Una rivisitazione del grande classico di Jane Austen, “Orgoglio e pregiudizio”, in chiave omoerotica e omegaverse.
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Quando il ricco e celibe beta signor Bingley si trasferisce a Netherfield, una bella dimora in affitto nelle vicinanze di Longbourn nelle campagne inglesi, la signora Bennet freme affinché i suoi cinque figli omega – John, Elijah, Mary, Lydia e Kitty – gli vengano presentati quanto prima dal marito, il signor Bennet.
La donna ha tutte le intenzioni di dargli in sposə almeno uno dei suoi figli, per salvare l’intera famiglia dalla rovina economica che si abbatterà su di loro nello sfortunato caso della morte del signor Bennet.
ll signor Bingley è giunto a Netherfield in compagnia delle due sorelle e del suo più caro amico, il signor Darcy, un cupo ma affascinante alfa. È subito evidente la grande ammirazione di Bingley per l’angelico John. Al contrario, Darcy non mostra alcun interesse per la compagnia e viene subito etichettato come un uomo orgoglioso e altero il quale, durante il ballo, definisce Elijah come “appena passabile”.
Elijah Bennet è un omega dal temperamento focoso e testardo tanto quanto Darcy è orgoglioso e freddo. Le loro personalità opposte sono destinate a entrare in collisione, creando uno scontro che li porterà a intrecciare le loro esistenze in modi che non credevano possibili.

“Darcy, non saluti il caro Elijah?”
“No.”
Conosciamo tutti “Orgoglio e pregiudizio”, il romanzo di Jane Austen, follemente amato o tremendamente odiato, commentato e citato, nel corso degli anni, da chiunque.
Proprio per questa sua fama, è stato un grande azzardo, da parte delle due autrici, mettere mano e tentare di dare una veste totalmente nuova a questo grande classico.
La storia ripercorre pari pari la strada originale: ripropone gli stessi luoghi, le stesse vicende, le stesse diatribe, le stesse difficoltà. Ciò che propone di diverso è la natura dei personaggi. Non abbiamo Elizabeth Bennet ma Elijah Bennet, nientemeno che un Omega.
Qui entra in scena un aspetto che non ho apprezzato del romanzo. Avrei voluto da parte delle autrici un maggior approfondimento della società, della natura di questi personaggi “diversi”. L’aspetto della divisione tra Alfa, Omega e Beta, è ciò su cui si fonda l’originalità di questa nuova versione, ma sembra gettata lì senza davvero avere fondamenta. Tante cose vengono date per scontate, come per esempio l’inferiorità degli Omega o il calore a cui sono sottoposti. Perché non possono ereditare? Quanto spesso e perché sono soggetti al calore? Qual è la relazione che lega Alfa e Omega? Come si legano e perché lo fanno? Un pensiero, una discussione, una breve narrazione… ai miei occhi, manca qualcosa per inserire l’omegaverse nel grande classico.
“Mio caro fratello, tu sei troppo buono. Ma io in confronto a te sono un cavallo imbizzarrito e non credo che esista un buon Bingley che possa sopportarmi. Prima o poi mi troverò un noioso signor Collins che accetti tutti i miei difetti e me lo farò andar bene.”
Elijah, il protagonista, è un giovane ribelle, amabile, altalenante, alle prese con un sentimento per lui totalmente nuovo.
Darcy è il solito scorbutico, arrogante, che nasconde una natura più “animale”, dolce e travolgente.
Il resto dei personaggi ripresenta le caratteristiche classiche ed è arricchito soltanto dall’essere classificato come Alfa, Omega o Beta.
“Insomma niente da fare con il tenebroso signor Darcy?”
“Tenebroso? Insopportabile vorrai dire. Presuntuoso, maleducato e grossolano! Appena tollerabile,” disse il ragazzo, scimmiottando il contegno ingessato dell’alfa per far ridere John.
La narrazione è scorrevole, a tratti divertente, talvolta accompagnata da modi di dire troppo attuali, che, a mio parare, stonano con l’epoca in cui le vicende si svolgono.
Una lettura piacevole ma che non mi ha convinta fino in fondo.


Editing recensione:

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