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Flint Hopkins è convinto di aver trovato la persona ideale a cui affittare lo spazio sopra il suo studio legale a Minneapolis. Spera ardentemente che la proposta di Ellen Rodgers vada a buon fine: le sue referenze sono ottime ed è persino di bell’aspetto. Ma quando Flint scopre che la ragazza passa le sue giornate a suonare… tutte le sue attese crollano. Ellen, infatti, è una terapeuta che usa la musica per aiutare i suoi pazienti. Tamburi, chitarre, persino urli a squarciagola. Flint è sul punto di scriverle una di quelle lettere degne di un avvocato d’assalto come lui, quando si accorge che a suo figlio, Harrison, affetto da una forma di autismo, Ellen sembra piacere molto. Un padre single non può certo competere con l’allegria contagiosa di una ragazza che suona la chitarra, ammaestra topolini e ha sempre il sorriso stampato sul viso. Purtroppo tende anche a invadere gli spazi di Flint… A sistemargli la cravatta, ad abbottonargli la camicia… Una cosa è certa: deve starle lontano!

I battiti dell’amore è uno di quei romanzi che, per quello che preferisco di solito, non leggerei. Ognuno di noi ha delle preferenze e degli argomenti tabù, e questo libro ne ha proprio uno dei miei, anche se dalla trama non me lo aspettavo e l’evoluzione della storia non me l’ha fatto pesare per niente.
Per fortuna ho ascoltato l’istinto e mi sono fidata di una trama che mi ha ammaliato e che ha del potenziale. Potenziale ben espresso, direi.
Flint Hopkins, protagonista del romanzo, è un avvocato e padre single. E, permettetemi, un uomo eccezionale che smuove mari e monti per le persone che ama. Che, nonostante cerchi di stare alla larga da Ellen con fare burbero ma allo stesso tempo elegante come solo lui sa essere, pian piano si rivela per quello che è: un uomo meraviglioso e con un grande cuore. Dolce. Protettivo. Un bravo padre anche se non è semplice esserlo.
Crede di non potere avere nulla nella vita, di meritare solo di vivere per la sua penitenza, ma non è così. Tutti noi meritiamo di vivere appieno ed essere felici, e lui alla fine lo comprende, nonostante gli errori, i sensi di colpa e i problemi.
Ellen, invece, è una musicoterapeuta e figlia devota, ma soprattutto una donna eccezionale. Ci sono poche protagoniste come lei, forti, combattive e spiritose, che si prendono quello che vogliono e non si fanno fermare dalla paura. Perché la vita è una sola e va vissuta appieno, è meravigliosa e colma di sorprese. E lei, che lavora con le persone e la musica, ne sa qualcosa. Ne ha viste tante. Ma sono certa che i suoi pazienti, oltre a trarre beneficio dalla musica, ne traggono anche dalla sua presenza. Perché è veramente una donna magnifica, e nella mia testa risuona una sua voce immaginaria, con il suo solito canticchiare anche nei momenti in cui non dovrebbe.
«Perché canticchi?»
«Perché ha un effetto rilassante sul mio cuore.» […]
«E cos’ha il tuo cuore che non va?»
«Quanto ti tocco fa un po’ il matto – come se potesse esplodere da un momento all’altro.»
«E allora perché lo fai?» […]
«Perché non c’è niente che ti fa sentire più vivo che flirtare con la morte.»
Ma sapete cosa ho davvero amato di questo libro? Come i ruoli dei protagonisti non siano i soliti che leggiamo sempre. Uomo che flirta e si prende quello che vuole, donna che cerca di resistergli e alla fine cede.
No.
Qui Ellen è maliziosa. Provoca, tormenta, e i ruoli vengono ribaltati e il lui di turno cerca di stare alla larga, di non cedere.
Ma come si può restare impassibili di fronte a una donna così perfetta che riesce persino a comunicare con il figlio autistico di Flint? E comunicare con lui. Con il suo cuore.
E come si può resistere all’uomo supersexy-in-completo, al suo essere così meraviglioso, così dolce quando non sembra, così disposto a toccare e dare piacere?
In entrambi i casi non si può e, come non mai, in questa storia i protagonisti si completano. Entrambi hanno dovuto vivere situazioni difficili, ma sono state proprio quelle a farli incontrare. Amo come i loro problemi si combinino, come nessuno dei due venga messo da parte e affrontano tutto insieme, accettandosi per quello che sono. Colmi di difetti, ma semplicemente perfetti quando sono insieme.
Voglio essere la sua più grande forza – e anche la sua più grande debolezza.
Voglio essere il luogo dove nasconde le bugie e ritrova la verità.
E amo Harry, il figlio di Flint. Un bambino speciale che, in qualche modo, è anche il motivo per cui i due protagonisti riescono ad andare oltre l’odio. Ma si sa, senza l’odio l’amore non ha lo stesso sapore!
Jewel E. Ann si è rivelata una bellissima scoperta. Ha saputo scrivere un romanzo d’amore per niente banale, condito con un pizzico di dramma e ironia che rendono i momenti più leggeri anche quando incombe la tristezza e, vuoi o non vuoi, alla fine ti lascia degli insegnamenti.
Questo è un romanzo che va assolutamente letto da chi ama le storie d’amore che, sì, possono partire come “semplici” storie ma alla fine diventano molto di più.
E restano nel cuore.
Ti amerò talmente tanto che non conterà più il tempo… non conterà più la lontananza… sentirai solo il mio amore… a ogni respiro che farai.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:










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