Buondì, Feelers!
Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Paola Gianinetto per un’intervista esclusiva!
Buona lettura!

Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?
Tanto tutte e due. La scrittura influenza molto la mia vita, perché ho dovuto rinunciare a qualcosa per poterla privilegiare. La famiglia c’è e non puoi trascurarla, il lavoro devi farlo per poter vivere e quasi tutto il resto non lo faccio più o molto meno.
Il contrario, non così tanto. Non c’è la mia vita in quello che scrivo, anche se i personaggi femminili prendono alcune caratteristiche da me.
Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere?
L’ho fatto tardissimo, ho sempre saputo che mi piaceva scrivere ,fin da bimba, ma ho sempre pensato che fosse impossibile diventare scrittrice. Scrivo da poco, relativamente poco. Il primo libro è uscito nel 2012 ed ho iniziato due anni prima. Anche se ho sempre scritto per me, è solo grazie ad un’amica che mi sono decisa a pubblicare.
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?
Devo avere il giusto tempo per immedesimarmi nella storia e poi iniziare a scrivere. Fortunatamente sono una libera professionista che lavora a casa e quindi riesco a gestire al meglio il tempo per potermi dedicare alla scrittura con i miei tempi.
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.
Sognatrice, dolce e consapevole. Per il mio ultimo libro: passionale, oscuro e romantico.
Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?
Bellissimo, un’emozione grandissima. Considerando che in Italia di scrittura non si vive, questo ti ripaga di tutto l’impegno e poi incontri persone meravigliose. Quando poi ti dicono “Ho fatto notte per rileggere il tuo libro per la seconda volta”, merita averlo scritto solo per quello.
Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?
I lettori sanno già che deve uscire il libro sul pirata e sicuramente poi mi dedicherò al sesto vampiro, che sarà Nicola il vampiro italiano. Mi è piaciuto da morire scrivere lo storico e mi piacerebbe scriverne un altro, però la serie dei principi resta il mio grande amore.
Intervista a cura di:

Editing a cura di:










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