Titolo: Enigma
Autore: Runyx
Serie: stand alone
Pubblicazione: Mondadori
Genere: Dark romance, Dark academia, Suspense
Trope: Rivals to lovers; Secret societies; Forbidden love
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Ci sono segreti che lei deve scoprire. Gli stessi segreti che lui deve tenere nascosti.
RuNyx immerge il suo pubblico negli oscuri mondi che costruisce e a cui dà vita. Le sue opere sono uniche, danno dipendenza: davvero non ha eguali. Hannah Grace
Originale, innovativo, non somiglia a nulla che io abbia letto. Un romance dark academia che palpita di calore, oscurità e mistero. L. J. Shen
Salem Salazar è da sempre affascinata dalla morte, il che fa di lei “quella stramba”, la pecora nera della sua ricca famiglia, prestigiosa ma segnata dagli scandali. Quando arriva alla Mortimer University, Salem è alla ricerca di risposte su cosa sia successo alla sorella maggiore, la perfetta Olivia, precipitata da una scogliera due anni prima. Presto viene a sapere che sua sorella non è l’unica ragazza morta nella scuola e decide che farà di tutto per scoprire quali forze oscure stanno uccidendo gli studenti della Mortimer… anche a costo di offrirsi come esca. Cazimir van der Waal, misterioso artista e assistente del professor Merlin, l’ha fiutata subito, Salem. Ha un passato oscuro, scopi non chiari e un desiderio insaziabile per quella bellissima ragazza dagli occhi dorati che sembra fare di tutto per mettere a repentaglio la propria vita. Eppure non è lui la creatura più pericolosa che si aggira per la Mortimer. Un grandioso, piccante dark romance pieno di suspense, tra rivali che diventano amanti, la scoperta di tremende verità e un amore epico che cambierà ogni cosa.
Questo libro mi ha incuriosito sin da subito, vuoi per la cover, vuoi per il nome particolare dell’autrice (mai sentita), vuoi per la trama, fatto sta che mi sono buttata tra le sue pagine il giorno della sua uscita. Inoltre potevo io non leggere un libro dove la protagonista si chiama come il mio gatto? Ovvio che no e così eccomi qui a parlarvi di un libro che, benché mi sia piaciuto, non mi ha soddisfatta del tutto.
Iniziamo con i protagonisti: Salem è una giovane ragazza arrivata alla Mortimer University per indagare sulla morte della sorella maggiore, precipitata da una scogliera. Salem si è sempre sentita la pecora nera della famiglia, a causa del suo interesse a tratti morboso per la morte e le sue varie forme, e per via del suo aspetto così diverso da quello della sorella Olivia. Dotata di un’intelligenza brillante (oddio, dopo certi suoi comportamenti potreste pensare che non sia proprio così, ma, fidatevi, ha un gran cervellino) si mette a indagare sul mistero che aleggia sulla Mortimer, dove ci sono forze oscure all’opera e decisamente troppi studenti morti. Salem vuole svelare quei misteri a costo di dipingersi un bersaglio sulla schiena.
Altro protagonista è Cazimir: artista misterioso, è l’assistente di uno dei professori più famosi dell’università. Nota subito Salem, e cerca in tutti i modi di allontanarla dalla Mortimer e dalle indagini, preoccupato che le possa succedere qualcosa, ma soprattutto che possa intralciare i suoi scopi. Non posso aggiungere molto altro se non che, leggendo, capirete come l’espressione “E che cazzo!” può essere usata nei più svariati contesti.
L’autrice ha fatto un bel lavoro con i due protagonisti: sono entrambi feriti e in un certo qual modo problematici, entrambi vittime di un passato difficile. Li ho adorati sia singolarmente sia in coppia, quando parlano di loro e delle indagini. Le loro anime ferite si riconoscono e si cercano, come se i loro frammenti appuntiti fossero destinati ad incastrarsi, tanto che insieme riusciranno a curare le loro ferite e a maturare, diventando quello che erano chiamati a essere.
I personaggi secondari sono interessanti, ben caratterizzati e fondamentali per l’andamento della storia e per la creazione di quei legami che serviranno alla crescita dei protagonisti.
E fin qui il lato positivo. Perché, sì, ho amato Salem e Cazimir, almeno finché si sono tenuti i vestiti addosso, ma una volta che se li sono tolti… Ecco, più che farmi emozionare mi hanno fatto storcere la bocca e sogghignare. Ho trovato le parti spicy piuttosto scollegate dalla storia come se fossero state scritte da due persone diverse e non dalla stessa mano.
L’ambientazione – un’università antica in stile un po’ gotico che tra le sue mura nasconde segreti pericolosi che hanno origine dal passato – è molto bella e contribuisce a far percepire il senso di pericolo e mistero che aleggia sui nostri protagonisti.
Il mistero delle morti è trattato in modo egregio anche se ho intuito sin da subito la causa e chi poteva essere il colpevole. Tuttavia questo particolare non mi ha guastato la lettura, anche se il tutto si risolve un po’ troppo in fretta per i miei gusti.
L’autrice ha uno stile scorrevole, anche se in alcuni punti ho trovato un uso smodato di metafore che mi ha lasciata un filino perplessa.
Ho trovato gli ultimi capitoli un po’ troppo melensi, tutti rose e fiori: sarebbe bastato molto meno per far capire al lettore che i due protagonisti, dopo tutte le sofferenze subite, avevano trovato il loro lieto fine.
Nel complesso è un buon libro che sa intrattenerti e anche emozionarti, con un mistero ben gestito e due protagonisti che ti fanno simpatia.
Consigliato!
Recensione a cura di:
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