
Phaedra Morgan è uno dei migliori ingegneri di pista della Formula 1. È un prodigio della matematica che unisce talento eccezionale e umorismo tagliente alla totale insofferenza riguardo alle questioni di cuore. Cosmin Ardelean è un uomo generoso e dalla forte personalità, ma è famoso per le sue prodezze amorose fuori dal circuito quanto per le imprese memorabili in pista. Tuttavia, il suo atteggiamento scanzonato nasconde un passato difficile. Quando i due stringono un patto segreto – e deliziosamente proibito – per migliorare la comunicazione e imparare a fidarsi l’uno dell’altra, il fuoco della passione evolve in qualcosa di più… Ma nel mondo delle corse nessun segreto rimane nascosto a lungo, e presto la situazione sfugge loro di mano. La posta in gioco è altissima: saranno in grado di abbattere ogni loro difesa e sfrecciare a tutta velocità verso il traguardo dell’amore?

Quando ho letto la trama di questo libro, mi sono incuriosita ma non essendo amante della Formula 1 ero abbastanza scettica. So che state pensando “scusa ma se l’ambientazione/argomento del libro non ti interessa perché ti sei messa a leggerlo rischiando di annoiarti?” Ebbene ve lo dico subito, avete presente quando un libro vi chiama? Ecco, a me è successo con questo, mi ha chiamato, anzi, per essere corretti mi ha strombazzato! E per fortuna che ho sentito il clacson e l’ho letto perché rischiavo di perdermi un vero gioiellino.
Saranno state le vibrazioni alla Hazelwood con una lei nerd fatta e finita, sarà stato il trope grumpy (lei) e sunshine (lui)… qualsiasi cosa sia stata a chiamarmi, io l’ho ascoltata.
«E anche l’ascolto. Sono una frana nel dialogo e nell’ascolto: il simbolismo non potrebbe essere più appropriato, cazzo».
Phaedra è una “viziata” figlia di papà, e almeno in apparenza (mmm… non solo in apparenza) è uno dei migliori ingegneri di pista della Formula 1. Per lei i numeri non hanno segreti e nemmeno i motori, tutta la sua vita si fonda su questi due elementi, deve ridurre ogni cosa a una formula matematica altrimenti non riesce ad accettarla. Lei osserva la vita, le persone e le emozioni passarle accanto come osserva le macchine sfrecciare sulla pista; se ne sta da parte senza interagire troppo – meglio se non interagisce visto i casini che combina – sperando che tutto vada bene. Ma si sa che la realtà non funziona così, e all’improvviso Phedra perde il controllo della propria vita, come un pilota può perdere il controllo della macchina e iniziare a carambolare. E quando succede non resta che aspettare che la macchina si fermi o rallenti quel tanto che basta per riprendere il controllo, sperando di non farsi troppo male nel mentre.
Se voglio vincere il suo cuore, devo scendere in pista. Tempismo. Strategia. Tenacia. Concentrazione. A caccia di opportunità per guadagnare posizioni, in ogni istante.
Lo sa bene Cosmin cosa vuol dire perdere il controllo della macchina. Lui vive su una macchina e, sin da ragazzino, ha imparato come lottare per mantenere il controllo. Cosmin è un personaggio meraviglioso: nonostante un passato difficile non ha perso la speranza e nemmeno il coraggio di rischiare per le cose che contano davvero. Al mondo presenta la facciata di pilota di successo, generoso ma playboy, in realtà lui è molto ma molto di più di quanto faccia vedere. Anche per lui la pista è una metafora della vita, spinge sull’acceleratore per andare veloce, sempre più veloce, per allontanarsi dagli spettri del passato, per non ricordare. Per lasciare dietro di sé la paura che il passato lo cambi e lo faccia diventare proprio quello che disprezza di più.
Siamo più simili di quanto pensi: connessi ma invisibili l’uno all’altra, come la faccia calda e quella fredda di Venere.
Leggere questo libro è stato come guardare una gara di Formula 1, le varie componenti del romanzo (personaggi, ambientazione, emozioni) schierate sulla griglia di partenza, le vedi lì ben distinte e poi dopo lo Start si mescolano tutte assieme diventano indistinte e pagina/giro di pista dopo pagina/giro di pista prendono un’unica forma, quella della storia narrata.
L’autrice è stata bravissima a rendere interessanti le nozioni di Formula 1, e a integrarle in modo naturale ai personaggi. Ma il vero punto di forza di questo libro sono proprio i personaggi e non parlo solo dei protagonisti ma anche degli altri. Ognuno di loro è fondamentale per la crescita e la maturazione dei protagonisti, ognuno di loro è quella sbandata, quel pit-stop che può condizionare la corsa, e la vita, nel bene e nel male.
In questo libro i protagonisti proveranno e vi faranno provare una caterva di emozioni, riderete con loro e di loro, vi arrabbierete con loro tanto da volerli prendere a ceffoni, e piangerete con loro e per loro, perché sappiate che in questa storia c’è un momento in cui vi troverete a piangere.
È un libro perfetto? No, non credo lo sia, ma è stato il libro perfetto per me in questo momento.
Ed è questo che rende un libro perfetto, giusto? Il suo arrivare in quel momento, saperci emozionare e mantenerci in tensione, li seduti sul divano con un pugno stretto (l’altra mano ci serve per tenere il libro/kindle), con l’ansia che ci divora prima di scoprire se i nostri protagonisti arriveranno all’ultimo giro di pista e taglieranno il traguardo al primo posto. Ecco, vedo sventolare la bandiera a scacchi… Vittoria!!!
Consigliato.
Ps. Sono curiosissima di leggere il prossimo libro!


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