
Evie Sage non è mai stata più felice di essere l’assistente del Cattivo. Chi avrebbe mai pensato che lavorare per il signore supremo del male, scandalosamente bello, sarebbe stato così gratificante? Tuttavia, il compito di essere cattivo è impegnativo, le forze del bene sono fastidiosamente tenaci e il malvagio capo è in qualche modo… ehm, lontano dal ruolo di malvagio.
Ma non è tutto: qualcosa di strano sta accadendo alla magia nel regno di Rennedawn. Le barriere attorno al castello si stanno indebolendo, lasciando tutti gli abitanti sempre più esposti ai nemici… compreso il loro numero uno, il re.
Ora è il momento per Evie di affrontare la sfida più grande: proteggere il covo del suo capo, tutte le sue opere nefande e forse (a condizione che nessuno lo scopra) l’intero regno. È ora di uscire dalla sua zona di comfort e apprendere nuove abilità: tradire, usare il pugnale, cospirare con il nemico… E tutto è così… deliziosamente divertente.
Ma cosa succede quando l’assistente del Cattivo è pronta a diventare il suo apprendista?

Ed eccoci qui a parlare del secondo libro di questa pazza serie. Vi starete chiedendo come sia progredita la storia; ebbene, vi dico subito che progressi non ce ne sono stati molti, anzi direi davvero pochini. Troppo pochi per un secondo libro.
La struttura, la narrazione, il senso o meglio il non senso si ripetono pari pari al libro precedente; situazioni al limite dell’assurdo, personaggi esagerati deliziano le nostre “ghiandole ridanciane”.
I nostri protagonisti si ritrovano a correre di qua e di là per cercare di fermare re Benedict e per fermare o… far avverare la profezia? Scusate, non ho ben capito questa parte perché sono un filino “storna” per tutto sto girare…. Questo andare di qui, poi di lì, poi di su e poi di giù mi ha confusa… Scherzo!!! Ovviamente vogliono fermare la profezia! Che scherziamo? Un mondo senza magia? Una noia mortale!
E mentre i nostri eroi sono in giro per il regno alla ricerca degli elementi della profezia e in fuga dalle guardie di re Benedict, si ritrovano alle prese con le loro famiglie. Insomma in questo libro spuntano parenti come funghi, alcuni sono buoni e gustosi come un bel porcino (mmm… risottino mio sto arrivando), ma altri ricordano l’elegante amanita muscaria. Bellissima da vedere, ma altrettanto letale.
L’autrice ci fornisce qualche informazione in più sul passato dei vari personaggi; una briciola qui e una là, piano piano riusciamo a ricostruirne il pregresso, e per alcuni di loro, ad esempio Tristan, non è un bel vedere e non stupisce che sia diventato il Cattivo (si fa per dire, perché se lui è cattivo io so’ Cleopatra).
E veniamo alla nota dolente: il rapporto o meglio la mancanza di rapporto tra Evie e Tristan. Qui abbiamo uno slow burn che più slow non si potrebbe. Il “burn” non c’è proprio! A un certo punto l’autrice ci imbroglia, ci dà un piccolo assaggino, ma poi…zero.
Avete presente quando siete a dieta e arriva la giornata dello sgarro? Siete davanti a un buffet pieno di leccornie, allungate una mano e vi infilate in bocca un dolcetto, o una pizzetta e le vostre papille gustative hanno un sussulto di gioia… poi allungate la mano per prenderne ancora (state lontani dal mio cibo…), lo mettete in bocca e …. Puahhh! sa di cartone, anzi di carta stampata, per restare in tema. Ecco, in questo libro il lato romance è così, un assaggino e poi il nulla.
A me gli slow burn piacciono un sacco, ma qui si esagera. Due libri dove non succede nulla… beh, mettono a dura prova la mia pazienza e penso anche la vostra.
Ora parliamo del mio personaggio preferito! Io lo adoro! Spero che in futuro avrà più spazio e che subirà una metamorfosi, perché sono convinta che in altra forma ci regalerà tante ma tante soddisfazioni! Kingsley, il ranocchio (vieni qui che ti sbaciucchio un pochino…) con i suoi cartelli lapidari mi piace assai! Dona quell’ironia e sarcasmo da one shot!
Concludo dicendo che questo libro, a mio parere, non aggiunge nulla di davvero importante alla storia; con degli accorgimenti se ne poteva tranquillamente fare a meno, ma dal punto di vista dell’intrattenimento è perfetto. Ho appena scoperto che potrebbero essere quattro i libri della serie, e sto provando brividi di paura: quando si supera il numero perfetto “3”, ho sempre il terrore che alla fin fine si allunghi il brodo per nulla.
Consigliato se volete passare qualche ora in allegria senza pensare a nulla!

Recensione a cura di

Editing










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