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Salvato da morte certa da un potente membro del Consiglio Paranormale, Jim Preston è cresciuto in un’accademia ed è diventato un micidiale sicario. Il suo unico scopo è far rispettare la Legge e uccidere i trasgressori, finché un giorno non decide di risparmiare uno dei suoi bersagli. La missione è fallita e le conseguenze potrebbero rivelarsi disastrose, ma per la prima volta l’uomo si sente in pace con se stesso, nonostante grosse nubi si addensino sul suo futuro.
Quando trova un lupo ferito da un colpo di fucile, Eddie non può fare a meno di soccorrerlo e portarlo a casa. L’amore per i randagi è da sempre la sua più grande debolezza, per questo la villetta in cui vive è affollata di animali dai nomi più strani. Il nuovo ospite entra a far parte di diritto della strampalata Compagnia dell’Anello e viene chiamato Aragorn, ma purtroppo una volta guarito scompare, lasciando il ragazzo nella disperazione più profonda.
Un incontro “fortuito” con un uomo bello da spezzare il fiato risolleva il morale di Eddie, ma da quel momento il mondo non sarà più lo stesso e delle incredibili rivelazioni sconvolgeranno per sempre la sua esistenza .

Metti un cacciatore di creature soprannaturali, mutaforma, lupo. Metti che suddetto cacciatore abbia appena sperimentato uno dei poteri più spaventosi in cui si sia mai imbattuto ad opera di un lupo Omega, che doveva uccidere per ordine del Consiglio, ma che ha lasciato fuggire con la sua nuova famiglia, inguaiandosi fino al collo. Come giornata sarebbe già abbastanza complicata così.
Se poi arriva pure uno sparo a tramortirlo proprio mentre tenta di recuperare un po’ di sanità mentale lasciando libero il lato selvaggio… Beh, direi che ha tutto il diritto di arrabbiarsi, visto che non può nemmeno riprendere l’aspetto umano e tentare di salvarsi.
Per fortuna, prima che il lupo-cacciatore, Preston, si dissangui, arriva da quelle parti un ragazzo piuttosto svagato e dal cuore d’oro, che lo carica in macchina e lo porta a casa sua per curarlo.
D’altra parte, Eddie lavora come assistente da un veterinario e sembra possedere un istinto innato nel comunicare e guarire gli animali. E anche una certa propensione per il furto, dato che gli oggetti – sbrilluccicosi o meno – trovano sempre il modo di rimanergli incollati alle mani, ma poco importa: la sua missione è quella di salvare il bellissimo lupo grigio che ha trovato ferito nel bosco.
Così, aiutato dal suo piccolo zoo a quattro zampe composto da Bilbo, Sam, Frodo e Merry – eh sì, il ragazzo ha una leggera fissazione per Il signore degli anelli – nonché dall’amico e coinquilino Brett, Eddie rimette in sesto Aragorn, ovvero Preston. Preston, è talmente attratto da quel ragazzo da agire in modi inconsulti; scopre presto la sbadataggine di Eddie e progetta un modo per avvicinarlo in forma umana, non appena si sentirà abbastanza in forze.
«Pensi che ce la farà?»
Diedi una carezza a Bilbo, che non si era spostato di un centimetro dal fianco del suo nuovo amico, e preparai l’iniezione di antibiotico. «Sì, il proiettile non ha danneggiato organi vitali.»
«Come lo sai?» chiese Brett scettico.
Tornai con lo sguardo sul lupo che dormiva. Come lo sapevo? Beh, lo sapevo e basta. Così come mi rendevo conto quando Bilbo stava male con lo stomaco, o quando uno degli ospiti della clinica non avrebbe superato la notte. Avevo un istinto naturale con gli animali. Percepivo il loro dolore e la loro gioia. Fin da bambino era sempre stato così e loro lo avvertivano, infatti di solito mi adoravano.
Non vorrei vi faceste un’impressione sbagliata. Non ero un pazzoide, almeno non sotto quel punto di vista, e la mattina non mi svegliavo circondato da uccelli canterini o parlavo con topi obesi bisognosi di andare in palestra. Ridacchiai sotto i baffi.
L’improvvisa immagine di me circondato da uccelli – canterini o meno, di prima mattina e nel mio letto – si fece strada nella mia mente frustrata dall’astinenza. La scacciai immediatamente ritornando al presente. Tra me e gli animali di qualsiasi tipo esisteva una connessione speciale. Una sintonia difficile da spiegare che mi permetteva di comprenderli meglio di chiunque altro.
Ma, ovviamente, c’è qualcuno che si mette in mezzo. Più di uno, per la verità. Chi è il primo? Taylor! Il piccolo ninja compare nell’intero arco del romanzo, tutto sarcasmo ed ego palestrato, e ogni sua uscita è piuttosto esilarante. Ci sono problemi ben più grossi di lui, però. Qualcuno vuole uccidere Preston e, inspiegabilmente, catturare Eddie. Il mondo soprannaturale non è pacifico e, una volta che alcuni segreti vengono rivelati, la realtà cambia aspetto.
Preston e Eddie si completano a vicenda, il Fato li ha fatti incontrare. Ora il difficile è salvare la pelle…un puff alla volta.
Tu sei il mio popolo, la mia famiglia, il mio amore… il mio tutto.
Agnes Moon si conferma ancora una volta come brava autrice di libri brillanti. Ho riso un sacco, leggendo Mani di fata. La trama è lineare, ben scritta, con personaggi dal carattere tanto preciso quanto estroso. La storditaggine di Eddie è assolutamente adorabile, così come alcune peculiarità legate alla sua natura. Preston invece è solido, pragmatico e abbastanza alpha da preoccupare un po’ il clan dei Carmaichel, che è presente anche in questo quarto volume. A questo proposito, sappiate che tutti i Carmaichel sono felicemente accoppiati, ora.
L’introduzione di un nuovo e potente personaggio, Khalan, apre la porta ad un quinto capitolo della serie, che si prospetta piuttosto complicato, visti i soggetti coinvolti.
Mani di fata è un libro divertente, che lascia di buon umore, ben scritto e curato.
Da leggere per passare qualche ora immersi in un mondo magico e leggero.



Recensione:

Editing:










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