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Nella ridente città di Edo del periodo Tokugawa, Ryuu vive nell’hanamachi del piacere, in una okiya, e si prostituisce per vivere. Il suo aspetto bellissimo nasconde un’anima tormentata e frammentata di emozioni negative che lo rendono apatico e apparentemente incurante di tutto, persino della crudeltà e della violenza che vengono riversate su di lui.
Ryuu sopporta in stoico silenzio gli abusi verbali della sua okaasan e il disprezzo delle sue compagne, nonché gli epiteti dei clienti, che gli vengono gettati addosso per nascondere le pulsioni che la sua procacità stimola in loro. Ma tutto cambia quando le attenzioni del suo cliente principale diventano morbose, annichilendolo e portandolo all’esasperazione e, soprattutto, quando una bambina traumatizzata e un samurai disonorato entrano nella sua vita. Chi è, poi, questo rōnin? E cosa vuole da lui? È, davvero, solo curioso?
Costretto a scegliere tra la vita che conosce e una dolorosa rinascita, Ryuu rischia di lasciarsi affogare nei rimpianti e nella solitudine, sebbene ci sia una mano grande e calda pronta ad afferrarlo. Riuscirà, un uomo così imperfetto, a trovare la pace?

«Non comprendi?» domandò Ryuu in un gemito. «Io sono rotto, sono… Sono niente di più che una cosa imperfetta.»
Ma Kazu-san sorrise, deponendo un bacio sulla sua bocca umida.
«Sei tu che non comprendi, Ryuu,» gli sorrise. «C’è bellezza nelle cose imperfette.»
Inizialmente la lettura di questo libro non è stata facile, immergersi in un mondo con una forma mentis cosi diversa dalla nostra, imparare termini giapponesi che ricorrono regolarmente durante tutta la lettura hanno richiesto un certo impegno, ma appena ho accettato di dare credibilità alla storia e vivere i protagonisti, Ryuu in primis, arrivare alla fine è stato un baleno.
Sono stata travolta da una serie di emozioni, in certi momenti talmente intense da dover riprendere fiato, perché questa storia è cosi attuale, cosi “moderna e odierna” – e badate bene in senso negativo – che le parole dell’autrice diventano un’accusa alla nostra stessa società.
Questa è una storia di abusi, di distruzione, di flagellazione e, finalmente, di rinascita.
Che il protagonista sia un uomo è del tutto irrilevante, tanto è vero che la coprotagonista, una bambina, subisce atrocità quasi peggiori delle sue.
Già non solo abusi tra adulti ma anche pedofilia.
Tra queste tragedie, queste anime distrutte che si raccontano e cercano di riuscire a respirare, l’amore vuole uscire, vuole salvare la speranza.
E ci riesce in modi diversi, perché non esiste solo l’amore romantico ma anche quello tra una “madre” capace di fare breccia nella mente terrorizzata di una bambina, nel suo non voler essere toccata, nel suo bisogno di essere amata.
Poi, come ho detto, c’è l’amore romantico, quello capace di riportare in vita un uomo che non fa niente altro che uccidersi giorno dopo giorno, colpevole solo di essere se stesso.
Ogni centimetro della pelle di Ryuu si ribellava a quel contatto, accapponandosi in modo evidente, ma lui soffocò qualsiasi rifiuto del suo corpo e subì il samurai che si divertiva a palparlo, leccarlo e morderlo. Proruppe in un grugnito quando venne penetrato brutalmente, come al solito, e schiacciò la fronte madida di sudore contro il tatami, riuscendo a malapena a sopportare le spinte vigorose di Jori-dono, senza lasciar andare le lacrime che gli bruciavano agli angoli degli occhi.
[…]
Il suo corpo pulsava nei punti in cui Jori-dono lo aveva morso e le sue membra violate bruciavano. Si raggomitolò su se stesso e chiuse gli occhi, concedendosi un istante per raccogliere i frammenti della sua anima infranta.
Può un uomo che ha assistito a mille atrocità avere la forza di salvarne un altro, di riportarlo verso la luce?
Può riuscire a far rinascere quella voglia di esistere, di essere, in un uomo che vuole solo annullarsi, punirsi e morire?
«Se era vero allora, fa’ che non lo sia adesso. Non essere la mia compiacente puttana, stasera, ma sii un uomo e basta.»
La nascita di una nuova vita, di nuove consapevolezze, di un nuovo amore per gli altri ma soprattutto per se stesso, questa è la storia di Ryuu, della sua rinascita e, credetemi, vale davvero la pena di essere letta e di versare con lui lacrime amare.
Le nostre anime sono costellate di buchi e crepe, ma è questo che siamo, noi guerrieri: frammenti di esseri umani.»


Editing recensione:










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