Una storia di coraggio e solidarietà femminile
sullo sfondo dell’ascesa del Nazismo
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«Abbi cura di te» mormora Mildred mentre si avvicinano e si allontanano con apparente casualità.
«Sono nella cella 25. Non dimenticarmi quando esci. Il mio nome è Mildred Harnack.»
Sono Mildred Harnack, ripete silenziosamente a se stessa mentre si gira per attraversare di nuovo il cortile.
Mildred Fish Harnack. Moglie, sorella, zia. Scrittrice, studiosa, insegnante.
Combattente della resistenza. Spia. Non dimenticarmi.
1929 Mildred Fish, una ragazza del Wisconsin, ha appena sposato Arvid Harnack, un brillante economista tedesco, e si è trasferita in Germania lasciandosi tutto alle spalle, inseguendo il sogno di un roseo futuro. Nella scintillante Berlino degli anni Trenta la coppia ha una vita felice, piena di amore e nuove amicizie, ed entrambi si immergono in appaganti esperienze di lavoro.
Ma l’ombra del violento partito capitanato da Hitler, che di anno in anno raccoglie sempre più consensi, si estende minacciosa e irrefrenabile. Mildred decide di non sottomettersi alla dittatura del Führer. Così crea un gruppo di resistenza con Martha Dodd, la vivace e anticonvenzionale figlia dell’ambasciatore americano, Greta Kuckhoff, un’aspirante sceneggiatrice tedesca, e Sara Weitz, una studentessa di letteratura. Insieme, le quattro donne accettano di rischiare la loro vita per raccogliere informazioni sensibili da giornalisti, ufficiali militari e funzionari del Partito nazista.
Per anni combattono una silenziosa guerriglia clandestina con lo scopo di sabotare il Terzo Reich, cercando di rimanere nell’anonimato e proteggersi a vicenda. Ma quando un segnale radio viene intercettato dai nazisti, il loro gruppo si trova all’improvviso in grande pericolo…
Ispirato a un evento storico realmente avvenuto, Le donne dell’Orchestra Rossa racconta la vita di una donna coraggiosa, determinata a combattere per la libertà e la giustizia.

Il romanzo ci racconta di un gruppo di donne a partire al 1929, quando il partito di Hitler sta iniziando la sua ascesa. Percorriamo le loro vite piano piano da una normalità difficile, segnata dalla crisi in cui versa la Germania in conseguenza della Grande Guerra. Ma vediamo come lottano per i loro sogni, studiano, amano.
Poi la Germania intorno a loro comincia a cambiare, prima piano, nei piccoli dettagli, ma in modo talmente assurdo, talmente contrario a ogni concezione di democrazia da risultare inaccettabile, qualcosa che non può essere vero e che per forza deve essere una breve deriva a cui il popolo tedesco porrà sicuramente rimedio.
Tuttavia un mattino rientrarono dalla camminata quotidiana e notarono una bandiera rossa, nera e bianca con la svastica al centro appesa alla finestra di un vicino. La settimana successiva, ne comparvero altre due su pali appena piantati davanti ad altrettante porte.
La prima reazione è l’incredulità. Ma le cose peggiorano giorno per giorno.
Mese dopo mese, diritto dopo diritto, il mondo intorno a loro si trasforma. Un passo alla volta, un pezzo alla volta, verso un baratro inimmaginabile.
Da persone colte e di profonda convinzione democratica, Greta, Sara, Mildred e Martha iniziano una battaglia per la giustizia, aiutando gli ebrei, cercando di far sapere la verità che si nasconde dietro le bugie naziste, mantenendo per quello che possono vivo lo spirito di un popolo che sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma che sembra averlo dimenticato.
Una volta pensavo che l’ascesa dei nazisti avesse a che fare con la politica. Ora non più. […] È qualcosa di più profondo, di più sinistro, che va ben oltre il semplice pregiudizio razziale. I tedeschi sono affetti da un’incurabile e tremenda malattia dell’anima.
È terribile vedere come l’orrore si insinua così lentamente nella vita di tutti da contaminarla, da rendere quasi impossibile comprenderne a pieno la mostruosità. Vedere come persone normali, colte chiudano gli occhi o addirittura ritengano giuste le affermazioni del nazismo. Fa male leggerlo perché più che mai fa rendere conto che chiunque può diventare un mostro, per paura, per ingenuità, non solo per cattiveria o volontà di sopraffazione.
Temo che si siamo assuefatti alla crudeltà e all’ingiustizia dilaganti nel corso degli anni. Torti intollerabili che ora accettiamo come una cosa normale avrebbero indotto la gente a marciare per le strade e a chiedere nuove elezioni solo qualche anno fa.
Questo percorso che segue la vita e le decisioni sempre più difficili delle protagoniste, realmente esistite (tranne una che rappresenta più persone), è tanto tremendo per chi legge quanto molto interessante e istruttivo, ma il testo per la sua lentezza fatica a tenere alta l’attenzione. Chiaro, il tipo di racconto non consentiva di concedere tante libertà per ravvivare o romanzare la vicenda, ma la ricchezza di dettagli, di eventi descritti, quasi mese per mese in alcuni momenti, fanno sì che la lettura non risulti irresistibile. Assomiglia più a una cronaca giornalistica che a un romanzo, risultando quindi un po’ freddo, se non fosse che gli eventi invece sono atroci, più che mai perché il lettore sa che le speranze delle protagoniste sono vane. Sa che, anche se sembra impossibile, la situazione non smetterà di peggiorare e si chiede continuamente come sia potuto succedere.
Non dà risposte questo libro, ma fa pensare, fa pensare come a volte il solo tentare di sopravvivere ti renda parzialmente complice, o come gli esseri umani riescano ad adattarsi a tanto, a troppo e, anche per difendere la propria sanità mentale, rifiutino di vedere la realtà, ammorbidendola, addolcendola in modo da renderla accettabile. E che invece fare la cosa giusta voglia dire mettere in pericolo non solo la propria vita, ma anche quella dei propri cari. Un sacrificio enorme per il quale dobbiamo essere grati a tutte le Greta, Sara, Mildred della storia. Tutte.
Per questo, sicuramente, vale la pena di leggerlo.

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