Titolo: Rites of the Starling
Autore: Dewney Perry
Serie: Shield of Sparrow #2
Pubblicazione: Always publishing
Genere: romantasy
Trope: enemies to lovers, matrimonio combinato (arranged marriage), vicinanza forzata (forced proximity) e narrazione a fuoco lento (slow burn)
Recensione di Shield of Sparrow #1
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Odessa è la figlia del Re d’Oro. E la futura regina del Turah. Il destino, però, sembra continuare a pretendere da lei un’unica cosa: il sacrificio. I cinque regni sono ormai sull’orlo della distruzione e la migrazione sta per arrivare prima del previsto. Odessa si ritrova sola, separata dall’uomo che ama, in una terra maledetta, e braccata incessantemente dai mostri. Accanto a lei ci sono solo un potente sacerdote, di cui non sa se fidarsi, e una bambina da proteggere ad ogni costo. Ma nella Calandra sopravvive solo chi è disposto a combattere e a cambiare. E dopo una notte fatale, che ha portato Odessa ad affrontare la morte, i mostri e la verità, la principessa è arrivata finalmente a comprendere la profondità della sua forza. Forse non è nata per diventare una spia o un’assassina. Il destino che la attende potrebbe essere più grande, e più pericoloso. Potrebbe significare la salvezza per l’uomo che ama, ma anche la fine della futura regina del Turah. Mentre antichi segreti emergono lentamente e il confine tra umani e mostri si assottiglia, Odessa dovrà compiere la sua scelta. Stavolta, non si tratta solo di sopravvivere, o di dimostrare il proprio valore a chi non lo ha mai saputo vedere. Si tratta di decidere se accettare il potere che le scorre nel sangue. Di accettare chi è davvero. Non solo una principessa. Non solo una regina. Ma una Guardiana. O forse qualcosa ancora più potente. E pericoloso.

Mannaggia! Maledizione, io voglio poter proseguire subito nella lettura di questa serie e invece mi tocca aspettare! Io ve lo dico, se l’autrice mantiene il livello di questi due libri anche nel terzo, nell’ultimo libro sarà una conclusione epica.
Ebbene sì, ho letto, anzi ho divorato, questo secondo libro e, pagina dopo pagina, mi sono immersa nell’atmosfera creata dall’autrice.
Tutto inizia esattamente dalla fine del precedente, ovvero Dess e Ransom separati dopo lo spaventoso attacco del crux.
E se il primo libro mi era piaciuto questo l’ho proprio amato.
Essendo un libro di mezzo non mi aspettavo grandi cose, si sa che di solito il secondo libro è una sorta di ponte destinato a traghettare i lettori dalla partenza all’arrivo della storia, normalmente succede poco o nulla e in genere i protagonisti sono in movimento per raggiungere il luogo dove adempiere al loro destino. Invece questo libro non è così, o meglio non è solo questo. L’autrice manda la nostra Odessa in missione in tutta la Calandra per creare un legame con il passato e per darci una possibile visione del futuro, si tratta di un percorso per dare modo alla protagonista di trovare nuovi pezzi per il puzzle che rappresenta il suo passato; per conoscere qualcosa di quella madre mai conosciuta; si tratta di capire il mistero che avvolge la magia di quella terra e di capire cosa la sta avvelenando.
Odessa è fantastica, una delle migliori protagoniste di cui abbia letto ultimamente: la sua evoluzione in questi due libri è davvero ben gestita. Da giovane insicura e timorosa a donna forte e coraggiosa. Finalmente riuscirà ad avere il tanto sospirato faccia a faccia con quel padre che a tratti sembra quasi odiarla, ma si sa che l’odio e l’amore sono due facce della stessa medaglia.
Sì sì ho capito, pure voi avreste una bella evoluzione se aveste Ransom vicino, e che dire se non che avete ragione. Ransom è davvero fantastico, da un lato un guerriero fenomenale senza paura e senza pietà per difendere chi ama, e dall’altro un tenerone nei confronti di Dess e di Evie.
Ma non sono solo Dess e Ransom i protagonisti di questa storia, l’autrice ci fa dono di un’altra coppia di personaggi che amerete alla follia: Andreas e Caspia.
La loro storia corre parallela a quella degli altri due, e ci offre uno sguardo più ampio alla storia della Calandra, gli stessi luoghi ma visti con occhi diversi e vissuti con sentimenti diversi. Scopriremo che il confine tra umani e mostri è molto sottile e che anche loro sono un piccolo tassello importante nel quadro finale.
È un libro dove i sentimenti sono protagonisti, dove l’amore, la paura e il dolore portano i protagonisti oltre il loro limite, oltre la loro immaginazione. Dove l’amore e il dolore si accarezzano in un gioco destinato a spezzare i nostri cuori.
Il tempo sta per scadere, la migrazione è sempre più vicina e Odessa deve trovare la forza dentro di sé per accettare il proprio destino, trovare la cura per guarire la sua terra, ma, soprattutto, per salvare il suo amore, Ransom.
Non vedo l’ora di leggere la conclusione di questa storia, io non so se ce la farò ad aspettare un anno prima di scoprire il destino di Odessa, Ransom. Andreas e Caspia. Ma soprattutto, come cavolo faccio senza Faze?
Consigliatissimo, soprattutto se amate la combo macho / micio.


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