Quanto sottile può essere il confine tra odio e amore, quanto dolce il sapore della vendetta?
Fino a che punto è in grado di distruggerti?
Lo sa bene Jab, ex pugile nato e cresciuto nel Bronx. Raccolto dalla strada quando era bambino e poi, come un giocattolo rotto, abbandonato tra gli scarti.
Adesso è un uomo e la boxe è la sua vita.
Il passato, invece, è un nome da cancellare: Mina.
Quanto coraggio ci vuole a chiedere scusa, magari per colpe che non ci appartengono del tutto?
Quanta forza richiede guardarsi dentro e capire di aver sbagliato, trovare l’energia per cambiare, per essere felici?
Lo sa bene Mina.
Dello scintillio di Manhattan, dei soldi e del potere, conserva solo il benessere materiale.
La felicità ha un nome che non ha mai scordato e il volto bellissimo del ragazzo a cui ha detto addio dieci anni fa.
Bronx contro Manhattan.
Povertà contro ricchezza.
Sesso contro affetto.
Odio contro amore.
Un amore spezzato ancor prima di nascere.
Una passione ritrovata e consumata come all’interno di un ring, tra finte continue e colpi bassi.
Si aprono le porte del Boxing Club, dove il riscatto ha il profumo di pelle e sudore. Dove lo scontro può essere sleale e, a mandarti al tappeto, è la persona che si ama di più.
I fantasmi esistono e hanno il cattivo gusto di presentarsi a sorpresa; alcuni indossano ridicole gonnelline rosa. La odio con tutto me stesso. Non c’è stato un fottuto giorno, in questi dieci anni, in cui non abbia pensato a lei.
Lui è Jab, vive nel Bronx, è un pugile. Da ragazzino è riuscito ad allontanarsi dalla strada, dalla povertà. Ha vissuto in una famiglia “perfetta” agiata, dove lo studio, l’educazione avevano peso. Poi la vita è tornata a franargli addosso, si è ritrovato catapultato di nuovo in strada, non più adatto a sopravvivergli, troppo morbido per quel mondo. La boxe lo ha salvato, sul ring è morto Michael ed è nato Jab.
Lei è Mina, erede dei Clark e innamorata di Michael fin da bambina. Costretta dalla famiglia a restargli lontana, sono dieci anni che cerca il coraggio di incontrarlo di nuovo, di confessargli il suo amore.
È una ragazza con enormi problemi, problemi che i soldi, gli stramaledetti soldi non possono risolvere, mentre un ragazzo del Bronx può farlo.
Odio contro amore. Una guerra senza esclusioni di colpi. La durezza di lui contro la morbidezza di lei.
A che gioco stiamo giocando? Da ieri va avanti la farsa del non conoscersi, forse è davvero così, non so cosa sia rimasto dei bambini, dei ragazzi che siamo stati. E adesso che fra noi ci sono distanze incolmabili, che senso avrebbe affrontare il passato? Perché ora? Il passato non esiste. Solo il presente. Solo i colpi, solo il ring, solo il Bronx.
Jab odia, la rabbia lo schiaccia.
Mina ama, ha solo l’amore come arma per ritrovare il suo Michael, per far tornare i ricordi.
I nostri occhi si cercano, si trovano, si incatenano. Con lei, dolore e ricordi felici hanno lo stesso sapore amaro. Mi lecco il labbro inferiore come a cancellarlo. Lei segue il movimento e per un attimo, solo per un attimo, ricordo l’odore del suo respiro, dell’aria che separò quel bacio prossimo, ma mai dato.
Una battaglia dopo l’altra, Mina non demorde. Sembra sconfitta, battuta, ma perdere una battaglia non è perdere la guerra.
L’odio è un muro che pare insuperabile, ma quel ragazzo non è scomparso per sempre.
Mi aggrappo alle sue spalle come se questo servisse a trattenerlo. Non mi dà la sua bocca, ma io lo bacio ovunque posso. Il viso, il collo, il petto. Anche lui è mio. Mio soltanto. «Lo so che mi caccerai» gli sussurro all’orecchio. Si ferma e mi guarda con espressione cupa. «Non parlare.» Non voglio ascoltarlo. «Non smetterò di provarci.»
Michael, il ragazzo che si era perso dentro quegli occhi, che aveva assaporato l’amore, la speranza, ed è stato tradito proprio dall’amore… quel ragazzo, per sopravvivere, è diventato Jab, Michael è sparito. Jab odia, Jab vuole vendetta.
Forse ha ragione lui. Siamo due estranei. Michael è nella mia testa, la mia verginità l’ha presa Jab.
Ferirla, solo questo vuole Jab: ferire Mina, farla precipitare nel buio, ma lui non sa che lei, in quel buio, ci abita già.
«Su un altro punto non avevi torto: mi hai portata in cielo per poi scaraventarmi giù. Non so se e quando toccherò il fondo, forse l’ho già fatto e di me restano solo i pezzi.»
Una guerra senza esclusioni di colpi, dove il dolore la fa da padrone e si appropria del passato e del presente, ma riuscirà a farlo anche con il futuro?
Veronica Deanike crea ancora una volta un magnifico personaggio maschile, uno dei suoi uomini che la vita non è riuscita a piegare, un uomo che soffre e fa soffrire. Con il suo stile incalzante, che costringe i personaggi a denudarsi di ogni inutile fronzolo, ci immergiamo nella storia quasi schiacciati dalle emozioni. Dobbiamo sapere, dobbiamo far scomparire quel magone che ci attanaglia lo stomaco, vogliamo tornare a respirare.
Una storia d’amore potente e distruttiva, che non potete non leggere, anzi divorare.
Recensione a cura di:
Editing a cura di:














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