Newton Compton Editore – Acquistabile qui

Come si uccide un dio? Questa è la domanda che tormenta Lila e Kell mentre l’oscurità minaccia la loro casa. Londra Bianca, Londra Rossa, Londra Grigia e Londra Nera sono realtà alternative che rispondono a leggi magiche diverse. Solo gli Antari, esseri umani dotati di poteri particolari, possono viaggiare tra questi universi paralleli. I quattro regni sono vissuti in pace per anni, grazie alla magia che ha sigillato le forze del male impedendo loro di riversarsi sui regni. Almeno fino a ora. Osaron, la più oscura entità di Londra Nera, si è impossessato di Londra Rossa. E desidera essere venerato. Neppure i maghi più forti dell’impero possono competere con lui, così Kell e Lila si lanciano in un’impresa disperata. Insieme al pirata Alucard Emery e al redento Antari Holland intraprendono la ricerca di un artefatto magico in grado di sconfiggere Osaron definitivamente e impedire l’avanzata delle ombre in tutto l’impero.

Un mito senza una voce è come un dente di leone senza un soffio di vento.
Non ha modo di spargere i suoi semi.
Anoshe.
Anoshe, Kell, Lila, Alucard, Rhy.
A presto.
Quando i personaggi di un romanzo ti hanno accompagnato tanto a lungo, lasciarli è dir loro “addio”. Ma non esiste ‘addio’ in lingua arnesiana, solo “a presto”. E quindi “a presto” sia, anche se con Dark la trilogia è conclusa. Conclusa con un addio un po’ malinconico, ma… giusto.
Difficile parlare di questo libro, dell’attesa che il secondo ha creato per la conclusione, una conclusione lunga 640 pagine fitte, dense di avvenimenti, con pochissimi momenti di rallentamento.
Troppe questioni aperte ma, soprattutto, troppo grave la minaccia che incombe su Londra Rossa.
L’ombra è una forza apparentemente inarrestabile, che domina le menti, le schiavizza e che distrugge ogni luce che rifulge nella città.
A combatterla gli Antari e non solo, ma pochi, in tutto, perché piuttosto che resistere al suo richiamo, è più facile cedere, abbandonarsi a questo dio oscuro emerso dalle ombre.
I tre volumi non possono essere più diversi: Magic, a tratti lento, evocativo, ci presenta un Kell viaggiatore delle realtà e una Lila Bard, ladra fiera di esserlo, ce li fa conoscere in condizioni di relativa tranquillità. Ce li fa amare.
Poi in Legend il ritmo si alza, conosciamo Alucard, corsaro affascinante con molti segreti, ci soffermiamo su Lila e Alucard e sulla loro amicizia non priva di ironia, mentre la minaccia esiste ma non incombe ancora sulle loro esistenze come in Dark.
Qui cala l’oscurità: un’oscurità densa e solida, che toglie il respiro e la vita. Un’oscurità che travolge come una marea e che gli uomini non possono fermare.
Il mercato notturno era l’ombra di sé stesso, per metà era bruciato e il resto sopravviveva in quel modo confuso e spettrale. Un ambulante vendeva mele invernali, nei suoi occhi nuotavano ombre, mentre una donna trasportava fiori, le estremità ricoperte di nero. Tutto aveva un’aria spettrale, un mare di burattini, e Lila continuò a esaminare l’aria intorno a loro come se cercasse i fili che li guidavano.
Questa oscurità cade anche sul lettore, che si trova quasi soffocato dalle pagine, dagli avvenimenti che si susseguono, dalle sfide che i protagonisti devono affrontare anche solo per contenere l’infezione. E li vediamo al loro meglio e al loro peggio, veri nel loro coraggio ma anche nei loro battibecchi. Alucard e Kell non possono fare a meno di stuzzicarsi, celando non tanto bene pura e semplice gelosia. Ma allo stesso tempo ognuno di loro è disposto a qualsiasi sacrificio, nessuno desidera morire, ma tutti hanno messo in conto questa possibilità.
«Te l’avevo detto che avrebbe funz…». Kell la bloccò, prendendole il viso con le mani macchiate di sangue e baciandola, profondamente e disperatamente. Un bacio mescolato a sangue e panico, dolore e paura, e sollievo. Non le chiese come aveva fatto a trovarlo. Non la rimproverò per averlo fatto, disse solo: «Tu sei pazza».
Non c’è più tempo per ricordarci del meraviglioso cappotto di Kell, di ritrovare gli atteggiamenti sbruffoni di Alucard, o di parlare di Lila e della sua concezione della vita come rischio continuo. Non c’è più tempo per apparire, ma solo per essere e per combattere.
E c’è poco posto per l’amore, che comunque esiste, molti tipi di amore, che sono l’àncora dei personaggi, ciò che li fa rialzare dopo ogni caduta.
Kell prese in braccio Lila, meravigliato dalla sua leggerezza. Occupava così tanto spazio nel mondo – nel suo mondo – che era difficile immaginarla così leggera. Nella sua testa, era fatta di pietra.
E pagina dopo pagina, senza riuscire a fermarci, a respirare, ci immergiamo in una guerra cruenta, che richiede molti sacrifici e reclama il suo prezzo in vittime.
E procediamo in modo non così facile da prevedere, senza mai essere certi di cosa succederà dopo, di chi vivrà e chi morirà, di chi è amico e di chi è nemico.
Siamo nel sangue, nel dolore, nel tradimento: l’autrice non si sofferma a farci rivivere le sensazioni dei libri precedenti, perché il mondo è cambiato e, se Osaron non viene fermato, niente di quello che abbiamo conosciuto rimarrà. E questo deve essere evidente a tutti.
Ho apprezzato il cambio di atmosfere nei vari libri, che risultano quindi sempre diversi, ma allo stesso tempo coerenti, mi è mancata forse l’ironia che pervade il secondo, ma non c’era spazio ed è in fondo anche per quella che stanno combattendo.
Un libro insomma che conclude degnamente la serie, senza banalizzarla, che cattura, con tanta, tantissima azione, che richiede di non abbassare mai la guardia. E se alla fine i personaggi ti mancano e avresti voluto conoscerli ancora meglio, be’ qualcosa vorrà dire.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:


– Magic
– Legend
– Dark









Commenti
Nessun commento ancora.