
La vita di Jesse Ward è perfetta. Con il passare degli anni non ha perso il suo fascino, è in gran forma, e la passione con la moglie Ava è ancora intensa come il primo giorno. Jesse ha il pieno controllo della sua vita, e la cosa gli piace. Ma il mondo gli si sgretola sotto i piedi quando Ava, il centro della sua esistenza, viene ferita in modo gravissimo in un incidente. In un attimo, tutto gli crolla addosso, facendolo precipitare in un vortice di disperazione: sa di non poter sopravvivere senza l’amore della sua vita. E anche quando il peggio sembra passato e Ava si risveglia, Jesse si accorge che l’incubo non è finito. Sua moglie, infatti, non ricorda niente dei sedici anni trascorsi insieme. Jesse, ora, è un estraneo. Per lui, gli anni con Ava sono la cosa più preziosa che abbia mai avuto. E non è disposto a lasciar svanire i ricordi di sua moglie senza combattere. Farà tutto ciò che è in suo potere per aiutarla a ricordare. Anche farla innamorare di nuovo.

La vita di Jesse e Ava, 12 anni dopo.
I bambini cresciuti, una fiorente attività ben avviata, gli amici di sempre, i genitori di entrambi affettuosi e presenti. Dodici anni di amore, condivisione, felicità.
All’improvviso il peggiore degli incubi di Jesse: Ava è coinvolta in un incidente gravissimo, resta per ore tra la vita e la morte, finché non la dichiarano fuori pericolo…
Al risveglio dal coma, però, tutti i ricordi di Ava degli ultimi 16 anni sono scomparsi a causa del trauma subito. Lei non ricorda più niente, non Jesse, non i bambini, niente della loro vita insieme.
Jesse, seppur disperato, capisce che solo standole vicino, ripercorrendo con lei le tappe della loro vita insieme, Ava potrà ritornare ad essere se stessa e riavere indietro la sua vita.
Fin qui la storia.
Ora permettetemi una domanda: tutto questo era necessario?
Nella storia della letteratura è accaduto che a volte si dessero dei seguiti a romanzi particolarmente amati, ma i risultati sono sempre stati quantomeno dubbi.
La trama, tranne che per il fattore scatenante gli eventi, è una ripetizione affollata e contratta delle vicende precedenti, gli attori sono gli stessi, proprio tutti, i colpi di scena quasi ridicoli, sebbene nell’intenzione dovessero essere tragici…
Che dire, qualche scorcio di buona scrittura si intravede, ma è sepolta sotto cumuli di ovvietà e déjà vu.
Credo che l’autrice, se non si fosse crogiolata nella sicurezza delle vendite, avrebbe potuto dare maggior prova di sé.
Quelli che come me hanno amato la storia di Jesse e Ava, non potranno che essere delusi da un’operazione che pare di origine piuttosto dubbia.
Ultima annotazione: in più di un passaggio la Malpas ci dice esattamente la marca degli occhiali da sole di Jess, quella delle sue scarpe…
Davvero, J. E., tutto questo non era necessario.


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