Arwen Sullivan è un vero incubo.
Cinica. Fredda. Manipolatrice.
Ed è la prima persona che abbia mai amato. È la cattiva ragazza della Westbrook High, mentre io sono il prezioso ragazzo d’oro.
Per anni si è divertita a tormentarmi. Solo perché ho osato innamorarmi di lei. E, scioccamente, la desidero ancora.
Ma poi una confessione da ubriaca le è sfuggita dalle labbra carnose e ho visto la paura vorticare nei suoi occhi tempestosi.
Aidan Shaw è il flagello della mia esistenza.
Affascinante. Bello. Nobile d’animo.
È tutto ciò che non avrei mai pensato di volere, e saperlo mi terrorizza a morte. Ho provato a mantenere le distanze e a seppellire i sentimenti che nutro.
Ma uno stupido errore – un momento di debolezza davanti alla tentazione – è bastato a trasformare la scintilla in incendio.
Lui è determinato ad amarmi, ma neanche il suo tocco d’oro è capace di cambiare il mio cuore nero.
Pensa di potermi spezzare.
Ma non si può addomesticare un animale selvaggio.

Volume finale della dilogia Westbroock dedicato ad Arwen. La conosciamo per i suoi rapporti con Tatcher, il protagonista del primo romanzo. I due hanno un legame consolidato per via dei problemi che hanno dovuto affrontare a scuola.
Bullizzati, hanno imparato a difendersi chiudendo i loro cuori dietro muri di ferro.
Arwen è diventata una ribelle, niente emozioni, almeno in apparenza, prova ogni cosa estrema, odia il mondo intero. E se il mondo pare odiare lei c’è chi la ama, da sempre, senza limiti.
Aidan, bello, dal cuore nobile, ama Arwen fin dal primo incontro. Sono stati amici, legati da un’intesa particolare che permetteva ad Arwen di superare il dolore del suo cuore, la perdita che sentiva dentro. Ma l’amore, quello è un’altra cosa, una cosa che ferisce e allora, quando Aidan oltrepassa quella linea e si innamora, Arwen lo respinge. Ma stargli lontano non è facile perché anche se lei non lo vuole, lui è li, nel cuore. E la paura d’amare porta all’odio.
Aiden ama, Arwen odia.
Un viaggio che condivideranno cambierà tutto. Una confessione non trattenuta e Aidan vede una speranza, una breccia che piccona giorno dopo giorno. Ma l’anima selvaggia di Arwen si ribella, la paura di perdere chi ama è forte, meglio non amare che soffrire.
Un continuo contrapporsi di volontà, una guerra di logoramento perché si sa, in amore e guerra tutto è permesso.
Due bei personaggi, contrapposti ma uniti.
Arwen è dolore, Aidan speranza. Arwen è paura, Aidan amore.
Leggere i loro battibecchi, vedere i loro sentimenti, la loro forza e la loro fragilità rende questa storia davvero moto bella.
Una dilogia consigliata.


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