
Un tempo, credevo nelle favole.
Ma poi, mi ha presa.
E mi ha insegnato che la vita non è una fiaba.
È sfregiato. Devastato.
Una cosa oscura e selvaggia.
La sua bellezza è violenta, e le sue parole sono crudeli.
Il suo cuore è un paesaggio buio, dove nulla può crescere.
Dice che non potrà mai prendersi cura di me, e lo dimostra ogni giorno.
Ha distrutto la mia vita.
Mi ha torturata.
E peggio ancora…
Mi ha addestrata a supplicare per il suo affetto.
Questa prigione è un luogo dove non batte mai la luce del sole.
Mi ha insegnato che l’odio nasce nell’oscurità.
E poi, mi ha spiegato che a volte anche l’amore può nascere lì.

Amo la Zavarelli, il suo stile crudo e diretto, il suo modo d’analizzare i protagonisti delle sue storie e quando ha pubblicato questa rivisitazione dark de La Bella e la Bestia non me la sono lasciata scappare.
È un libro travolgente nel bene e nel male, capace di lasciarti annichilita di fronte ad alcune scene, capace di punte d’amore impensabili per il contesto in cui la storia si svolge.
C’è una Bestia che vive nel suo oscuro castello, lontano dal mondo, in assoluta solitudine. Il suo corpo è martoriato dalle cicatrici, il suo animo distrutto. Questo è Javi. Pagina dopo pagine veniamo travolti dai ricordi di una vita piena di violenza, crudeltà e tradimenti che lo hanno reso il mostro che è.
Lei è Isabella, una principessa immersa nella musica e nei libri; anche lei è sola, vittima di un padre assente, che dedica le sue attenzioni a un bambino e non a lei.
Anche Bella non risplende nel sole, anche lei è avvolta da una profonda oscurità che riversa con le parole nel suo diario.
Javi e Bella sono i protagonisti di un racconto in cui la vendetta la fa da padrone, in cui l`odio porta alla violenza.
La Bestia ama la sua Bella ma allo stesso tempo vuole spezzarla, distruggerla, renderla simile a lui. È la sua vendetta.
Ci sono momenti in cui leggere diventa difficile, in cui la violenza psicologica e fisica travolge il lettore, lascia spiazzati ma, arrivati a un certo punto della storia, tutto ha un senso, tutto appare coerente.
Non esistono più vittima e carnefice, esistono due anime perse, due anime che arrivano a condividere i loro demoni, arrivano a condividere le loro oscurità trovando la propria dimensione, non abbandonano il buio, lo rendono la propria casa.
Non sono più nemici, sono amanti. Un amore malato ma pur sempre amore, i nemici sono altri, sono chi può ferirti di più, sono le persone di cui ti fidi: e li combattono insieme.
Due personaggi complessi, estremamente sfaccettati, tanto da sembrare a volte incoerenti, che la Zavarelli sviluppa in tutta la loro complessità, una storia tosta, davvero tosta, che rispetta però le basi della fiaba a cui si ispira. Un’autrice che è una garanzia.
Mi è piaciuto? Sì, senza dubbio, anche se mi ha fatto male, anche se a volte non capivo, mi è piaciuto perché ci sono storie che ti travolgono, che non sono facili, che non sono per tutti ma che restano.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:

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