Blue non è una ragazza come le altre e la sua diversità l’ha sempre fatta sentire fuori posto.
Danneggiata.
Intrappolata in schemi sociali che le sottraggono la voglia di vivere.
In fuga dalla sua “prigione”, giunge in un paesino nel nord della Svezia, dove spera di potersi finalmente sentire a casa.
Fra la neve e il ghiaccio del luogo, sotto lo splendore di notti stellate e aurore boreali, conosce persone che per la prima volta l’accettano per quella che è.
E conosce un uomo scontroso e di poche parole, con una cicatrice sul volto, da cui tutti sembrano tenersi alla larga.
Tutti, tranne lei.
Quando è accanto a lui, i brutti pensieri che la perseguitano spariscono, insieme al dolore che generano.
Johann non ama le chiacchiere né le perdite di tempo. È dedito soltanto al suo lavoro, che svolge in totale solitudine e pace assoluta.
L’arrivo di una ragazzina dagli occhi particolari lo coglie alla sprovvista, obbligandolo ad avere compagnia. A parlare più del dovuto. A provare strani sentimenti che lo spingono a mettere in dubbio le scelte fatte anni prima. Scelte che ha finora ritenuto cruciali per la propria sopravvivenza.
Blue lo mette a dura prova e lo costringe a ripensare al passato, ai traumi che lo hanno segnato, e a fare i conti con le sue paure.
Blue e Johann.
Entrambi in lotta con un mondo che ha fatto loro del male, riusciranno ad affrontare il dolore e i problemi che fingono di non avere?
In caso contrario, andare avanti sarà difficile.
Amarsi, impossibile.
Romanzo Autoconclusivo
❄❄❄❄
In apparenza è tutto morto, fermo. Eppure più vivo che mai.
Questo è l’inverno con il suo ruggito, che mi incuriosisce e mi ammalia. Non mi fa affatto paura.
Così come non me ne fa Johann.

Blu. Per me è il colore della calma, della tranquillità, del cielo e del mare. Per me è positività.
Elvereth Ahn ci mostra invece il lato negativo del colore blu. Per alcuni il blu è malinconia, depressione e questa assurda convinzione ha portato due genitori a manipolare la loro figlia fino a spingerla verso un baratro che l’ha privata di autostima, libertà, sicurezza e con il loro egoismo hanno vanificato ogni tentativo di rinascita.
Blue trova il coraggio di lasciare Berlino e la sua famiglia per un villaggio sperduto della Svezia. Il bianco della neve, i rumori del ghiaccio, l’aurora boreale, nuovi colori che non sono il blu, sono speranza per una vita nuova. Nulla pare fermarla neanche l’auto in panne o la casa persa e le carte di credito bloccate dai suoi. Nulla perché questa regina delle nevi ha trovato un uomo che le da forza anche quando l’allontana.
Se Blue ha il suo percorso da affrontare per risorgere, Johann non è da meno. Peccato che lui si sia rifugiato dentro il dolore che lo accompagna da sempre, peccato che le mura che ha costruito siano invalicabili per chiunque, un rifugio contro il mondo, contro il dolore, contro l’amore
Amore è dolore, sofferenza. Amore è sangue, inferno. Amore è debolezza. È tradimento. E io, tutto questo, non sono disposto a viverlo. Non sono disposto a subirlo. Il freddo che provo mi rincuora. Il cuore che palpita lento, costante mi rincuora.
Eppure l’amore quando arriva abbatte tutte le barriere, distrugge tutti i muri, erode ogni resistenza.
Ma l’uomo resiste, si oppone, Blue provoca, insiste alla ricerca di una qualche reazione, una crepa in quel ghiaccio che lo circonda. Un continuo provocarsi, cercarsi, fuggire, fin quando i loro cuori si sciolgono e i loro corpi vincono.
Ma il viaggio per imparare ad amare e ad amarsi è ancora lungo e irto di ostacoli e va fatto in solitaria.
Ma il loro amore? Finito perso tra i ghiacci?
No, vive nel profondo del cuore aspettando un alito di vita per rinascere. Un alito di vita che pare non prendere corpo, schiacciato dal tempo e dal lavoro che ognuno dei due deve fare su se stesso.
E quando tutto pare ormai perduto…
Che storia! Mi sono emozionata, commossa, esaltata. Seguire la rinascita di due anime che sembravano perse è stato fantastico.
Due personaggi totalmente padroni della storia, loro sono la storia.
Blue è fantastica con quel barlume di felicità che non vuole morire schiacciato dalla malinconia, la voglia di essere finalmente se stessa, di vivere non smette mai di accompagnarla e le da la forza di risalire dal buio.
Johann però mi ha preso il cuore. Quanto dolore… quanta sofferenza… quanta paura.
Una vita a nascondersi dal mondo, una vita a nascondersi dal suo passato che porta indelebile sulla pelle, una vita passata a nascondersi da se stesso.
La solitudine, il silenzio, un porto sicuro che quella giovane donna ha distrutto, una giovane donna che non riesce a dimenticare, che ha messo un seme nel suo cuore, un seme che non vuole morire ma solo germogliare.
Una storia d’amore, di vero amore per se e per l’altro.
Una storia d’amore da condividere per emozionarsi .
Una storia d’amore tra la neve e il ghiaccio, ma calda come il fuoco.
Consigliatissimo.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:









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