
Alexander FitzMaurice III, Lord della camera dei Pari, discendente ed erede unico di una tra le più antiche e nobili casate d’Inghilterra.
Il viso sfregiato, che offende la bellezza algida e austera, gli ricorda, ogni giorno, il suo fallimento.
“Non sono riuscito a salvarle.”
Il tormento dell’anima lo avvolge come una coperta scura e regala, a chi lo guarda, la sinistra consapevolezza della sua pericolosità.
“Sono pronto a tutto. Quella bambina è come una figlia per me. Piccola peste… Ha trovato la chiave del mio cuore, ammesso che io ne abbia uno.”
Una donna irrompe nella sua vita.
Messicana di nascita, americana del Bronx nel temperamento.
I suoi modi irruenti, la lingua tagliente e la brutta abitudine di essere fin troppo sincera, lo irritano profondamente, ma ha bisogno di lei. Deve tenere duro e tollerarla fino a quando tutto non sarà finito. E poi, forse, prima di restituirla alla sua vecchia vita, si concederà la soddisfazione di dimostrarle che non è l’uomo che lei lo accusa di essere. Un uomo di ghiaccio.
Oh sì, quella sarebbe stata la parte più divertente.

In una Londra buia e fredda prende il via la storia di Englishman e fin dal prologo capiamo di aver a che fare con qualcosa di drammatico.
Una cicatrice sfregia il viso di Lord Alexander FitzMaurice a ricordo del suo fallimento come uomo, figlio, fratello. Una macchia che lo ha reso freddo, distaccato, chiuso in un mondo fatto di controllo, regole, apparenza.
Da quella notte in cui ha perso parte di sé Alexander ha ricostruito il suo corpo e la sua anima in attesa di un evento che potrebbe riportare nella sua famiglia parte di quella serenità perduta.
Per Alexander era stato un sollievo non sentire più le urla della bambina, ma la pace era durata poco.
Qualcuno lo aveva afferrato per i capelli costringendolo a reclinare la testa. La lama, dapprima era stata una sensazione fredda sulla pelle, man mano che era affondata nella carne era diventata incandescente, scavava e dilaniava i tessuti, provocandogli un dolore acuto che lo aveva fatto svenire.
E la serenità arriva sotto forma di una bambina di 5 anni piena di vita ma anche di dolore, cresciuta circondata da sangue e violenza e bisognosa d’amore. Sarà il suo visino dolce, i suoi occhi che scheggeranno il muro di ghiaccio che circonda Alexander; in fondo lui per quella bambina ha già dato molto e il legame che li lega è indissolubile.
Non sarà solo il dolce sorriso di Marisol a sciogliere il ghiaccio ma anche l’arrivo di un tornado nei panni di Jennifer, giovane sorella della governante di casa. Un primo incontro a dir poco difficile.
Jennifer trattenne il fiato.
Era bellissimo.
Era orrendo.
I lineamenti virili, di una bellezza classica, deturpati da uno sfregio che tagliava il suo profilo dalla tempia fino alla bocca. Le labbra carnose piegate in un sorriso che era come una nota stonata: il ghigno malefico frutto della sua cicatrice.
Alexander abbandonò il foglio sul tavolo, raddrizzò la postura e si sottomise all’esame sconcertante di quella ragazzina impertinente. Appoggiò la schiena al tessuto imbottito della sua poltrona, afferrò i braccioli con le mani stando attento a non stringerli, non voleva rendere evidente la sua irritazione. Quando gli occhi della donna lasciarono il volto sfregiato e, finalmente, incrociarono il suo sguardo, la inchiodò al pavimento col tono più severo di cui era capace.
«Miss Martinez, nessuno le ha mai detto che fissare la gente è segno di maleducazione?»
Tanto è algido Alexander tanto è spontanea Jennifer, un fuoco che ammorbidisce la rigida postura, blandisce l’anima di un uomo bisognoso di amore, amore che non ha mai ricevuto, costretto in un ruolo che la madre ha scelto per lui costruendolo con una rigida educazione e senza affetto.
Bandire il suo e scatenare la passione, questo riuscirà a fare Jennifer
Fu in quel momento di massima intensità che le ultime inibizioni rimaste crollarono inesorabilmente. Le sue labbra furono sostituite da un accenno di lingua, leccò quel marchio, dall’alto verso il basso, corse lungo il taglio fino a trovare la sua bocca.
Si comportò come quegli animali che, senza casa, in notti fredde e senza luna, si leccano le ferite.
Anche lei seguì il richiamo atavico di quel gesto e non se ne vergognò.
Tra le pieghe di questa storia d’amore si inserisce la violenza, la vendetta, il cartello di narcotrafficanti che è legato alla madre di Marisol, sorella di Alexander. E tutta la preparazione e l’attesa trovano le loro risposte. Sarà un momento duro per tutti i protagonisti che rafforzerà alcuni i legami e ne romperà altri. Il personaggio di Alexander qui mi è davvero piaciuto, abbandona il ruolo di Lord e trova la sua natura di uomo.
Nella vicenda ritroviamo vecchi personaggi ancora avvolti dal mistero che li caratterizza. Spero che l’autrice riunisca ancora questa squadra e riesca a lenire il dolore che permea la vita di Lui, si merita molto di più.
Un libro che riscopre le diverse sfaccettature degli individui, ne esalta la natura curando la parte psicologica contemporaneamente a quella ricca di azione, la Deanike ha colpito ancora.


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