
1450. Inghilterra del sud. La giovane Amber è in fuga dal barone Lord Shamter e trova rifugio da Cassandra, sacerdotessa di Avalon. Grazie alla sua guida, la ragazza scopre di avere il dono delle Vista, ma deve subito fare i conti con le conseguenze di tale potere: le visioni sono presagio di sventura e solo lei può fare in modo che non si avverino. Insieme a David e a Robert, che si uniranno al suo viaggio, dichiarerà guerra al malvagio Lord Shamter. Mentre lotta fra la vita e la morte, riuscirà Amber a scendere a patti anche con la verità sulle sue origini?

La trama di questo libro mi ha subito attratto. Dopo un periodo, un po’ di annetti fa, in cui i romanzi ispirati alle leggende su Avalon o con protagoniste sacerdotesse della Dea erano parecchi e spesso indimenticabili, era tanti anni che non incrociavo sulla mia strada un romanzo con queste atmosfere. Così sono partita, alla ricerca di quelle sensazioni che avevo dimenticato da tempo.
Sono passati molti anni, ma io ricordo ancora il suono ritmico dei tamburi e la melodia dolce e penetrante dei flauti il giorno in cui consacrai me stessa alla Dea. Molti avvenimenti sono accaduti da allora e so che il Cerchio si chiuderà da un momento all’altro, poiché tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine.
L’inizio è potente, le riflessioni di un personaggio e immediatamente l’azione, l’avvenimento che dà origine a tutto.
Amber viene rapita dagli scagnozzi di Lord Shamter deciso a farla sua a tutti i costi. Ma nonostante la giovane età Amber ha una tempra speciale e riesce a fuggire. Sulla sua strada incontra Cassandra, sacerdotessa di Avalon, che la soccorre, la ospita e comincia a insegnarle a sviluppare il suo dono.
«Vedi mia cara, molto spesso le strade delle persone si incrociano e si dividono senza che noi ne capiamo necessariamente il perché. I nostri percorsi si sono incontrati e può darsi che procedano di pari passo per un po’. Se vuoi sapere perché ti trovi qui, ebbene non lo so. Non sempre mi è dato di capire ciò che Vedo. Ma ora sei qui, e faremo in modo di non rendere vana questa fase della tua e della mia vita.»
Ma ben presto la ferocia di Shamter arriva anche nel pacifico angolo di foresta dove vivono le due donne…
Di sicuro non è un libro lento: gli avvenimenti si susseguono continui mentre le visioni di Amber la guidano verso il suo destino e le consentono di ritrovare il suo passato e conoscere l’amore.
Se da un lato il mistero che avvolge Cassandra è perfetto per il personaggio, la sensazione che si ha nella lettura è che tutto sia narrato in maniera troppo veloce e superficiale.
Mentre le atmosfere devono rimanere cupe e magiche e le visioni della ragazza riescono sempre a colpire nel segno, non si può dire lo stesso per le vicende. Problema e soluzione si presentano in poche righe, combattimenti, fughe, incontri, tutto in un battito di ciglia.
Non viene dato tempo al lettore di sentirsi stringere il cuore, di preoccuparsi davvero (se non in un unico singolo evento, molto importante) quasi come se si fosse rincorsi da qualcuno.
E lo stesso con le emozioni. Non si capisce subito chi è veramente nel cuore di Amber, ma quando si capisce che direzione intende prendere, questo amore nasce come dal niente. E anche molti degli ostacoli vengono superati dal caso, dalle coincidenze. I personaggi devono combattere poco per quello che desiderano.
Possiamo parlare di destino, forse anche di un pizzico di effetto favola, ma unito alla sensazione che niente sia davvero approfondito rendono il libro non pienamente soddisfacente. La scrittura è immatura, carica di avverbi inutili, corretta, ma non del tutto efficace.
È una storia di stampo classico, con tutte le componenti necessarie, dalla cerca dell’oggetto, all’accettazione del proprio destino, alla ricerca dell’amore, alla lotta contro il malvagio. C’è magia e un tenero amore, c’è il tradimento, c’è la famiglia in un romanzo rivolto a un pubblico giovane o per una lettura leggera e magica. Ma non mi sento di consigliarlo a lettori esigenti.


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