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Mya Hernandez ha delle cicatrici. Quel tipo di cicatrici che vanno in profondità e lasciano il segno. Rixon doveva essere solo un luogo temporaneo in cui nascondersi, ma sta diventando qualcosa di più. Sicuramente questo non ha niente a che fare con il giocatore di football biondo dagli occhi blu che riesce a farla ridere e a credere ancora nelle favole. Anche se lei sa che la sua vita è destinata a essere solo una tragedia. Asher Bennet ha dei segreti. Non segreti scandalosi, ma segreti che ti logorano e ti divorano l’anima. Visto da fuori, lui è Mr Popolarità, sempre pronto a fare festa e a causare un po’ di guai. Ma vorrebbe che qualcuno riuscisse a vedere chi è. Chi è davvero. È un peccato che l’unica ragazza che ha saputo guardare oltre la sua maschera lo consideri solo un amico. Probabilmente è la cosa migliore, però. Lei è diversa. Una combattente. Lei è tutto ciò che lui vuole e non può avere. Ma presto il passato di Mya e il presente di Asher si scontrano in un modo che nessuno dei due credeva possibile. E all’improvviso la cosa di cui hai più bisogno è l’unica cosa che dovresti odiare.

Finalmente dopo Cameron e Jason è arrivato il momento di leggere Asher e credo di aver avuto per lui grandi aspettative già dal primo romanzo della serie.
Asher è senza dubbio molto bello, molto ricco e molto simpatico, già nei precedenti romanzi si era fatto notare per i suoi modi irriverenti da ragazzo che non perde mai occasione per ridere e scherzare.
Ma i suoi modi nascondono in realtà un mondo segreto, che lui non ha mai rivelato nemmeno ai suoi più cari amici.
“Perché, a volte, fare finta di niente era meglio che affrontare la verità.”
Mya Hernandez è una ragazza che non passa certamente inosservata, non solo per la sua bellezza ma anche per il colore della sua pelle che, purtroppo, la confina in una piccola minoranza rispetto ai compagni.
Arriva a Rixon sperando di voltare pagina, non di trovare una casa, forse più un piccolo porto dove sostare e nel quale lasciarsi il passato alle spalle.
Mya stringe subito amicizia con Felicity e Hailee e grazie a loro si ritrova a frequentare le star della cittadina, i giocatori di Football che tutti venerano quasi come dei. Inserirsi in un nuovo ambiente, così diverso da quello da cui proviene non è certamente facile per lei.
“Non potevano comprendere come ci si sentisse sapendo che avevi lasciato sola l’unica persona a cui avevi promesso che saresti rimasta per sempre. Non potevano capire cosa significasse avere paura per la vita di qualcuno. Per la tua stessa vita. Non potevano saperlo. Perché anche se ero seduta al loro tavolo, a chiacchierare, a ridere, a fare battute sulle nostre vite e i nostri amici, e a organizzare cosa avremmo fatto durante il fine settimana, il punto della questione era che loro appartenevano a quel posto. E io no.”
Il rapporto tra Mya e Asher inizia già nel precedente volume, lui ci prova come se non ci fosse un domani, e lei … beh lei lo rimbalza come una pallina di un flipper!
Asher si dimostra un ragazzo paziente, disposto a rispettare i tempi di Mya che non è certamente pronta a iniziare una nuova relazione.
“«Come riesci a farlo? Sapere quello che penso senza che io dica una parola?» «Ti conosco, Mya, anche se tu credi che non sia così.»”
Si crea tra loro una speciale sintonia, che li porta a comprendersi nonostante le differenze e, per assurdo, a sentirsi simili proprio grazie a queste differenze.
Lo stare insieme diventa per loro una piccola isola felice, un momento che cancella tutto il passato, i problemi e che li catapulta in un’oasi di pace e serenità.
Purtroppo, per quanto si cerchi di sfuggire ai problemi o dimenticarli, bisogna sempre risolverli per lasciarseli alle spalle, e se non decidi di farlo tu saranno loro, i problemi, a trovarti e a quel punto non si può avere altra scelta se non cercare una soluzione, sperando che sia la migliore per tutti.
“Le persone dicevano che tutto quello di cui hai bisogno è l’amore. Ma si sbagliavano. Si sbagliavano moltissimo. Non sempre l’amore è sufficiente per salvare qualcuno. Due persone possono amarsi con tutto il loro cuore, ma potrebbe non essere sufficiente perché la loro relazione funzioni.”
Inizio col dirvi che ho trovato questo romanzo il migliore della serie, l’autrice ha saputo gestire meglio la vicenda, nonostante abbia lasciato qualche buco di trama qua e là.
Asher si è rivelato degno delle aspettative che mi ero costruita, dolce, simpatico ma con un segreto grosso come una casa, che ci riporta al tema centrale del romanzo: il rapporto con le famiglie.
Lui viene da una famiglia ricca, figlio unico, genitori esemplari che non gli fanno mancare nulla, membri di spicco della cittadina e senza dubbio invidiati da molti. Ma è tutto oro quello che luccica? L’immagine che le persone danno di sé è davvero quella che celano dietro le mura domestiche?
“Inizia lo spettacolo.
È ora di andare in scena, bambino mio.
Prepariamoci.
Il copione erano le nostre vite, la casa il nostro palco, e ci esibivamo sempre al meglio. Ma ultimamente le crepe avevano iniziato a mostrarsi.”
Non mi addentro nei dettagli della situazione, perché lascio la sorpresa a voi, ma vi posso assicurare che Asher non è assolutamente solo un bel ragazzo, e anche se mi ha fatta arrabbiare, al punto di voler riempire di calci il suo sodo fondoschiena, non posso non ammettere che sarebbe senza dubbio un ragazzo per il quale avrei benissimo potuto perdere la testa!
Veniamo a Mya, lei è WOW! Si perché diciamolo, simpatizzare con il protagonista maschile non è mai troppo difficile, bene o male si riesce quasi sempre a fare il tifo per lui, ma trovarsi ad amare la protagonista femminile non è ugualmente semplice.
Invece ho adorato Mya, ha un carattere schietto, diretto e forte, non si nasconde dietro false maschere, è una ragazza che è cresciuta in un posto difficile riuscendo a farsi forte di quel passato per affrontare il futuro.
“«Si tratta di quanto sia difficile per una persona che non è nata qui, che non è bianca, cercare di conformarsi restando fedele alle proprie radici.»”
Non sarà semplice per Asher far capitolare Mya, lei non si fida di chiunque, ma soprattutto ha paura di venir tradita.
Non è abituata ad avere una famiglia e scoprire che l’amicizia esiste e che a volte gli amici possono diventare una famiglia per lei sarà una grande vittoria.
Ragazza hai tutta la mia stima per come hai gestito la storia con Asher, non gli hai reso le cose facili e anzi lo hai messo davanti alle sue azioni senza arretrare di un passo, finché lui non ti ha reso giustizia, e preparatevi a una Signora giustizia, con un’americanata in piena regola che vi farà venire gli occhi a cuoricino!
Nonostante qualche dettaglio che l’autrice non ha del tutto chiuso in questo romanzo, io sinceramente ho trovato la serie ben scritta, e questo un degno finale per i Rixon Raiders.
“«Chiunque sia, non ti merita.» «Ah, sì? E cosa te lo fa pensare?» Alzai il mento, pronta a difendere Jermaine. Alcune abitudini erano più dure a morire rispetto ad altre. «Perché ha lasciato che scappassi. E se fossi mia, ti inseguirei fino ai confini della Terra prima di rinunciare a te.»”



Recensione a cura di:

Editing a cura di:


1 – Il mio problema sei tu – QUI trama e recensione
2 – Il mio gioco sei tu – QUI trama e recensione
3 – Il mio problema sei tu









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