
Londra, 1866
Rupert Ashdown è stato allevato per diventare il futuro conte di Warleigh, ma alla morte del padre erediterà una disastrosa situazione finanziaria. A quel punto un matrimonio di convenienza appare come l’unica soluzione per salvare la sua famiglia dalla bancarotta. Il dover sposare una figlia della borghesia, però, benché di singolare avvenenza e straordinaria ricchezza, gli appare come la più terribile delle sorti.
Dal canto suo, Philippa Hardy è stata educata affinché un giorno potesse convolare a nozze con un aristocratico, esaudendo così il desiderio dell’ambiziosa e spregiudicata madre. Conosce le regole della Società, sa quali sono i suoi doveri e accetta, seppur timorosa, il volere della propria famiglia. Quando tuttavia le viene presentato Rupert, il futuro marito, si convince che la felicità è a portata di mano: lui è giovane, affascinante e il suo sguardo l’accende di passione.
Per Rupert quella ragazzina borghese, che disprezza a causa delle origini, è soltanto il mezzo per avere un erede e risollevare le finanze di famiglia, ma non intende concederle nulla più che una gravidanza e un trattamento formale e cortese. Philippa, invece, lo ama già dal primo incontro, ha deciso che riuscirà a scalfire il cuore di ghiaccio del conte e non le importa del prezzo che dovrà pagare per riuscirvi.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO

“Rupert Godfrey Roger Ashdown, conte di Warleigh, visconte Brighton, eccetera eccetera… sta per ricevere il cappio del boia.”
Forse.
O forse no.
Perché Rupert Godfrey Roger, eccetera, eccetera, conte di Warleigh, per grazia di Dio e della Regina, visconte eccetera, eccetera… il cappio lo ha ricevuto in eredità. Un cappio che gli stringe il collo ogni giorno di più: la rovina finanziaria.
L’unico modo per uscirne? Sposare un patrimonio, incidentalmente incarnato in una giovanissima e bella borghese. Una parvenue ricchissima: Philippa Hardy.
Non è forse la migliore delle soluzioni? E perché, allora, Warleigh ha l’impressione che nulla possa essere più come prima?
È, forse, Philippa, la moglie borghese, la ragione del suo adirato sconcerto? E cosa c’è di più sconcertante che scoprire di sentirsene irrimediabilmente, confusamente e violentemente attratto?
“Gli era bastata lei per morire dalla voglia di sentirne il sapore sulla lingua, la carne che lo serrava come un nodo di velluto bagnato. In quelle ore, Philippa aveva cessato di essere una sposa imposta da altri, per trasformarsi in una silfide dai seni arroganti. Con la mente frastornata, era andato alla deriva in un mare sconosciuto e per questo ancora più paventato. Non gli era mai accaduto di provare quella fame primordiale, né con Gwendoline, né con nessun’altra donna che si era succeduta nella sua vita.”
Warleigh scalpita, resiste, e Philippa è troppo giovane, troppo inesperta per comprendere, quindi… Incomprensioni, incaute decisioni, avventate dichiarazioni, silenzi cupi e irragionevoli azioni: accade di tutto e anche di più.
Ogni avvenimento, ogni respiro e ogni azione sembrano separarli irrimediabilmente, fino a toccare il fondo, fino quasi a lasciarsi andare. Ci sarà la “giusta salvezza” per la dannazione dell’anima del conte? E Philippa, la sposa innamorata, potrà perdonare?
Elegante.
Questa è stata la prima immagine che la prosa del romanzo di Estelle Hunt mi ha evocato. E poi, l’accuratezza nelle descrizioni del carattere e dei pensieri dei protagonisti, dei personaggi di contorno e di quella società tutta che aveva fatto dell’ipocrisia uno stile di vita. Una gabbia, fosse essa d’oro o di vile metallo, da cui era davvero difficile fuggire.
Estelle Hunt ci restituisce il battito d’ali disperato, le ferite inferte e subite, il cuore che batte impazzito, e vorremmo urlare e scuotere i protagonisti, fino a tirare il fiato, fino a vederli volare.
Questo è un romance storico con una buona dose di sofferenza, sappiatelo. Ma godere dell’indiscussa abilità dell’autrice nel narrarci quella società e le sue regole, le azioni, i pensieri e, soprattutto, la sensualità assoluta degli incontri dei protagonisti, senza mai cadere nella trappola descrittiva, non ha prezzo.
Da leggere assolutamente.


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