
Il senza nome.
Tutti lo chiamano “Lui”.
L’espressione severa, scolpita su un volto bellissimo ma dal sorriso ambiguo.
Sul petto, due croci: un passato che non può dimenticare.
Le sue mani sono sporche; lo sono, senz’altro, la sua coscienza e quel cuore randagio che vaga, rinnegato, senza casa.
La vita gli ha dato una seconda possibilità. Ora, deve decidere se stare dalla parte dei buoni o dei cattivi.
Davanti a lui c’è ancora una squadra, un dossier da studiare, una missione da compiere, uomini da addestrare e poi… c’è lei. L’agente Miller. Una spina nel fianco. Il cervello di un maledetto genio e il corpo di una dea. “Bambolina soldato” la chiama, per irritarla e convincerla a sparire dalla sua vita.
Ma quella donna è testarda, tenace e fottutamente arrogante.
Bella? Sì, il tenente Miller lo è, ma a lui non interessa affatto. Se non fosse per il piccolo, insignificante dettaglio di immaginarsela nuda in qualunque momento di ogni dannata ora che sono costretti a trascorrere insieme.
Avrebbe concluso la missione.
Tutto sarebbe finito.
Scomparso.
Anche quella malata ossessione che aveva il dovere di ignorare.
Lui, Cuore Randagio è l’ultimo di una serie di tre libri auto conclusivi, collegati tra loro da personaggi secondari e dalle ambientazioni. In ordine di pubblicazione: Lo Scozzese, Englishman e Lui, Cuore randagio.

Due fantasmi.
Due donne.
Due croci.
E, in me, soltanto cenere.
Lo abbiamo conosciuto nel buio, lo abbiamo visto uccidere nell’ombra, lo abbiamo visto soffrire, lo abbiamo visto combattere e rendere il suo cuore duro.
Questo è Lui, un uomo che ha rifiutato anche la propria identità, schiacciato da un senso di colpa che porta tatuato sul cuore. Ogni volta che ha amato il destino, ha ucciso il suo amore uccidendo anche se stesso.
Questo è l’uomo che troviamo all’inizio della storia, rifugiato su un’isola, immerso nella natura; un uomo che limita i contatti umani al solo sesso, niente cuore né cervello, solo corpo.
Ma arriva anche per lui il momento di tornare alla realtà quando Lo Scozzese lo riporta a Londra mettendolo a capo di una squadra speciale. Lì, incontra lei, Susan Miller.
Da qui seguiamo la costruzione di un rapporto estremamente conflittuale, con Lui, da un lato, assolutamente contrario ad avere una donna in squadra – questo indipendentemente dalle capacità di Miller; e dall’altro Susan Miller, decisa a dimostrare quanto vale.
Un conflitto privo di logica, dettato da sensazioni, ricordi e sentimenti che condizionano azioni e reazioni.
Bruciano i ricordi legati alle croci tatuate sul cuore di Lui, brucia il continuo spregio del padre di lei, che la vorrebbe madre e moglie. La battaglia per non affondare nelle sabbie mobili personali infuria.
Ogni pagina del libro è un negare i sentimenti per Lui e un accettarli per lei. Alti e bassi, passione e rifiuto, che l’autrice gestisce perfettamente, spingendo noi lettori verso il finale. Questo libro non è solo un insieme di pensieri e sensazioni ma anche una serie di momenti pieni di azione che rendono la lettura avvincente costringendoci a temere per quell’uomo, quell’eroe solitario che ormai amiamo alla follia.
Una storia capace di tenerci sul filo del rasoio dalla prima all’ultima riga e che conclude la serie dedicata a questi tre uomini, amici, fratelli, che vincono l’oscurità con al fianco l’amore. Leggetelo e sorridete.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:








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