
Paige Tyler era stufa di essere la figlia del predicatore: vuole essere libera di vivere la sua vita, fare quello che le pare e andare alla ricerca dell’uomo dei suoi sogni. Quello che non si aspetta è di trovare quell’uomo ubriaco fradicio e di doverlo aiutare a sfuggire da tre tizi, decisi a dargliele di santa ragione in una rissa da bar. La vita di Jacob Young è un vero casino e attaccarsi alla bottiglia è il suo unico rimedio per zittire il senso di colpa che lo tormenta, almeno finché un angelo vestito di pelle non arriva a rimetterlo in sesto, dargli una ripulita e convincerlo che la vita è degna d’essere vissuta. Ma gli opposti si attraggono veramente? E può un cowboy dal cuore spezzato essere davvero la risposta alle preghiere di Paige? Lo scoprirete in Per Amore Di Un Cowboy.

Avrò dei grossi problemi con questa recensione, non so bene da dove cominciare.
Paige è la figlia del reverendo, ha una trentina di anni, è un’insegnante di scuola materna e aiuta il padre con la chiesa, visto che la madre è morta quando la ragazza era adolescente. La vita di chiesa le sta un po’ stretta, così nei week end alla sera esce dicendo una bugia a suo padre, si cambia gli abiti vestendosi di pelle, sale in sella alla sua Harley e frequenta bar per ballare e conoscere gente della sua età, e a volte ci scappa la sveltina. Jacob ha chiuso una relazione da poco, dopo che la sua ex ragazza ha preso una decisione importante senza consultarlo, e lui per dimenticarla si ubriaca; una sera rischia di essere picchiato da tre uomini ma viene salvato da Paige, che è cintura nera di arti marziali, e vedendolo ubriaco perso lo porta in un motel per non farlo guidare. La mattina dopo Jacob ha alcuni ricordi di quello che è successo, e vuole cercare la ragazza per ringraziarla, quindi frequenta ancora il bar, senza bere, fino alla sera in cui si incontrano di nuovo e parlano, lui la ringrazia, scatta l’attrazione e finiscono a letto. Decisi ad avere una storiella senza impegno passano una notte molto calda, ma si sa il destino gioca strani scherzi.
Da qui inizia un’altalena di emozioni e contraddizioni, una dietro l’altra, che ti fa venire voglia di chiudere il libro. Paige, giuro, l’avrei presa a sberle una pagina sì e l’altra pure, Jacob in un paio di occasioni, perchè prima dice delle cose e poi ne fa altre. Il padre di Paige la tratta come se avesse ancora dodici anni e non trenta, e lei prima gli dice che è adulta e poi fa come dice lui, giuro da sclerare. Fino al finale da panico puro, nel giro di poche pagine passiamo dalla tragedia pura a un annuncio felice.
È il secondo libro che recensisco di questa autrice, e no, non andiamo d’accordo, in 156 pagine succede di tutto e di più, ma in maniera disordinata, sembra di leggere la storia di una ragazza capricciosa e bipolare; anche Jacob non scherza, passa mesi ad ubriacarsi perché la sua ragazza ha abortito? Non esiste! Ti puoi arrabbiare, ci rimani male, sei deluso, potrai ubriacarti un giorno, ma poi uno reagisce. Personaggi così confusi non fanno per me.


Recensione a cura di:

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