Mio padre, Don Antonio Russo, mi ha insegnato che nel mondo della malavita non c’è spazio per i sentimentalismi o per l’amore. Non esiste legame in grado di spezzare le leggi non scritte che ognuno di noi porta tatuate addosso sin dalla nascita.
E ci ho creduto anche io fino a quando ho incontrato lui: Gabriel.
“Bello, bellissimo, disarmante, ecco cosa è Gabriel: un colpo di mitra che ti perfora il petto.”
Amare è violare le regole.
Scegliere, anche.
Io, però, non sono come tutti gli altri. Sono io quelle regole. Sono io la legge.
Mi chiamo Donna Angela Russo, sono il capoclan di Chicago, la reggente di un impero vasto e pericoloso. Sono una fimmina in un mondo di maschi, che, senza paura e a testa alta, è pronta ad affrontare il proprio destino.
Infringed – Violato: una storia d’amore e di rivalsa. Una storia di mafia.
Sono presenti scene esplicite di sesso.
Romanzo stand alone.
Quando ho finito Banned, il romanzo che nella serie precede Infringed, avrei già voluto avere questa storia tra le mani perché il ritmo incalzante con cui scrive Belle de La Nuit è quasi una droga, ne vuoi ancora.
Ero rimasto affascinata da Morgan e Dave, i due protagonisti, e da Angela, la sorella di Dave, la cui figura lasciava pregustare una storia densa di emozioni. Infringed è questo: una serie di emozioni intense e incontrollabili che schiacciano i protagonisti. Angela e Gabriel sono molto diversi: emotiva lei, controllato lui, e vivono di finzione.
Io sono Donna Angela Russo, il capoclan di Chicago, una vedova nera che sale di soppiatto lungo il braccio mentre dormi, che si infila sotto i vestiti e che ti uccide ancora prima che tu possa anche solo accorgertene.
Angela è un boss della mafia, ma soprattutto una donna, condizione inaccettabile per il mondo in cui vive. Una donna non può esercitare un potere simile, deve rimanere in seconda linea e, quindi, Angela deve fingere una risolutezza e una crudeltà che spesso non le appartengono. Suo padre e suo nonno l’hanno forgiata per essere un capo mafia fin dall’adolescenza, l’hanno preparata a non dimostrarsi mai debole a bramare il sangue, ad accettare la violenza, quasi a cercarla. In alcuni momenti della lettura, Angela dimostra una crudeltà quasi fastidiosa, fin eccessiva, ma è circondata da squali che cercano il suo sangue e questo la costringe spesso a ostentare il suo potere e rimarcare il suo ruolo. Angela, però, si porta dentro grandi dolori, e pensa di non poter amare anche se l’amore è proprio quello che cerca.
Gabriel apparentemente è il suo opposto: controllato, freddo, non si fa accecare dalla rabbia come Angela. È al suo fianco, incaricato dal boss dei boss, lo zio Carlo, il padrino per eccellenza, di proteggerla o forse di controllarla. Gabriel nasconde dei segreti e il suo comportamento si rivela a tratti ambiguo e quindi Angela non riesce a fidarsi.
I loro inizi sono difficili, conflittuali, ma l’attrazione è palese, irresistibile.
«Dovresti imparare meglio a giudicare le persone, Donna Angela» le consiglio pacatamente e lei si fa rossa in viso, alza la mano e mi colpisce in pieno con uno schiaffo.
«Non ti è concesso dirmi ciò che devo fare» sibila infuriata, mi afferra il mento con due dita, mi volta affinché possa vedermi bene. «Non ti è concesso nulla con me» prosegue, con il petto appoggiato al mio, l’altra mano ferma sul mio braccio, la bocca così vicina.
La fisso con livore, con la rabbia trattenuta nel petto a forza, i pugni chiusi. Nessuna donna, neppure un capoclan, mi ha mai trattato così. Vorrei essere capace di allontanarmi da lei, di scendere le scale e sparire per sempre, invece no. Invece, mentre penso a quello che dovrei fare, mi accorgo di non essere in grado di staccare gli occhi dalle sue labbra, e di non riuscire a non godere della morbidezza del suo corpo sul mio. Un corpo che vorrei da giorni, mesi, notti intere passate a sentire i suoi dannati gemiti oltre la porta, seduto su una sedia al buio, quando invece avrei solo voluto buttarla giù dai cardini e sparare in testa ai suoi fastidiosi amanti.
Gabriel, il biondo tra gli scuri, l’uomo che non si nasconde, che non la contrasta, che la protegge, che abbatte le difese di Angela e, in mezzo ad attentati, sparatorie e riunioni di clan, diventa un suo bisogno, un suo punto fermo. L’uno per l’altra sono come droga: la vuoi, ma capisci che è un veleno.
«Non te ne andare più» sussurro a un soffio dalle sue labbra. «Non te ne andare mai più.»
Lui sorride appena, mi stringe più forte, ma non dice nulla. In compenso fa altro, dell’altro che da questa mattina ho desiderato ardentemente come una scriteriata, una donna senza senno, esattamente come sono ora. Mi rapisce le labbra con un bacio avido, che sa di desiderio, di mancanza e riscatto. Sa di verità non dette, di speranze mai professate. Di quel sentimento pericoloso e schivo che persone come noi non possono permettersi. Sa di me e di lui di nuovo insieme, piegati ma non spezzati dalle intemperie della vita. Non mi tiro indietro. Lascio che tutto questo, compreso il suo calore, del quale sono diventata dipendente, mi distrugga, che frantumi le mie barriere e tutte le sicurezze che ho fortificato in questi anni, perché tra le sue braccia io non sono più Donna Angela Russo, la capoclan, ma solo Angela. Sì, solo Angela.
Una storia con un ritmo incalzante, con una serie di segreti che vengono a galla e di colpi di scena più che inaspettati che ti spingono ad arrivare, senza interruzioni, a un finale col botto.
Non mi dimentico di Morgan e Dave, sempre uno per l’altro
Il sudore sulla fronte, i muscoli della schiena e delle gambe che guizzano a ogni spinta. I respiri mozzati dal piacere dirompente, dal desiderio carnale di possedersi, di aversi, di amarsi, a loro modo. E poi arrivano le parole, assieme alle imprecazioni, un mix tra crudo e violento desiderio, unito indissolubilmente all’esigenza di offendersi a vicenda. Le voci graffiate, spezzate dall’imminente orgasmo che aumenta a ogni spinta, a ogni movimento. Musica, è una musica il loro amarsi, esattamente come il loro odiarsi profondamente e visceralmente.
Soprattutto lui, Morgan, si conferma uno dei personaggi cardine e, nel suo modo ironico e graffiante di porsi, si nasconde una grande intelligenza, una gestione delle cose superlativa, un uomo profondamente innamorato non solo del suo compagno, ma anche della vita stessa, in un mondo che la vita la considera ben poca cosa.
Come avrete capito ho adorato questa storia e ne aspetto tante altre partorite dal talento di questa autrice.
Recensione a cura di:
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