Genere: urban fantasy / paranormal romance
9 aprile 2021
Copertina: Angelice Graphics

Ancora una volta il destino sta mettendo a dura prova la vita eterna dei due fratelli vampiri Gregorio e Victoria
Lorenzo, l’umano gemello di sangue di Victoria, sembra essere scomparso nel nulla. La sua ricerca si trasforma presto in un’impresa rischiosa e intrisa del fascino dell’ignoto. Un viaggio tra Parigi e Londra ricco di scontri, sangue, rabbia, che svelerà potenti nemici legati a vecchi rancori e antichi tradimenti, e porterà a galla una pericolosa verità: nella sparizione di Lorenzo sono coinvolti i vampiri della linea di sangue degli Zarevic, la razza bastarda in eterna lotta contro i Vlasic.
Anche in questa nuova avventura, Gregorio e Victoria hanno al loro fianco Domiziano, antico immortale, e Federico, spietato vampiro, migliore amico di Greg e doloroso amore passato di Vic. Sarà in grado di sostenerla, oppure le spezzerà nuovamente il cuore?
E mentre Vic cerca di fare ordine nella propria esistenza e ritrovare almeno una goccia del sentimento perduto, Greg affronta il proprio passato venendo a conoscenza di un fatto scioccante: chi è davvero Gabriel, uno dei capi del Collegio degli Anziani Vlasic che governa le leggi degli immortali?
Un colpo di scena rimescolerà tutte le carte, perché non è detto che la fine sia per sempre, soprattutto quando si possiede un cuore freddo che ha smesso di battere da secoli.

«Io possiedo un dono. Posso percepire le anime delle persone e comprendere quanto elevate queste siano.»
Con poche parole era riuscita a catturare tutta la mia attenzione e il divertimento di poco prima era un vago ricordo.
«Che cosa intendi quando dici “elevate”?» domandai.
Elisabetta si guardò intorno per essere sicura che nessuno stesse ascoltando la nostra conversazione. Non c’era pericolo, gli avventori del locale erano pochi e io avevo fatto in modo che ci stessero lontani emanando una serie di segnali negativi che dagli umani potevano essere percepiti solo a livello inconscio.
«Più sono ricche di energia, più sono elevate. Ovviamente si deve essere in sintonia con lo spirito della Natura e di Madre Terra per essere un’anima elevata, se capisci cosa intendo…»
«Streghe» mormorai.
«Esattamente» confermò Elisabetta.
«Qualche parente?»
«Mia nonna era una medium, ma soprattutto un’alta sacerdotessa wicca.»
Abbassai gli occhi. «Interessante.»
Mi fece cenno con un dito di avvicinarmi. La assecondai e mi sporsi sul tavolo. Lei abbassò ancora di più la voce. «Gregorio, non ho mai visto né la tua anima, né quella di Victoria.»
Un senso di fastidio si attorcigliò nel mio stomaco. Indietreggiai. «Avrai il circuito spia-anime difettoso.»
La mia battuta non sortì alcun effetto. Elisabetta scosse la testa. «Io dico che invece funziona alla perfezione e voi non siete mortali.»
E che diavolo.
Non avevo intenzione di mentire, perciò finii la birra, poi incrociai le braccia sul petto, assottigliai gli occhi, e rimasi a guardarla in silenzio.
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Liz appoggiò la guancia al palmo della mia mano e chiuse gli occhi. «Dovrei disprezzarti» disse piano. «Hai contribuito a distruggere la vita di una delle persone che amo di più al mondo, mi hai mentito, nascondendomi la tua vera natura, sei un potenziale assassino…»
Cominciavo a eccitarmi.
«… ma la verità è che sono innamorata di te dal primo momento in cui ti ho visto. E mi odio per questo.»
Non aspettavo altro e per nulla al mondo avrei perso quel momento. Le presi il viso con entrambe le mani e l’avvicinai a me. I suoi occhi rimasero chiusi. Potevo ascoltare il battito accelerato del suo cuore, sentire il calore della sua pelle, percepire il desiderio che le inondava la mente.
La baciai.
Le mie labbra caddero morbide sulle sue. Le massaggiai a lungo, poi le catturai la parte inferiore con i denti e lei con un leggero mugolio si aprì per me, per dare modo alla mia lingua di iniziare a giocare con la sua, di assaporarla, gustarla, reclamarla come mia.
«Resta con me» sussurrai sulla sua bocca. «Scegli me, non per una vita, ma per l’eternità.»
Mi baciò ancora. E ancora. E ancora.
«Fai l’amore con me» le dissi, non riconoscendo quasi la mia voce, tanto era carica di desiderio.
Quando era stata l’ultima volta che avevo perso tempo a chiedere a una donna di concedersi?
Maledizione, ero cotto perso.
«Prometti di non mordermi?»
Quasi scoppiai a ridere.
«Non garantisco, inoltre potrebbe piacerti.»
«Scordatelo!»
La mia risata si fece più forte, me la caricai sulle spalle, da vero maschio delle caverne, ma non fece in tempo a protestare che eravamo già in camera mia.






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