
Inghiottita da un videogioco, Hayley Jones, newyorchese ricca e viziata, si troverà prigioniera della medievaleggiante e immaginaria città di Levongrest. Un mondo al di là del possibile, un incubo cappa e spada dove una donna del ventunesimo secolo, amante dei Martini e del tacco dodici, non può nemmeno immaginare di mettere piede.
Niente diritti, se non la parola di un Barone. Solo doveri, capi chini, onore e spada a dettar legge.
L’aiuto di Clarence Huxley, semplice soldato con l’animo da cavaliere, sarà per Hayley il punto di inizio per una nuova vita. E il sentimento che nascerà tra loro, un luogo dove mettere radici.
Ma l’amore di un soldato inesistente può bastare per lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare daccapo?
Volume I di II
Romanzo NON autoconclusivo
Avviso: Questo libro contiene scene di violenza e linguaggio scurrile che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.

Hayley è una ragazza annoiata, ricca e snob. Una di quelle ragazze a cui piace apparire più che essere.
Improvvisamente si trova catapultata dentro il medioevo immaginario di un videogioco, nella città di Levongrest.
Quello che le riesce più difficile da accettare non è tanto essere finita in un posto impossibile, ma dover vivere come nel medioevo, senza i comfort della sua casa, senza i suoi vestiti e, soprattutto, soggiogata alla volontà degli uomini senza poter dire la sua.
In fin dei conti, almeno in quel mondo, aveva sempre affrontato tutto a occhi aperti; paura, dolore e solitudine. Non era mai fuggita: quella sera non sarebbe stata da meno.
Hayley, però, rivela molta più capacità di adattamento di quanto lei stessa si aspettava e ben presto riesce a conquistare un suo spazio, mentre Clarence Huxley, il soldato che l’ha soccorsa, comincia davvero a far breccia nel suo cuore.
Quella con cui fece touché in quel momento, sfoggiata con una sospetta serietà, fu una mossa del tutto a tradimento. Le permise di sbirciare dietro la cortina di perenne svagatezza del fabbro e scoprire che in realtà, lui era un uomo nell’accezione più corretta del termine. Un uomo fatto e completo a cui avrebbe lasciato volentieri in mano ogni cosa: cuore, corpo ed esistenza, per poi chiudere gli occhi e lasciarsi proteggere. Un abbandono per lei inconcepibile, desiderabile e spaventoso.
Mentre impara a convivere con le abitudini medievali, a capire Clarence e, pian piano, a sentire sempre meno la mancanza di New York, gli eventi cominciano a muoversi contro di loro.
E quella che sembra essere una vita tranquilla, si trasforma in un’avventura, portando, nella seconda parte del libro, un radicale cambio di ritmo.
Quello che rende questo romanzo una lettura che mi sento di consigliare, è la freschezza e l’ironia dello stile dell’autrice, che mescola, senza farli stridere tra loro, l’atmosfera propria del Medioevo come ce la immaginiamo, con il linguaggio di Hayley, moderno e sicuramente non forbito; il tutto giocando sui ragionamenti anacronistici della protagonista e sul suo modo di vedere, che è anche quello di chi legge, ma senza per questo far perdere il fascino dell’ambientazione.
Anche la relazione amorosa tra Hayley e Clarence, seppur prevedibile, non è come ce la immaginiamo ma risente della mentalità moderna di Hayley, del suo bisogno di indipendenza, che Clarence fatica a comprendere, permeato com’è della convinzione che la sua donna sia non solo sua responsabilità, ma anche tenuta a obbedirgli.
Intorno, i personaggi secondari sono vividi e creano un gruppo colorito e divertente: con i dialoghi e poche sapienti pennellate, vediamo Gertha, Bren e Martin non assumere solo il ruolo di comparse ma contribuire a rendere tutto più vivido.
In conclusione, una lettura divertente, per chi è pronto a immergersi in un passato… che non esiste.



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