Buongiorno, Feelers!
Eccoci a voi oggi con la tappa conclusiva del Blog Tour di C’era due volte di Franck Thilliez, edito Fazi Editore.
La tappa di oggi collega ben due testi di Thilliez, Il manoscritto e C’era due volte, in un gioco di rimandi che stuzzica la curiosità del lettore!
IL GIOCO DI SPECCHI
Ricordate quella filastrocca da bambini?
C’era un Re, seduto sul sofà,
che disse alla sua serva:
“Raccontami dunque una storia
ch’io possa imparare a memoria!”
E la serva incominciò:
“C’era un Re, seduto sul sofà,
che disse alla sua serva…”
Tutto gira in tondo, tutto torna dove tutto è cominciato, in questo magnifico noir, dove i doppi, i palindromi, i labirinti, le tracce oscure, gli specchi deformi, i mostri a due volti, le memorie perse, i lunghi anni di dolore e il Male la fanno da padrone.
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Ricordate “Il Manoscritto”? La caccia all’indizio, tra esche e falsi piani, il libro dentro il libro dentro il libro (e noi lettori a ipotizzare, risolvere rebus, immaginare scenari impossibili eppure probabili, armati di matita e fogli bianchi…)…
Ebbene, “C’era due volte” è la soluzione dell’enigma, la sfida finale, il labirinto violato, l’abisso. Con Gabriel Moscato torneremo indietro a cercare, nei meandri della sua memoria e in altri luoghi inquietanti, la verità.
Tra citazioni cinematografiche, segreti che si svelano, desideri oscuri, dolore e follia, ripercorriamo passo dopo passo, con il cuore in gola, l’indagine. E non possiamo smettere di leggere. Scorriamo avidi le righe, lasciandoci avvolgere nelle spire di un disegno folle, che si dispiega pian piano, una parola dietro l’altra, doloroso e terribile, corrotto ma immarcescibile.
Fino alla parola Fine.
Ma lo sarà davvero? Oppure… Oppure c’era due volte?
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