
Un bar appena fuori dalla Shiftertown di Austin. Un incontro di lavoro tra un mutaforma e una umana. E niente sarà più come prima.
Liam Morrissey è l’intermediario tra gli Shifter e gli umani della città. Kim Fraser, avvocato, è stata incaricata di difendere un mutaforma accusato di omicidio. Quando Kim viene a chiedergli aiuto, in cerca delle risposte di cui ha bisogno, Liam si trova per la prima volta affascinato da un’umana.
Shiftertown non è quello che Kim si aspettava. Tanto per cominciare, nasconde molti segreti, che gli Shifter vogliono proteggere a ogni costo.
Liam, che si è sempre rifiutato di prendere una compagna, è costretto a proteggere Kim dalla rabbia del suo capoclan e persino del suo stesso padre. L’ultima cosa che aveva previsto era un’attrazione così potente da non riuscire a stare lontano da quella donna insolente … e determinata a non fermarsi davanti a niente. Nemmeno a lui.

L’avvocata Kim Fraser ha un caso scottante tra le mani: un giovane mutaforma è accusato di aver barbaramente ucciso la sua ragazza umana. A Kim l’onere di provare la sua innocenza perché, lei ne è certa, Brian Smith non ha ucciso.
Le leggi e l’opinione pubblica umana non sono certo d’aiuto, gli Shifters sono visti come animali, brutali e incontrollabili. Nonostante vivano in una specie di apartheid, segnati a vista dal collare magico che sono costretti a indossare, non sono ben accetti.
Ma Kim è convinta dell’innocenza del ragazzo ed è disposta a tutto pur di dimostrarlo, anche recarsi personalmente nella Shiftertown in cerca di elementi che possano aiutarla a fare chiarezza.
Le è stato fatto un nome: Liam Morrissey, il mutaforma che pare svolga il compito di intermediario tra la comunità a cui appartiene e gli umani.
“L’uomo era seduto su una poltrona dietro a una scrivania disordinata,
con un plico di fogli tra le mani. Aveva gli stivali appoggiati sulla scrivania,
le lunghe gambe una festa di muscoli avvolti nel jeans.
Lui sì che era uno Shifter: sottile collare nero e argento sulla gola,
corpo scolpito e allenato,
capelli nero mezzanotte e decisamente un’aria minacciosa.”
L’incontro non lascia Kim indifferente, anzi. C’è qualcosa in Liam che attira e respinge i suoi sensi, il suo istinto e il suo buonsenso. Ma è lì per aiutare il suo cliente e neanche i segreti e i misteri che gli Shifters sembrano custodire la fermeranno. Scavando scoprirà molte cose che ignorava e quando verrà messa alla prova dovrà decidere da che parte stare…
Che bella lettura, che personaggi intriganti e sfaccettati! L’autrice ci conduce a scoprire il mondo Shifter pian piano, introducendoci alla serie mostrando più che raccontando. Così, quando il quadro è chiaro, la storia ci regala il suo meglio. La famiglia Morrissey, accento irlandese e fascino mutaforma, è di soli, notevolissimi esemplari maschi. Tutti dominanti, tutti a nascondere dolori profondi e ferite mai rimarginate. Kim abbandona in un lampo gli stereotipi imperanti, i pregiudizi razzisti e vede subito quanto gli Shifters siano leali alla comunità. Ma cosa si muove nell’ombra? Perché tanti segreti? Non resta che leggere e scoprire cosa succederà.
La traduzione di Monica Lombardi è, come sempre, impeccabile.
Non mi resta che aspettare di saperne di più anche su Sean, il fratello di Liam, protagonista del volume successivo.
Consigliatissimo!



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