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Brian, l’atleta più popolare del liceo, ha tutto, finché non rischia di perdere la vita durante una sparatoria a scuola. Sopravvive al massacro grazie all’aiuto di un eroe, il suo compagno di scuola Landon, che ha affrontato la morte per aiutare gli altri e che non ha problemi a parlare della propria omosessualità. Brian sarà anche vivo, ma non riesce ad affrontare le sue paure e ad andare avanti, soprattutto perché i responsabili della sparatoria non sono stati ancora catturati. È a pezzi. Non può fare altro che affidarsi a Landon, nella speranza che accetti di aiutarlo una seconda volta.
Landon si è comportato come avrebbe fatto chiunque quando ha trovato Brian morente sul pavimento della mensa. Non si ritiene un eroe, ma è pronto a prendere una posizione contro la violenza che ha distrutto le vite di tanti giovani… persone come Brian, che è tornato a scuola come l’ombra del quarterback felice e spensierato che aveva sempre ammirato. Brian ha ancora bisogno di lui e, mentre la loro amicizia diventa sempre più forte e profonda, alcune ferite cominciano a rimarginarsi. Il legame che condividono potrebbe portare a un nuovo inizio per entrambi.
Tuttavia, l’orrore che ha sconvolto la Jefferson Waller High School non è ancora finito.

Prima di iniziare la recensione, vorrei consigliarvi di leggere con molta attenzione la prefazione dell’autrice. “In frantumi” non vuole essere un libro di denuncia, ma è evidente che in un modo o nell’altro lo sia. La Easton prende spunto dalla strage nella scuola di Parkland in Florida, e dalla conseguente nascita di un movimento studentesco che si batte per l’abolizione del libero uso delle armi, movimento duramente ostacolato dai partiti più estremisti e di destra del Paese. Il romanzo rimane un romance, un bellissimo romance, ma la crescita e il percorso interiore dei due protagonisti ci ricorda i tanti ragazzi morti o feriti e quelli che stanno combattendo contro l’assurda (a mio avviso) legalizzazione dell’uso delle armi.
“In frantumi” inizia come il più classico degli young adult ambientato in una scuola americana. Ci sono i giocatori di football, ci sono le cheerleaders che vanno dietro ai giocatori di football e poi, come da copione, ci sono gli sfigati. Tutto molto normale, la solita routine. Lezioni, allenamenti, piccoli atti di bullismo, chiacchiere, occhiate casuali, uno sguardo che si incatena e due mondi che, all’improvviso, si incontrano e mischiano tutte le carte in tavolo. La quiete prima della tempesta. Il giorno prima della fine.
Evitare. Bloccare. Difendersi.
Queste sono le parole che entrambi i protagonisti si ripetono nella mente quando alla Wall scoppia il finimondo. Hanno fatto delle esercitazioni, hanno memorizzato come comportarsi in caso di attacco ma, appunto, quelle erano esercitazioni. Non c’erano gli spari a esploderti nelle orecchie, non c’erano le luci rosse a intermittenza e non c’era lo spaventoso silenzio degli altoparlanti per permetterti di individuare la provenienza degli spari. Ma, principalmente, non c’era il terrore a bloccarti il corpo e la mente.
Evitare. Bloccare. Difendersi.
Queste tre parole fanno presa sul lettore, strozzandogli il respiro e lasciandolo senza fiato, mentre la descrizione della sparatoria, in tutta la sua cruda realtà, ti fa stringere il cuore, soffrire per quei poveri ragazzi e sperare che tutto vada bene. Ma naturalmente andrà male. Perché quando due pazzi entrano ad armi spianate con l’unico intendo di uccidere, niente può andare bene. Lo ammetto, avevo il cuore in gola e le lacrime agli occhi mentre leggevo, l’autrice è stata bravissima a rendere fin troppo vivide le immagini e a descrivere le emozioni e le paure dei due protagonisti.
Landon e Brian sono sue personaggi meravigliosi, impossibile non innamorarsi di loro, sono così incredibilmente veri che vorresti entrare nel libro per esprimergli le tue emozioni. Complimentarti con Landon, per il suo coraggio, la sua dedizione e la sua pacata intelligenza, e abbracciare il povero Brian. Ferito. Sofferente. Terrorizzato. Abbandonato. A pezzi. In frantumi.
Nessuno, tranne Landon, si rende conto del gravissimo disturbo da PTSD che affligge il ragazzo. La sua famiglia, vuoi per ignoranza o per paura, fa finta che tutto possa tornare come prima, ma è impossibile superare un simile trauma con del buon cibo e una partita di football. Senza contare che i genitori di Brian, a mio avviso, sono pessimi e rimangono imperdonabili.
La storia tra Brian e Landon è dolcissima, seppur nata da presupposti tanto tragici, e ripercorre le classiche tappe degli amori giovanili, fatte di scoperte, umidi baci e goffi imbarazzi.
“In frantumi” è un romanzo intenso e commovente che colpisce al cuore e parla di emozioni, ma al suo interno c’è anche una piccola sotto trama poliziesca che, seppur abbastanza intuibile, ho apprezzato. Ha dato dinamismo agli avvenimenti e concesso un degno finale all’intera vicenda.
Seppur corretta, la resa in italiano non mi ha particolarmente entusiasmato, ma è davvero impossibile non assegnare cinque stelle a questo libro meraviglioso. Le merita tutte e anche di più. Molto bella anche la cover.
Per concludere: leggetelo, assolutamente!


Recensione a cura di:

Editing:

Qui l’autrice su Feel.









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