Ethan Wells, giovane avvocato afroamericano nato a Vicksburg, in Mississippi, è perseguitato dal ricordo dell’efferata strage della sua famiglia, perpetrata per motivi razziali. Vent’anni dopo lo sterminio, è la
melodia di un violino ‒ udita in un pub newyorkese ‒ a riportare a galla un particolare della sua vita che pensava di aver sepolto per sempre: per un caso fortuito, proprio in quello stesso pub, Ethan si ritrova faccia a faccia con l’assassino dei suoi familiari.
Inizia così una lunga caccia al nemico, senza esclusioni di colpi. Durante le sue indagini, Ethan conosce Julia, la sua futura moglie, e ritrova Tommy, un amico d’infanzia. Nella febbrile ricerca di elementi incriminanti a carico dell’assassino, Ethan si troverà a fronteggiare le insidie degli apparati criminali e a scoprire sconcertanti verità, anche sulle persone a lui più vicine.
In un susseguirsi di avvenimenti e inquietanti retroscena, la strada per ottenere giustizia appare tortuosa ma Ethan non si arrenderà fino alla risoluzione finale.

In un’America ancora sottoposta alle leggi razziali, nel pieno degli anni 50 ha inizio questa storia. Un inizio dove un’intera famiglia di colore viene uccisa, le donne stuprate, gli uomini torturati perché il capofamiglia, un uomo orgoglioso, che crede nel diritto di essere uomo, va a votare. Un negro non poteva permettersi di credere di essere un individuo, i negri sono proprietà, carne da macello.
Unico sopravvissuto il figlio di 10 anni che ha assistito, nascosto su un albero, a tutta la scena.
Una zia lo viene a prendere e così abbandona la campagna rurale per la città, per New York.
Passano 20 anni e il piccolo Ethan è diventato un giovane avvocato.
Ha due amici fidati: David che collabora con lui nel loro studio, e Frank un italo-americano legato ad ambienti a dir poco discutibili.
Il ricordo della tragedia che lo ha colpito non lo ha mai abbandonato, esattamente come il desiderio di scoprire i colpevoli.
I quattro uomini erano tutti mascherati, armati, e uno di loro, mentre gli altri commettevano la strage, suonava il violino.
Leggere quelle pagine è quasi surreale, le immagini che appaiono di fronte agli occhi di chi legge sono sì orribili ma anche quasi grottesche.
Torniamo a noi.
Casualmente in un locale Ethan vede un uomo, vede un violino, e al solo sguardo si ritrova catapultato nel suo incubo. Ritorna indietro con la mente a quei momenti e la sete di vendetta si risveglia.
Da quel momento la ricerca degli assassini diventa prioritaria…
La storia è la cronaca dell’indagine, dell’identificazione di due di loro, della ricerca di prove per affrontare un processo e del muro di gomma contro cui Ethan continua a scontrarsi.
Un uomo in particolare, Kennet, diventa il suo bersaglio ma più cerca di incastrarlo più si rende conto che è legato a poteri forti: i testimoni, i collaboratori di Ethan subiscono intimidazioni, alcuni vengono uccisi fino ad arrivare all’omicidio di sua moglie e del suo amico Frank.
Ethan però non si fa abbattere dalla disperazione che gli attanaglia il cuore, anzi, la vendetta cresce.
Il passato lo tormenta e solo affrontandolo arriverà a non farsene sopraffare.
Ostinato a non lasciare le indagini alla fine si troverà invischiato in uno degli scandali più famosi della storia, il Watergate.
Questo libro però, non è solo la fedele cronaca di un’indagine, è il viaggio in un’America che ancora oggi non ha superato i suoi demoni, un’America in cui ancora oggi essere afroamericano è un handicap, un’America in cui il razzismo è ancora presente.
È la storia di un uomo che non molla, che sente ancora le parole di un padre convinto dei suoi diritti, che cerca di superare il terrore dei ricordi di un passato di morte. Non solo la sua famiglia, i suoi amici, le sue amiche si sono persi nella violenza razziale. Un bianco amico di un nero? Inaccettabile, e una donna è solo un corpo da possedere, da stuprare.
Un’ottima lettura che ci riporta in un preciso momento storico, che ci trasmette la stessa sensazione di impotenza del protagonista, la sua stessa voglia di capire, di sapere, di avere giustizia, perché la sua vendetta non è violenza, è giustizia.
Se volete immergervi in un’America vera di un’epoca piena di contraddizioni e di violenza questo libro fa per voi.
In fondo una buona parte di America, ancora oggi, non è molto diversa.



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