♦ Traduzione a cura di Mirta Augusto
Quixote Edizioni, acquistabile qui ♦

Mi chiamo Jamie Atwood e ho un problema di dipendenza. Non ho mai pensato che avrei detto una cosa del genere. Non ho mai avuto problemi di eccessivo attaccamento a qualcosa nella mia vita. Provengo da una perfetta famiglia della classe media, ho frequentato delle buone scuole e avevo una fidanzata molto carina che faceva la cheerleader… ma la verità è che nulla mi ha mai colpito davvero. Allora come ha fatto un ragazzo come me a diventare dipendente da qualcosa?
Ho conosciuto Michael Kage.
Kage è un lottatore di Arti Marziali Miste, MMA. Uno di quelli famosi. Mi piace pensare di averlo aiutato a intraprendere quella strada.
È bello da morire, e il suo aspetto e il suo talento potrebbero competere con qualunque star del cinema. Allora perché ha avuto bisogno di assumere me come addetto stampa? Semplice. C’è un lato oscuro dentro di lui, una sorta di buco nero così profondo che potrebbe ingoiare lui, me e chiunque conosciamo, che non è l’ideale per gli affari.
La prima volta che l’ho incontrato, mi sono sentito subito attratto da lui. Penso che la dipendenza sia iniziata proprio in quel momento. E anche se avessi saputo quello che so adesso, mi sarei comunque innamorato di lui. Come avrei potuto fare diversamente?
Per me, Kage è tutto.

L’ultima cosa che ricordai fu una sensazione di formicolio al cervello, come un migliaio di fuochi d’artificio che esplodevano al rallentatore, e Kage che mi sussurrava all’orecchio.
“Va tutto bene, Jamie. Prometto che non ti farò del male.”
Giunta alla fine ho deciso di prendermi qualche giorno per riflettere sulla storia appena conclusa e su ciò che ha suscitato in me. Non è stato facile e, ancora adesso, sono molto combattuta nell’esprimere un parere.
La prima parte del romanzo introduce il lettore in un mondo che sembra adolescenziale: il college, i professori, le lezioni, le feste, le cheerleader e un protagonista che sembra più una macchina senza sentimenti che un ragazzo vero, che racconta le vicende senza però entrare nel profondo. Questa prima parte mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, è stata una grossa montagna da scalare per raggiungere la storia vera e propria, quella che prende forma nella seconda parte del romanzo.
Jamie è uno studente modello; bello, alla moda, con una famiglia perfetta, una fidanzata e tanti amici. Nulla lascia credere che abbia degli interessi verso il suo stesso sesso: non ci sono riferimenti, nessun pensiero o dubbio. Sembra indifferente a tutto e tutti.
Tutto emerge solo quando Jamie viene contatto per un lavoro come addetto stampa, per chi? Proprio per Michael Kage, un lottatore di Arti Marziali Miste che vuole svelarsi al mondo. Kage non ha mai lottato davanti a un ampio pubblico, ma solo in privato, per una cerchia ristretta di persone ricche e facoltose che conoscono lo zio. Uno zio che viene spesso nominato, che sembra un’ombra senza volto, un artiglio che vuole toccare ogni cosa riguardi la vita del prodigioso nipote. Una figura oscura che lascia dietro di sé troppe domande e nessuna risposta.
Non mi ero mai sentito all’altezza di un’altra persona durante il sesso, così equilibrato, completo, come l’unione di due metà che formano un intero.
L’amicizia tra Kage e Jamie è fatta di alti e bassi, di segreti e cose non dette, e tutto d’un tratto diviene qualcosa di più, qualcosa di estremamente accattivante e travolgente.
Jamie svela davvero se stesso pur restando un ragazzino di poco carattere, con la testa confusa e un desiderio sfrenato. Più sta accanto a Kage, più lo desidera, ma è freddo e controllato nel momento in cui riflette sul fatto che le loro strade sono diverse e loro non possono avanzare sullo stesso cammino.
Kage è totalmente diverso: all’apparenza indomabile e glaciale, si rivela un personaggio in profondo conflitto con se stesso, un insieme di ombre e luci alla ricerca di un appiglio solido per uscire dall’oscurità che sta divorando la sua anima.
Noi umani siamo esperti nel nasconderci quando vogliamo, evitando con cura i luoghi più oscuri ai confini della nostra immaginazione, e ridiamo di noi stessi quando li attraversiamo indenni.
Jamie vive nascondendosi; una ragazzo perfetto per una vita che sembra perfetta.
Kage lotta per emergere; per liberarsi dalle catene che lo tengono prigioniero in un mondo fatto di ricchezze materiali e povertà d’animo.
Non esiste un finale. Quando, nel momento catartico, ho letto la parola CONTINUA… potrei aver detto qualche parolaccia. Mi sono guardata attorno alla ricerca della telecamera nascosta, aspettando che qualcuno uscisse e dicesse “Sei su scherzi a parte! Ecco la prossima parte della storia.” È stato davvero orribile, mi sono sentita spezzata a metà e ora aspetto con ansia l’uscita del prossimo capitolo per scoprire come andrà a finire.
La narrazione è buona, anche se arranca nella prima parte. Il personaggio di Kage è intrigante e cattura il lettore che si ritrova desideroso di scalfire la corazza e vedere chi è davvero questo ragazzo problematico. Jamie è spesso odioso e superficiale, incapace di prendere in mano la sua vita, soddisfatto di vivere solo “abbastanza”.
Nel complesso è una lettura piacevole e leggera.


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