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«Non si era detto un anello?» aveva commentato Lucifer.
E lui aveva accennato un ghigno, ignorando il cuore che batteva troppo rapido nel suo petto orfano di chip.
«Sai che non sono un fan delle scelte convenzionali.»
Lucifer aveva sollevato la catenina, osservando il ciondolo alla luce del tramonto e delineandone i contorni con un polpastrello, un tocco leggero mentre occhi troppo seri tardavano a tornare a dedicargli attenzione e una risposta.
Quando aveva riportato gli occhi su di lui, però, non aveva risposto a parole. Invece gli aveva sorriso, la prima volta che lo aveva fatto senza minaccia, divertimento o ironia, una piega delle labbra un po’ incerta, come se non fosse stato abituato a mostrarla e non fosse davvero sicuro di averla realizzata nel modo giusto.
Gli aveva sorriso e lo aveva guardato come se fosse qualcosa di prezioso, lui, più ancora del chip che pendeva da quel grezzo esempio di collana simile alle piastrine di riconoscimento dei soldati. E Matt si era reso conto davvero di essere innamorato.
Fidanzato felicemente e alle prese con i preparativi più o meno ostici del proprio matrimonio, Matt quasi non riesce credere di aver davvero raggiunto un lieto fine. Eppure Roderick è morto, Anderson è stato incastrato e lui vive con il Dom dei suoi sogni, che si è perfettamente calato nella sua nuova identità. Ma una vita da criminale non è così facile da lasciarsi alle spalle e gli strascichi del passato di sangue di Lucifer forse risultano troppo pericolosi per chi ha già un importante segreto da mantenere.
Impegnato ad affrontare un radicale cambiamento nella sua vita e posto di fronte a un bivio, Matt si renderà conto che avere qualcuno di prezioso significa solo avere di più da perdere.

L’attesa per l’uscita del secondo volume della serie “Shadows” è stata lunghissima, ma finalmente Matt e Lucifer sono tornati e devo dire che il capitolo conclusivo della loro storia non mi ha assolutamente deluso.
Alla fine del primo libro li abbiamo lasciati innamorati e pronti ad affrontare la loro nuova vita insieme. Sapevamo che visti i loro trascorsi il loro futuro non poteva essere tutto rose e fiori, ma non mi aspettavo che quello con le problematiche maggiori sarebbe stato proprio Matt.
Non voglio rovinarvi la lettura, quindi non vi dirò nulla su cosa tormenti il nostro scanzonato genio, posso solo dirvi che Lucifer saprà affrontare le insicurezze e i dubbi di Matt con decisione, e riuscirà a dargli tutto l’appoggio e il sostegno di cui il suo sub avrà bisogno.
Accolse la smorfia di risposta senza ritrattare, con quella sorta di testardaggine che gli faceva sostenere lo sguardo di Lucifer con uno altrettanto serio, perché lui sapeva di essere danneggiato, sapeva che c’era qualcosa che non andava nella sua persona, un difetto di fabbrica, o forse un problema sorto con l’infanzia e l’adolescenza trascorse sotto le cure di suo padre e Roderick, e malgrado quelle parole consolatorie nessun Dom avrebbe mai voluto un sub così carente.
«Sei tanto intelligente da avere la capacità di rivoluzionare la tecnologia dell’intero pianeta.» La mano dell’assassino scomparve all’interno della borsa. «Eppure ancora non capisci.»
«E cosa ne dici di spiegarmi, allora? Perché, fino a prova contraria, stava andando tutto bene finché non ho rovinato tutto.»
Gli occhi fissi su di lui si assottigliarono in due ferite.
«Hai dubitato di me.»
Ovviamente anche Matt avrà il suo da fare con i dubbi e le incertezze che il suo Dom si trova ad affrontare quando alcune minacce, provenienti dal suo passato, metteranno a rischio la vita dell’uomo che ama, ma anche in quel momento Lucifer dimostrerà di essere disposto a proteggerlo a qualsiasi costo.
In pratica dovranno sostenersi e aiutarsi l’un l’altro e imparare a gestire la loro relazione, qualcosa di cui nessuno dei due ha la minima esperienza.
«Sei mio, Matt?» lo sentì mormorare, una voce che non pretendeva né ordinava, ma si limitava a chiedere, mentre la sua mano aveva già cominciato a muoversi, spedendogli brividi di piacere e calore lungo tutto il corpo.
Deglutì a fatica, alla ricerca della propria razionalità, ora che gli pareva di sprofondare nell’abisso caldo e rassicurante, accompagnato dal suo Dom.
«Sì. Sempre.»
L’ultima cosa che sentì, prima che l’orgasmo lo cogliesse, annullandogli la mente, fu un “grazie” sussurrato in un bacio.
Ho amato la possessività di Lucifer, il suo modo tutto particolare di far sentire Matt amato e protetto, senza però opprimerlo, in un mondo dove i sub sono considerati deboli e bisognosi di cure e vengono trattati come poco più che semplici proprietà.
Anche i personaggi secondari sono molto interessanti e devo dire che ho amato in particolar modo Daphne, che ha portato una boccata di aria fresca nella vita di Lucifer, e gli ha dato la possibilità di avere una sua dimensione e un suo spazio anche lontano dal suo sub.
«No, niente unicorni.»
«Ma… Thomas, sono bellissimi! Come fai a non volerli?»
Una ragazza, forse appena maggiorenne. Che parlava, anzi discuteva con il suo fidanzato e letale assassino senza la minima paura. Di unicorni.
Matt fu costretto a fermarsi sulla soglia e sbattere le palpebre un paio di volte, per assicurarsi che non si trattasse di un’allucinazione dovuta ai postumi dell’orgasmo della notte prima – chissà se esistevano patologie causate da Dom troppo bravi e sexy, che facevano piombare sub altrettanto sexy nel subspace da un minuto all’altro.
Il testo è fluido e scorrevole, e la trama è talmente ricca di avvenimenti che non sono riuscita a chiudere il libro fin quando non sono arrivata all’ultima pagina.
Anche questa volta Mary Durante non mi ha deluso, e non vedo l’ora di poter leggere il prossimo romanzo di questa fantastica autrice.


Recensione:

Editing:


«E cosa ne dici di spiegarmi, allora? Perché, fino a prova contraria, stava andando tutto bene finché non ho rovinato tutto.»







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