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John Douglas, leggendario profiler dell’FBI, ha contribuito a risolvere alcuni dei più difficili casi di omicidio della storia degli Stati Uniti. Pioniere del profiling investigativo e agente speciale che ha ispirato la fortunata serie Netflix Mindhunter, Douglas ha dedicato la maggior parte della sua vita a comprendere il funzionamento delle peggiori menti criminali. Ha studiato, intervistato e analizzato alcuni dei serial killer più feroci di tutti i tempi e ha insegnato ad agenti dell’FBI e investigatori di tutto il mondo come si costruisce un profilo psicologico e quali sono le tecniche di interrogatorio più efficaci con questi letali predatori. Ora, insieme a Mark Olshaker, Douglas analizza quattro dei più inquietanti killer che ha incontrato, e si sofferma anche su altre famose indagini a cui ha collaborato.
Avvincente e al tempo stesso spaventoso, Faccia a faccia con l’assassino squarcia il velo di mistero che avvolge la figura di questi criminali e rivela i meccanismi psicologici e mentali che li hanno fatti sprofondare nelle tenebre.

Avevo già letto anni fa Mindhunter di John Douglas, profiler diventato leggenda. Un libro interessante, perché approcciarsi alla mente dei serial killer è a suo modo affascinante (Hannibal Lecter insegna no?)
Qui gli autori prendono in esame alcuni casi specifici e attraverso il racconto delle interviste fatte ai criminali, cercano di trovare il filo conduttore che lega questo tipo di menti, gli indizi che possono aiutare gli investigatori a identificarli, visto che spesso sono persone all’apparenza normali.
Con il modo professionale, ma semplice, di una persona che conosce bene il suo lavoro ed è abituata a condividerlo con altri, Douglas ci guida nel suo ambiente, ci fa sentire le voci dei serial killer e ci spiega quello che negli anni ha imparato. E lo fa con tono colloquiale, anche se mai banale, come se fossimo seduti al suo fianco e ci stesse raccontando le cose davanti a un caffè, con anche alcune digressioni su altri casi o situazioni che ci aiutino a capire quello che sta spiegando.
È interessante comprendere che i serial killer sono sicuramente malati di mente, ma allo stesso tempo non abbastanza da non essere consapevoli di quello che fanno, sono lucidi organizzatori, ma non di rado anche abbastanza egocentrici da non riuscire a non essere lì, nei pressi di dove hanno commesso i delitti con il rischio di farsi notare. Come abbiano segni caratteriali ricorrenti nella maggior parte dei casi.
“Uno dei tratti distintivi delle personalità narcisistiche, borderline e dei sociopatici è l’incapacità di assumersi le proprie responsabilità, È sempre colpa di qualcun altro.”
Ci spiega come alcuni segni nell’infanzia devono mettere in allarme e che nell’ambiente giusto questi soggetti possono trasformarsi in questo tipo di criminali.
Tutto in modo scorrevole e senza annoiare.
Per chi ama la serie televisiva ispirata, o tutti i thriller a tema assassini seriali, una lettura da tenere in considerazione.

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