LGBT+ – F/F
Milena Edizioni – Acquistabile qui

Se Bianca fosse stata Eva e fosse vissuta nell’Eden, col cavolo che si sarebbe fatta tentare da un’insulsa mela offerta da un promiscuo serpente. Lei! Indefessa sostenitrice della più morigerata monogamia e abile smascheratrice di miserabili fidanzate fedifraghe delle sue migliori amiche? Giammai! Se però quella mela assumesse le sembianze di Agata – avvenente agente immobiliare con cui Bianca e la sua fidanzata stanno trattando per l’acquisto del loro futuro nido d’amore – la nostra eroina resisterebbe alle tentazioni o si tramuterebbe in ciò che lei stessa ha sempre condannato? Quello che Bianca ignora, è che dietro un apparentemente disinteressato e serrato corteggiamento, si cela una fitta rete di menzogne e tranelli, architettati dalla persona che più la odia al mondo e che come il più paziente dei ragni sta tessendo meticolosamente la tela con la quale è pronta a tenderle il suo agguato. “Il karma mi odia” è una corsa sfrenata fra bugie e verità, amori mozzafiato e rancori mai sopiti in cui chi è vittima si trasforma in carnefice. E viceversa.

Chi l’ha detto che quando si parla di tradimenti e vendette si debba sempre leggere storie profonde, tristi e melodrammatiche? A volte è anche possibile lasciarsi andare a una visione più ironica e sdrammatizzata della questione, a una sorta di “situation commedy” dell’equivoco e del mai dire mai, cosa che questo romanzo fa in maniera scorrevole e mai forzata. La vicenda di Bianca, e di tutte le figure che le orbitano intorno, perché di fondo si tratta di un romanzo corale, ci mette di fronte all’innegabile verità del dolore che sparge intorno a sé un atto come il tradimento ma lo fa sempre e comunque regalandoci un sorriso e una visione quasi fatalista su quanto complicate e imprevedibili siano le emozioni umane.
E così abbiamo Bianca, da sempre convinta sostenitrice della fedeltà assoluta che si trova a dover fare i conti con un impulso così viscerale da spingerla ad azioni in completo contrasto coi propri principi, e abbiamo Agata, convinta di poter giocare con i sentimenti altrui salvo poi ritrovarsi a confrontarsi con desideri di cui non aveva tenuto conto finora.
«Quello che voglio è solo prendermi qualcosa di te; quella piccola parte recondita di te stessa che ancora non hai offerto a Denise. Offrila a me, non tenertela dentro. Mi accontento anche di questo. La tua ragazza potrà anche essere tutte le pagine che compongono il volume della tua esistenza ma io sono l’arco di quel momento in cui ne volti una per leggere la successiva. Sono un gesto impalpabile, quasi irrisorio, ma se ci pensi bene, posso essere quello slancio che ti permette di andare avanti. Non dirmi di no. Solo per questa sera. Poi, se davvero lo vuoi, io e la casa spariremo per sempre dalla tua esistenza.»
Ma abbiamo anche Filomena e il suo amore per la bella e (forse) eterosessuale barista Giada, vicina di negozio;
«Cos’è? Hai trovato una tipa e non sai come dirmelo?» «Lo vedi?» sbotta Filomena, esasperata. «Sono sette mesi che mi conosci, eppure non riponi la minima fiducia in me. Ok, lo ammetto. Sono una mezza pazza scriteriata. Di tanto in tanto esagero con gli alcolici, combino un casino dietro l’altro e sono pure una pasticciona. Ma dalla prima volta in cui ti ho baciata non riesco a levarmi il tuo sapore dalla pelle. Te lo giuro, ho pensato mille volte di troncare con te. Una mezza storia che non mi porta a niente se non a qualche scopata ogni tanto, che senso ha?» «Me lo chiedo anche io.» «Almeno ci troviamo d’accordo su qualcosa.» «Dunque è così. Sei venuta a troncare con me.» «No. Sono venuta a chiederti di fidanzarci.» Giada sbotta a ridere, incredula. «Fidanzarci? Filo, quanto hai bevuto stasera?» «Niente. Forse è proprio questo il problema. Tu mi fai sentire sempre ubriaca, ma io vorrei imparare a viverti da sobria.» «Quello che mi stai chiedendo è impossibile. Siamo due donne, e anche del tutto diverse. Io sono seria ed equilibrata, bevo poco, non fumo e detesto la vita notturna. Preferisco leggere un buon libro alle uscite in discoteca, il tè caldo alla birra, la tranquillità alla vita spericolata.» «Non li studiavi gli insiemi alle scuole elementari? Quando si intersecano per qualcosa che hanno in comune ne nasce uno nuovo, esclusivo, dove alcune parti dell’uno si fondono con le parti dell’altro. Senza dover necessariamente cancellare il resto.» «E se dopo dovesse andare male? E se quella intersecazione si dovesse rivelare un fallimento? Se io capissi di volere un uomo al mio fianco, o se tu dovessi incontrare una donna più decisa di me? Se ci ritrovassimo a soffrire e basta, e se le nostre diversità fossero più forti dei nostri punti in comune, e se…» «E se io ti amo, e basta?»
abbiamo Cristina e Alessia, diametralmente opposte ma felicemente sposate e in attesa dell’arrivo di un figlio; abbiamo Paride, indefesso single che perde la testa e il cuore per il bellissimo Angelo, studente lavoratore con un segreto che potrebbe portarli a dividersi o ad accettarsi per sempre.
Abbiamo un gruppo di amici pronti a condividere gioie e dolori, a sostenersi a vicenda, sempre e comunque, a volte anche con azioni folli e al limite dell’assurdo.
E infine abbiamo Denise, che in tutto questo è ignara vittima, vittima di un fato beffardo proprio quando è convinta di poter realizzare i suoi sogni d’amore, vittima forse del tempo stesso, che ci fa crescere e a volte ci allontana così tanto da ciò che eravamo da risultare estranei proprio alle persone a cui più teniamo.
Il ricordo di come ci siamo conosciute mi fa breccia nella mente e una fitta di nostalgia mi implode nello stomaco. Come siamo arrivate a essere così distanti? Io ho ancora bisogno della tua follia, del tuo tenermi viva. Ma tu sembri non capire quanto mi manchi ciò che eravamo un tempo. Quando non avevamo i soldi per permetterci le nostre cene al ristorante e non potevamo progettare un futuro insieme, ma passavamo le nottate buttate sulla spiaggia a Ostia a bere birra acquistata dall’indiano lungo la strada e a rimpinzarci di panini bisunti del Mc Donald alle quattro del mattino.
Devo dire che ho apprezzato questo romanzo, perché è scritto bene, perché mi ha fatto sorridere molto, e forse anche un poco riflettere su quanto la vita possa a volte essere imprevedibile e distruggere anche le nostre più profonde certezze.
Ogni tanto fa bene leggere storie così, fresche, leggere e scorrevoli che ti portano per un momento in un mondo dove anche il dramma ha il suo lieto fine.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:

x
x






Commenti
Nessun commento ancora.