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“Elliott voleva essere inseguito, come una nobile preda.
Allo stesso modo in cui lui bramava l’amore. Ma nel buttarsi via, ha finito per trasformarsi in una vittima. Così non gli è rimasto che fuggire”.
Rod è un lupo solitario che trascina la sua vita tra impermeabilità ai sentimenti e soddisfazioni delle pulsioni primarie. Ha una lunga storia di abbandoni e abusi che rendono la sua anima un campo seminato si mine antiuomo inesplose.
In un giorno di straordinaria follia decide di entrare in un liceo e compiere una strage. Non è una strage alla cieca, Rod ha obiettivi precisi.
Rod vuole strappare la vita a Elliot, il dolce ragazzino bullizzato dai suoi compagni, silenzioso, delicato, resiliente.
Gli ha spezzato il cuore, Elliot, con la sua muliebre gentilezza gli ha fatto credere di volersi e concedere e lui ha cavalcato quella concessione compiendo un atto estremo, proibito che ha fatto esplodere tutte le cariche emotive della sua anima.
Ma lui continua a ripetere che non voleva, ne non ne vuole sapere di lui, che vuole essere lasciato in pace.
Rod non può sopportarlo, se non può averlo lui, non lo avrà nessuno.
Chased è la cronaca cruda e spietata di una sparatoria in un liceo, alternata ai flashback che ricostruiscono l’intricata serie di intrecci che hanno trasformato Rod in un predatore disperato, il genere più pericoloso di predatore nel quale imbattersi.
Un romanzo dark, sporco e scorretto, dove non esiste un solo punto di vista, ma solo una spirale di cause e conseguenze. La struttura che ricostruisce le motivazioni dei personaggi attraverso flashback circolari richiama il meccanismo utilizzato nel romanzo “Tredici”, diventato una serie di successo su Netflix. ”Chased” contiene scene di sesso esplicito m/m, violenza e crudeltà. La sparatoria è una cronaca cruda e tagliente dei fatti.

Quando scrivo una recensione focalizzo l’attenzione su diversi elementi: caratteristiche e storia dei protagonisti (presente in sinossi), rapporto tra i protagonisti principali (anch’esso presente in sinossi), stile della narrazione ed eventuali refusi (anch’essi presenti in sinossi).
Ciao a tutti, è stato bello, la mia recensione termina qui. Ovviamente, scherzo.
Procediamo seguendo i punti che ho appena indicato.
Rod è un uomo sulla quarantina, con una personalità fortemente disturbata e un animo crudele. Compie azioni ignobili e disumane, viene dipinto freddamente e, punto a favore dell’autore, non evoca in nome la sindrome di Stoccolma. State pensando che sono folle, vero? No, sostengo che spesso gli autori ci vogliono fare provare empatia con i personaggi principali, benché questi siano “cattivi”. Non sempre è necessario, spesso, si può anche dipingere un “villain” per ciò che è: un cattivo!
Spinto da ragioni, all’inizio ignote, entra in un liceo e inizia a sparare. Non si comprende immediatamente che ha degli obiettivi ben precisi verso i quali fare fuoco, ma capitolo per capitolo, anche con l’utilizzo di flashback, riusciamo a individuare i suoi bersagli umani: Elliot, la “finocchia” di Beverly Hills, Josh un ragazzo tutto muscoli e Garrett, un adolescente omosessuale dalla dolcezza infinita.
Elliot, è deriso dalla maggior parte dei suoi compagni, non nasconde il fatto di essere gay e per questo viene costantemente, brutalmente e duramente bullizzato. Non vede l’ora di finire il liceo, e ogni giorno passato a scuola è una tortura. Non socializza facilmente, non ripone la sua fiducia in nessuno, e ovviamente è chiuso in se stesso, il che, però, lo porta a essere schernito ancora di più.
Josh è il solito ragazzone belloccio, con tutti gli occhi delle fanciulle puntati su di lui, con un cervello che all’inizio sembra essere grande quanto quello di un acaro, ma che poi… non voglio fare spoiler, dimostrerà a tutti noi che, una seconda possibilità, talvolta, può essere concessa.
Infine vi è Garrett, un ragazzo che ammira Elliot, ma da lontano, nell’oscurità. Nonostante questo, se dovessi utilizzare una sola parola per descriverlo, opterei per coraggioso.
La narrazione, come dicevo all’inizio, alterna il presente, ovvero i momenti della sparatoria, a eventi passati, i quali sono indispensabili per comprendere la psicologia di tutti i protagonisti.
Ciò che lega Elliot a Rod verrà chiarito, è un qualcosa di crudo e dispotico e nel capitolo a loro dedicato, ho dovuto ripetermi, più e più volte, che stavo leggendo un libro e non un quotidiano; se terrete a mente ciò, la sofferenza sarà minore.
Per quanto riguarda ciò che viene narrato non posso dirvi altro, la sinossi parla già abbastanza da sé. Ciò che posso aggiungere è che nei momenti di panico, attraversati dai protagonisti, essi compiranno azioni dettate dalla paura, dall’istinto e dalla, azzardo, ingenuità della loro età. Quando queste verranno alla luce, nessuno si permetterà di giudicare, anzi. Queste verranno interiorizzate e rafforzeranno l’unione fra i protagonisti.
Vedremo nascere anche un amore: due giovani che nonostante le avversità e il mondo ignorante che li circonda, troveranno il coraggio di mettersi in gioco, e far vedere la loro realtà con occhi diversi a una piccola parte di quel mondo.
Un ultimo accenno a Rod è doveroso: è vero che è una personalità borderline e delirante, ma attraverso le parole dell’autore capiremo ciò che lo ha spinto ad agire. Io credo che “capire” sia la cosa più importante di tutte: non si deve sempre e solo accettare o rifiutare, ma è necessario comprendere perché un individuo ha compiuto una determinata azione; solo così saremo in grado di condividere o meno il suo gesto. Condividere, non giudicare, perché a questo modo solo alla Magistratura è concesso tale diritto.
Questo romanzo ha un potenziale davvero alto, la storia è valida, i personaggi, pur essendo young, sono molto forti ed emergono con chiarezza. Inoltre, se letto senza pregiudizi e con la mente ben aperta, reca con sé insegnamenti che non dovremmo mai dimenticare, primo fra tutti
Ciò che distingue una preda da una vittima è il coraggio in fondo alla disperazione.
Quanto detto fino a qui non basta però a colmare lacune grammaticali e lessicali. Il refuso in sinossi – un campo seminato si mine – ne è un esempio lampante. Il romanzo non contiene solo insignificanti refusi, ma veri e propri errori, sia per ciò che riguarda la costruzione della frase, sia per ciò che guarda la mera grammatica.
L’utilizzo poi dell’indicativo presente, coniugato in terza persona singolare, rende il tutto poco scorrevole e, dati gli argomenti trattati (ricordiamoci che un è dark, seppur soft, ma gli elementi tipici del dark ci sono tutti), rende il tutto più simile a un articolo di cronaca che ci auguriamo di non leggere mai piuttosto che un dark romance.
Caro autore, questo libro potrebbe dare molto di più, con un buon editing ti darà sicuramente il successo che meriti.



Recensione:

Editing:










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