essere stato tenuto all’oscuro per tutta la vita di un segreto che lo riguarda da vicino, oltre al non voler seguire la strada lavorativa già tracciata per lui dai genitori.
Il senso di colpa grava su entrambi nel momento in cui decidono di vivere più per se stessi e meno per gli altri, in modi diversi ma con la medesima convinzione di stare deludendo una famiglia che li ama. Per questo motivo, sebbene il loro rapporto nasca su basi puramente fisiche, da subito si comprendono benissimo e stringono un’amicizia sincera, che li aiuta in un momento difficile delle loro vite.
«Perché è così difficile rapportarsi con la propria famiglia?»
«Perché li amiamo e vogliamo il meglio per loro, e alle volte questo ci fa male.»
Gavin è a Blakcreek a causa di Braden, che è stato il suo primo ragazzo e ora gli ha affittato la sua vecchia casa, invece Mason ha scelto la cittadina per aprire il proprio locale.
Nel libro compaiono entrambe le coppie dei due volumi precedenti, Noah e Cooper e Wes e Braden, lasciandoci intravedere sprazzi delle loro vite, ed è bello vedere come esse siano serene e colme di felicità, ma è attorno a Gavin e Mason che ruota tutta la storia.
Sessualmente molto sicuro di sé, Mason è senza dubbio il seduttore della coppia e guida Gavin lungo un percorso di scoperta di sé estremamente sensuale. Ho molto apprezzato il modo in cui l’autrice ha costruito il personaggio di Mason, che non ha mai paura di chiedere o persino ordinare per ottenere ciò che desidera, ma al medesimo tempo fa in modo che l’amante sia al centro delle sue attenzioni.
«Ora è il momento in cui mi vuoi baciare.»
Gavin potrebbe sembrare quello con le maggiori difficoltà, tra la perdita del lavoro e i genitori che pretendono che si finga ciò che non è, però con il proseguire della vicenda anche l’apparente sicurezza di Mason vacilla e il carico di senso di colpa che si porta addosso mette a rischio la loro nascente relazione.
Un altro particolare che secondo me spicca nella vicenda è l’evoluzione di Isaac, l’ex di Mason, che sembra incapace di rassegnarsi alla loro rottura e continua a farsi sotto, approfittando del fatto di lavorare per i suoi genitori: sarebbe stato quasi troppo facile renderlo molto più sgradevole, pronto a ingannare per mettersi tra l’ex e Gavin, invece l’autrice è riuscita a mostrarci il suo lato umano, il suo smarrimento di fronte all’essere stato lasciato e la sua lenta presa di coscienza di ciò che Mason realmente desidera, ciò di cui ha davvero bisogno. In questo modo, senza drammi eccessivi e colpi di scena teatrali, la storia cresce e si sviluppa attorno ai protagonisti, alla loro amicizia e alla profonda intesa fisica, che si evolvono e diventano amore con estrema naturalezza.
Convincente conclusione di una trilogia nella quale i sentimenti sono sempre al primo posto, “Fingere” è forse il libro che ho preferito tra i tre, proprio per l’armonia quasi musicale che ho percepito svilupparsi tra Gavin e Mason.


Recensione a cura di:


Qui le recensioni dei primi due romanzi.
1 Collisione
2 Resta
3 Fingere
3.5 Return to Blackcreek
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