Scarlett St. Clair – La serie Ade e Persefone raccontata dal punto di vista di Ade.
Ade, dio dell’Oltretomba, non si schiera, non aggira le regole. Su certi valori non fa eccezioni: né per gli dèi, né per i mortali. Nemmeno per la sua amata Persefone, dea della primavera.
Di solito, la paura fa sì che si evitino le ritorsioni.
Quando Era, dea delle donne, si rivolge a Ade con un piano per rovesciare Zeus, il dio dei morti si rifiuta di collaborare. Per punirlo, Era lo condanna a una serie di fatiche. Tra l’uccisione di mostri mitologici, e il recupero di artefatti mortali rubati, ogni fatica sembra più insormontabile della precedente e lo distrae da Persefone, la cui tragedia personale la induce a chiedersi se sia in grado di esistere come regina dell’Oltretomba.
Ade riuscirà a difendere l’equilibrio desiderato?

Continua la saga dedicata a Ade e Persefone, questo è il secondo volume dal punto di vista del dio dei morti e riprende gli eventi di A touch of ruin.
Come ho già sottolineato nella relativa recensione, che potete leggere qui, Persefone non esce positivamente dagli eventi narrati. Le sue reazioni sono spropositate, egoistiche, mosse dall’ira. La giovane dea non riesce a comprendere le dinamiche che regolano i rapporti tra gli Olimpi, si sente sopraffatta dalla notorietà che è scoppiata per il suo rapporto con Ade. A questa situazione si andrà ad aggiungere una vera tragedia, un dolore che la ragazza non riesce a gestire e ad accettare.
Nel libro con il suo POV abbiamo toccato con mano tutte le sua reazioni, tutto quel dolore che la spingono a mettere in dubbio il suo rapporto con Ade.
Badate bene: il rapporto non l’amore, quello non vacilla mai.
In A game of retribution vediamo tutto questo attraverso Ade che, oltre ai problemi della sua regina, deve combattere un nemico ben più pericoloso che lo costringerà ad affrontare delle vere e proprie fatiche. Era, moglie di Zeus, dea del matrimonio minaccia l’unione con Persefone per piegare Ade ai suoi voleri.
Il dio dovrà combattere, scoprirà complotti tesi a deporre Zeus e distruggere gli Olimpi, vedrà morire esseri divini e dovrà fare delle scelte.
In queste pagine lo vediamo combattente ma anche fragile, Persefone è il suo punto debole, per lei è disposto a tutto, l’amore per la dea è sopra ogni cosa.
Ade ha le sue pecche badate bene, tra lui e Persefone la comunicazione non è fluida, sono entrambi timorosi ad esporsi, lei chiusa nel dolore e nella sua poca autostima, lui pieno di segreti che pensa lei non possa accettare.
Eppure Ade è capace di cambiare, di correggersi e non si può non amarlo per questo.
Tra i due, insomma Ade esce vincente.
A fine libro l’autrice dedica alcune righe proprio a questo.
Le lettrici mostrano molta più sintonia con il dio che con Persefone nonostante lei debba affrontare la tragedia che le spezza il cuore.
Personalmente è proprio questo che non ho apprezzato. La giovane dea si fa sopraffare dal dolore, non accetta la realtà, una realtà che lei ha modo di vedere, toccare nell’oltretomba, attraverso Ade e attraverso se stessa.
Arrivare a vedere Ade quasi come un nemico è un attimo.
E quando tutto sembra schiarirsi, la guerra appare all’orizzonte… non sarà solo guerra tra due fazioni di Olimpi, sarà anche guerra tra una madre vendicativa e una figlia che cerca la felicità.
Siete pronti?


Recensione a cura di:

Qui le recensioni dedicate ai romanzi precedenti delle due serie.
Ade & Persefone
A touch of darkness
A touch of ruin
A touch of malice
A touch of chaos
Ade Saga
A game of fate
A game of retribution
A game of gods









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