Per chi ha letto Vicious. Senza vergogna, sa bene di cosa parliamo: l’amicizia che lega i quattro FHH è qualcosa di magico e indelebile. Ma tra Jaime e Vicious c’è qualcosa di ancora più profondo.
“Un amico è uno che ti conosce come sei, che capisce dove sei stato, che accetta quello che sei diventato, e che tuttavia, gentilmente ti permette di crescere.”
Jaime e Vicious sono migliori amici, sono fratelli, sono gli opposti che si compensano. Vicious rude e spietato, Jaime socievole e riflessivo. Vicious si comporta male, Jaime lo rimette in riga. Jaime non ci sta pi˘ con la testa, Vicious lo riporta sulla giusta via. Sono due metà perfette della mela dell’amicizia e possiamo dimostrarvelo con alcuni piccoli estratti (senza spoiler).
“Vicious non è un gran modello da seguire. Sta solo facendo una piccola pausa fino a che non tornerà a bruciare questa città. Lo sappiamo entrambi.”
Jaime scosse la testa, comparve un sorriso triste sul suo volto. “Anche se lo facesse, lo aiuterei ad accendere la miccia. Gli HotHoles restano uniti. Questo è quello che siamo.”

Sono tornato a Todos Santos il martedì seguente, lasciando Vicious e Jaime insieme. Sembravano divertirsi senza di me, essendo BFF (Migliori amici) e tutto il resto. Quindi ho deciso di lasciargli lo spazio di cui avevano bisogno per provarsi il make up a vicenda, provare i tampax o qualsiasi cosa le ragazzine facciano insieme. Perché sul serio: quei due sono davvero troppo in simbiosi per essere dei maschi.

“Quando atterra Jaime?” Il mio migliore amico stava venendo da Londra per me.

Antoine de Saint-Exupéry
E per finire, Feelers, eccoci con qualche estratto bollente di
INFAMOUS – SENZA VERGOGNA
il romanzo di L.J. Shen dedicato al nostro Jaime,
e di prossima uscita in Italia.
Buona lettura!
Quando inizia a parlare, il calore mi avvolge.
«L’ho comprata per me. Ero all’aeroporto JFK, appena prima di imbarcarmi sull’aereo per tornare in California, dopo essermi rotta la gamba. Desideravo qualcosa in cui credere, tipo… qualcuno in cui credere. Non avevo nessuno, i miei genitori mi sostenevano ed erano tristi per me, ma non capivano. Non veramente. I miei amici erano sparpagliati per tutto il Paese, inseguendo i loro sogni universitari, creando nuovi piacevoli ricordi. E poi c’ero io, sola. Avevo bisogno di qualcuno e ho visto la collana in un negozio, di cui non ricordo nemmeno il nome. Vendevano felpe con la scritta “I Love New York” a prezzi ridicoli. Mi è costata molto, ma ricordo che ho detto a me stessa… ne ho bisogno, devo averla.»
Abbasso lo sguardo, fissandola negli occhi, e resto stupefatto. Meravigliato che questa donna sia mia. Dopo tutto quello che abbiamo affrontato, e forse esattamente grazie a questo.
È divertente e forte; così talentuosa, sarcastica, e intelligente, ma allo stesso tempo, è vera, vulnerabile… e mia. Dio, cazzo, proprio mia.
L’ondata di debolezza e lussuria che devastava il mio corpo dalla testa ai piedi, era così allettante. Afferrai i suoi lunghi capelli biondi – così morbidi e lucenti – e lo attirai con violenza più vicino a me, lasciandomi sfuggire un disperato miagolio. Un orgasmo violento mi squarciò, e i miei muscoli si irrigidirono per il piacere. Jaime mi aveva inchiodata a terra ed era strisciato sopra di me, divorando la mia bocca. “Assaggia”, ringhiò come una bestia, passandomi il chewingum. La sua lingua era ovunque, sui miei denti, nelle pareti della mia bocca, sul mio mento, persino nelle mie guance. “Ha il tuo sapore, Prof.” Masticai la sua gomma. Aveva ragione, aveva il sapore della mia fica.
Lui mi fissò con gli occhi arrossati. Non stava piangendo, ma sapevo che stava trattenendo le lacrime.
«A un certo punto, tra l’obiettivo di volerti scopare e quello ribellarmi, dentro di me, contro mia mamma, mi sono innamorato di te. Non è stato un bel processo. Diavolo…» Fece una risata, strofinandosi la nuca. «Non è stato nemmeno romantico, ma è successo. Perché tu sei forte, ma vulnerabile; arguta, ma non pungente, o volutamente cattiva. Perché ho dovuto rincorrerti per “incastrarti”, e tu non mi fai abbassare la guardia, ma se abbiamo intenzione di continuare così, con io che devo convincerti a darmi il tempo necessario, mentre tu ti guardi alle spalle, cercando costantemente di sbarazzarti di me, ho bisogno di tirarmene fuori prima che mi faccia del male.»
Mi prese il volto tra le mani, e mi attirò verso il suo viso. «Gli uomini con cazzi grandi possiedono cuori fragili. Conosci il detto: grande pene, grande cuore. Be’, io sono la prova che è vero.»

















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