♦ Le Peruggine, acquistabile qui ♦

Un Regno potente baciato dal sole e un Paese lontano incorniciato dal ghiaccio.
Il Re ambizioso e il suo amante Consigliere.
L’Eroe dai capelli di neve e l’Assassino dagli occhi dorati.
Tra loro la lunga ombra della guerra e il bacio di sangue dell’amore.
Piuma Bianca.
Libro secondo della serie “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”.

«Non morire, altrimenti questa volta non ci sarà un posto in cui potrò rifugiarmi.»
Eccomi qui a parlare del secondo capitolo della saga fantasy che porta il nome di “La Guerra dell’Alba e del Tramonto”, scaturita dalla mente e dalla penna di due italianissime autrici che rispondono al nome di Le Peruggine.
In questo secondo volume le aspettative si sono mantenute, le autrici hanno egregiamente portato avanti le vicende iniziate nel primo volume, costruendo intorno ai quattro protagonisti principali un mondo sempre più complesso ed affascinante.
Personalmente l’ho trovato molto più coinvolgente del precedente, forse perché, dopo il flashback che concludeva il primo volume in cui ci veniva mostrato il passato di Nys’Alisar, il figlio di SohNyssah ci appare sotto una luce diversa, molto meno distaccata e fredda, più emotivamente coinvolgente.
Anche Nys sorrise, acre. «I figli di SohNyssah non si scusano. Ma io ormai non sono più quello che avrei dovuto essere.» «No, in effetti» replicò lei, sedendogli davanti a gambe incrociate, con quella che sembrava una posa più rilassata. «Siete ciò che volete essere.»
Anche la storia generale si sviluppa in maniera più “rapida”, perde parte della lentezza del primo volume, lentezza che era comunque necessaria per introdurci in maniera completa nel mondo complesso che le autrici hanno costruito.
Non voglio entrare troppo nei particolari, perché ci sono colpi di scena e accadimenti che vanno letti man mano, della trama dico solo che si riprende esattamente da dove ci avevano lasciato le autrici: da una parte abbiamo Falkan imprigionato ad Acquarossa con Nys costretto ad ascoltarne le grida di agonia; dall’altra l’ambizioso re di Allarya, Eliyon Purafiamma, e il suo amante/consigliere Swaen alle prese con un traditore che rischia di boicottare la campagna di riconquista di Endarya, se non addirittura attentare alla vita del re stesso.
Non c’era stato un istante, in quell’interminabile giornata, in cui avevano potuto prendersi un po’ di tempo per loro. Swaen era corrucciato, preoccupato e sulla fronte liscia erano comparse alcune rughe. Eliyon si soffermò alle sue spalle, avvolgendogli le braccia alla vita e strofinando piano il volto sulla nuca dell’altro. «Non il miglior viaggio in cui ti ho portato.» Lo udì ridacchiare. «Neanche il peggiore. Rammenti la prima visita ufficiale a Passodorato? Ci mancò poco che al padre di Dorea venisse un infarto, quando mi sono seduto al tavolo dei reali.» Si voltò tra le sue braccia e contraccambiò la stretta. Le rughe sul viso sembravano essersi distese un poco. «“Una prostituta alla mia tavola, che orrore!” Questo diceva la sua faccia.» «Ma tu non sei mai stato una prostituta» gli fece notare Eliyon, baciandolo con dolcezza sul naso e poi sulle labbra. «No, ma ero comunque il tuo favorito e soprattutto ero uno schiavo.» «Un ex schiavo. Avevo già abolito la schiavitù, ricordi?» Swaen gli sorrise e alzò una mano per carezzare il suo profilo. «Il fatto che un editto reale dicesse che non ero più uno schiavo non mi faceva diventare ai loro occhi un uomo libero. Quanti Cicli ci sono voluti per normalizzare la situazione, Eliyon?» Il re sospirò. «Tanti, troppi. Purtroppo non è ancora del tutto normale. Esiste un commercio sotterraneo di schiavi e lo sai.» «Ahimè.» Il Primo Consigliere appoggiò il capo sul suo petto. «E comunque quello è stato davvero un viaggio spiacevole in cui mi sono sentito profondamente fuori luogo. In questo sono preoccupato, ansioso e nervoso, ma sento di farne parte. Sento di avere un ruolo in tutto ciò e, ti assicuro, non vorrei essere da nessun’altra parte che non sia qui.»
Grazie ad un aiuto insospettabile, Nys riesce a liberare il Terzo Sangue di AvarNarth, e a riportarlo ad Auras.
Ad attenderli però non ci sarà la pace e la prospettiva di una vita insieme, perché presto la Guerra verrà a bussare alle porte della città, costringendo entrambi a scelte sofferte quanto inevitabili.
Nys gli sorrise e Falkan ricambiò. Avrebbe voluto dirgli molto di più, avrebbe voluto gridargli che lo amava, che quella singola notte sarebbe stata delizia e tormento di tutte le notti a venire. Avrebbe voluto dirgli quanto gli fosse grato per averlo sottratto al dolore e alla morte e che sarebbe stato lui il suo schiavo, non solo per una notte bensì per tutta la vita se Nys lo avesse desiderato. Eppure non poteva. Ad Auras le cose sarebbero cambiate e Falkan avrebbe dovuto di nuovo rendere conto ad altri di se stesso. Si mosse con cautela ma con determinazione, si spostò sopra il figlio di SohNyssah e affondò il viso sul suo collo, baciando la curva armoniosa. «Mio per stanotte» sussurrò. Mio per sempre, desiderò. «Tuo» rispose in un fiato Nys’Alysar. Non aggiunse altro.
Nemici, amici, conquistatori, vittime, nulla è come appare e ogni convinzione muta più volte durante il procedere della storia. E anche quando tutto sembra chiarirsi, le enigmatiche visioni di una giovane sacerdotessa sembrano ribaltare ogni cosa, instillando nel lettore (e non solo) il dubbio che il gioco sia più grande di ciò che appare.
«Non mi stai ascoltando!» lo rimproverò lei, rabbiosa. «Ho avuto un altro sogno come quello, premonitore! Devo correre a parlare con Falkan, devo convincerlo a […]
Anche in questo caso, le autrici concludono il volume con un flashback, questa volta aprendoci una finestra sul tormentato passato di Falkan Divrat, un passato che, come già accaduto con Nys, permette di farci comprendere con più chiarezza quale sia la molla che spinge le azioni del Terzo Sangue di AvarNarth.
Come detto sopra, ho apprezzato questo secondo capitolo molto più del primo, principalmente perché mi sono immersa con più partecipazione nella vicenda di Nys e Falkan, che come si sarà ormai capito rimane comunque la mia coppia preferita, forse proprio per quel loro essere così apparentemente mal assortiti eppure incredibilmente perfetti l’uno per l’altro.
Di nuovo lo vide sul punto di rispondergli per le rime per poi ripensarci. «Un tempo ho permesso che assassinassero la persona che amavo, non ero con lui quando questo avveniva, forse non avrei potuto comunque impedirlo, ma almeno avrei combattuto» esitò, l’occhio sano si socchiuse, perdendosi in reminiscenze lontane, palesemente dolorose. «Quantomeno lui avrebbe saputo che gli ero vicino e che ci avevo provato.» «Capisco.» Il Terzo Sangue scelse con cura le parole da pronunciare. «Quindi non vuoi più andartene da Auras e sparire dalla mia vita?» Nys’Alysar lo scrutò sorpreso, l’affermazione aveva colpito nel segno, Falkan gli sorrise con dolcezza. «È complicato fare le scelte giuste quando si ama qualcuno, vero? Non si capisce mai qual è la strada più indolore. Forse nemmeno esiste una strada indolore, è solo una questione di scelte e relative conseguenze. Ovunque ci dirigiamo corriamo il rischio di sbagliare e di ferire coloro che invece vogliamo proteggere. A quel punto l’unica soluzione sembra quella di…» «Percorrere la strada insieme» mormorò Nys, sovrapponendosi alle sue parole. «Proprio così, annuì Falkan. «percorrere la strada insieme.»
Rimane costante il mio più che ottimo giudizio sulla capacità delle autrici di creare un mondo fantasy “non classico” che abbia spessore, completo in ogni particolare, stravagante quel tanto che basta per incuriosire ma comunque sempre coerente e “plausibile”.
Rimango in attesa del terzo volume, e delle sorprese che sicuramente queste due ottime autrici self sapranno regalarci ancora.


Recensione:

Editing:


Non c’era stato un istante, in quell’interminabile giornata, in cui avevano potuto prendersi un po’ di tempo per loro. Swaen era corrucciato, preoccupato e sulla fronte liscia erano comparse alcune rughe. Eliyon si soffermò alle sue spalle, avvolgendogli le braccia alla vita e strofinando piano il volto sulla nuca dell’altro. «Non il miglior viaggio in cui ti ho portato.» Lo udì ridacchiare. «Neanche il peggiore. Rammenti la prima visita ufficiale a Passodorato? Ci mancò poco che al padre di Dorea venisse un infarto, quando mi sono seduto al tavolo dei reali.» Si voltò tra le sue braccia e contraccambiò la stretta. Le rughe sul viso sembravano essersi distese un poco. «“Una prostituta alla mia tavola, che orrore!” Questo diceva la sua faccia.» «Ma tu non sei mai stato una prostituta» gli fece notare Eliyon, baciandolo con dolcezza sul naso e poi sulle labbra. «No, ma ero comunque il tuo favorito e soprattutto ero uno schiavo.» «Un ex schiavo. Avevo già abolito la schiavitù, ricordi?» Swaen gli sorrise e alzò una mano per carezzare il suo profilo. «Il fatto che un editto reale dicesse che non ero più uno schiavo non mi faceva diventare ai loro occhi un uomo libero. Quanti Cicli ci sono voluti per normalizzare la situazione, Eliyon?» Il re sospirò. «Tanti, troppi. Purtroppo non è ancora del tutto normale. Esiste un commercio sotterraneo di schiavi e lo sai.» «Ahimè.» Il Primo Consigliere appoggiò il capo sul suo petto. «E comunque quello è stato davvero un viaggio spiacevole in cui mi sono sentito profondamente fuori luogo. In questo sono preoccupato, ansioso e nervoso, ma sento di farne parte. Sento di avere un ruolo in tutto ciò e, ti assicuro, non vorrei essere da nessun’altra parte che non sia qui.»
Di nuovo lo vide sul punto di rispondergli per le rime per poi ripensarci. «Un tempo ho permesso che assassinassero la persona che amavo, non ero con lui quando questo avveniva, forse non avrei potuto comunque impedirlo, ma almeno avrei combattuto» esitò, l’occhio sano si socchiuse, perdendosi in reminiscenze lontane, palesemente dolorose. «Quantomeno lui avrebbe saputo che gli ero vicino e che ci avevo provato.» «Capisco.» Il Terzo Sangue scelse con cura le parole da pronunciare. «Quindi non vuoi più andartene da Auras e sparire dalla mia vita?» Nys’Alysar lo scrutò sorpreso, l’affermazione aveva colpito nel segno, Falkan gli sorrise con dolcezza. «È complicato fare le scelte giuste quando si ama qualcuno, vero? Non si capisce mai qual è la strada più indolore. Forse nemmeno esiste una strada indolore, è solo una questione di scelte e relative conseguenze. Ovunque ci dirigiamo corriamo il rischio di sbagliare e di ferire coloro che invece vogliamo proteggere. A quel punto l’unica soluzione sembra quella di…» «Percorrere la strada insieme» mormorò Nys, sovrapponendosi alle sue parole. «Proprio così, annuì Falkan. «percorrere la strada insieme.»







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