Ariel e Falko, quando l’amore sconfigge la morale.
Non so nulla del mio passato; i ricordi si fermano a cinque anni fa.
Ho un cuore vuoto che non si affeziona e una mente piena che non riesce a soffermarsi su nessun pensiero.
Eppure dovrei essere felice, quantomeno orgogliosa. Ho un marito; abito nel paese dell’uguaglianza: la Russia.
Mi chiamo Zoya Kostova; sono un’agente del KGB.
E sto per riprendermi la memoria perduta a Budapest.
Tutti ricorderanno questa data: 23 ottobre 1956. Il mio mese rosso sta per iniziare.
La cerco da più di dieci anni; ho girovagato per le strade del mondo e gettato il cuore negli angoli del pianeta per trovarla.
Adesso ho fatto il salto più rischioso.
Sono rimbalzato oltre la cortina di ferro.
Attraverserò l’Ungheria, poi andrò in Russia. Lei si trova in quel paese oscuro.
Mia sorella; la donna che ho rovinato.
Ariel Segre.
Nessuno dovrà dimenticare questa data: 23 ottobre 1956. É il giorno in cui la mia epifania sta per cominciare.

Ismaele definisce il rapporto fra me e Falko follia; forse ha ragione. Ma non è questo l’unico modo in cui si ama? Contro tutto e tutti.
Talvolta si ama persino prima di conoscere la persona in questione, ancora prima di saperlo.
Ancora prima di amarla.
Perché lei è lei, ed è fatta apposta per te, a prescindere da Dio e dalle leggi degli uomini.
Si conclude, almeno per adesso, la serie Damned Soldiers, con un volume a dir poco bellissimo e toccante.
Il romanzo è ambientato nell’Ungheria del 1956 durante la rivoluzione ungherese, tredici giorni in cui il popolo ungherese si ribellò al regime russo. La rivoluzione terminò in un bagno di sangue e la restaurazione del regime sovietico. La storia non finisce mai di insegnare ma gli uomini non vogliono imparare. Similitudini con la situazione attuale? Tantissime.
Ma veniamo al libro.
La russa Zoya, spia del regime sovietico, non ha ricordi del suo passato antecedenti a 5 anni. È sposata senza amore con un uoo che la controlla.Al seguito del marito, partecipa a una riunione dei servizi segreti russi e, seguendo un impulso incontrollabile, Zoya si offre volontaria per andare in Ungheria a Budapest e spiare i gruppi ribelli.
Ma Zoya non è sola a Budapest.Ritroviamo Falko, ancora in compagnia del suo tormento interiore, della solitudine che lo sta accompagnando dal dopo guerra, della sua ricerca dell’unica donna che abbia mai amato, Ariel.
Un amore incestuoso, inaccettabile dalla chiesa e dalla società, ma radicato nei loro cuori.
L’incontro tra Zoya e Falko è un viaggio nel passato che lui ancora vive e lei non ricorda.Immersi nel sangue della rivoluzione, braccati da nemici decisi a ucciderli, i due protagonisti devono ritrovare se stessi, la propria storia. Devono accettare la passione e l’amore che gli brucia le vene, ma il sangue scorre e li allontana.
Un percorso che porta a far rivivere una realtà e distruggere una finzione.
Io ti voglio, Ariel Segre. Ti voglio e non c’è nulla da fare. Se hai la forza rifiutami tu. Poi scappa via; corri lontano, perché io ti prenderò sempre. In capo al mondo, sulla punta del paradiso e nelle profondità dell’inferno.
La ricerca di dettagli di un passato e di una vita dimenticata, l’accettazione di quel passato, il cuore che batte ma non riesce a dire ti amo né a lasciare andare l’altro si compie pagina dopo pagina, accompagnando il destino della città.
JD Hurt è riuscita a creare una storia che affonda le radici nella realtà, unendo e integrando perfettamente il romanzo e i suoi personaggi. Falko e Ariel riempiono le pagine con i loro pensieri, i loro dolori e quell’amore che li strugge e li distrugge.
Leggere queste pagine è appassionante, i due sono reali, concreti, e le loro parole entrano nel cuore.
Come ho detto, ho trovato questo libro meraviglioso; vi invito a leggerlo e apprezzarlo per la complessità dei personaggi, l’uso dettagliato della realtà storica e l’atmosfera che fa rivivere.
Complimenti, JD Hurt.


Recensione a cura di:

Editing:

Qui la recensione del primo romanzo e JD Hurt su Feel.
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