Nel 1750, un mastro intagliatore riversò tutto il suo amore, la sua passione e il suo desiderio non corrisposti in un capolavoro, ovvero un meraviglioso angelo di Natale per il suo adorato albero. Quando l’uomo che amava gettò via l’angelo senza pensarci due volte, accadde un miracolo. L’angelo fu trovato da qualcuno che portò all’intagliatore il Vero Amore.
Da allora, l’angelo è stato tramandato, venduto, perso e ritrovato, ma la sua magia rimane intatta. Leggete le storie d’amore ispirate dall’angelo di Natale (e alle quali forse ha dato una spinta) attraverso gli anni. Che sia l’Inghilterra del 1750 (L’angelo di Natale di Eli Easton), la New York del 1880 (L’angelo di Summerfield di Kim Fielding), l’inizio del secolo (L’angelo del prestigiatore di Jordan L. Hawk), la Seconda Guerra Mondiale (A casa per Natale di L. A. Witt), il periodo del Vietnam (Il desiderio di un soldato di N. R. Walker), gli anni Novanta (L’angelo bisbetico di Anyta Sunday), o il 2018 (Un principe a Natale di RJ Scott), l’angelo di Natale troverà sempre il modo di finire sugli alberi di uomini solitari che hanno bisogno della sua benedizione per passare delle buone feste e ottenere il loro “e vissero felici e contenti”.
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Il prestigiatore d’avanspettacolo Christopher Fiend vive per i riflettori. La sua grande chance per diventare finalmente famoso lo attende a Chicago, la prossima tappa nel circuito dopo la cittadina di Twelfth Junction.
Edward Smith non vuole avere niente a che fare con il teatro di proprietà della sua famiglia, almeno finché Christopher non attira la sua attenzione durante la serata di apertura, regalandogli un’esibizione molto “speciale” durante l’intervallo.
Quando viene rinvenuto un cadavere durante il numero di Christopher, i sospetti cadono subito su di lui. Christopher ed Edward dovranno indagare assieme per riabilitare il suo nome e permettergli di arrivare a Chicago in tempo. Edward sa che non deve affezionarsi a un uomo che uscirà dalla sua vita dopo due giorni, ma il suo cuore e un angelo molto speciale hanno altri piani in mente.

Altra novella, altra epoca, altro luogo, ma la stessa statuina dell’angelo a vegliare su una coppia destinata a innamorarsi: mi piace com’è stata concepita questa serie, i cui libri possono essere letti senza alcun problema in ordine sparso, oppure saltando completamente l’uno o l’altro, ma che per me dona il meglio se il lettore segue l’angelo nel giusto ordine attraverso il tempo e lo spazio.
Nel 1910, nella cittadina di Twelfth Junction in Iowa, il prestigiatore Christopher Fiend sta per uscire dal circuito dei teatri di provincia ed esibirsi a Chicago davanti a un importante agente, che potrebbe lanciare definitivamente la sua carriera. Il suo oggetto di scena più prezioso è un angelo di legno, un po’ logorato dal tempo ma che gli ha sempre portato fortuna.
Le luci creavano sfumature dorate nei capelli color miele di quell’uomo e indoravano le linee del suo bel viso. Lo smoking che indossava, con la cravatta e le code bianche, era un po’ datato, ma curato con scrupolo e aveva un garofano verde pallido appuntato sul risvolto. La gola di Edward si seccò a quella vista.
Il significato dietro la scelta del fiore sarebbe passato inosservato alla maggior parte della gente, o così Edward si augurava, ma lui lo riconobbe grazie ai suoi giorni da studente universitario, quando era stato in compagnia di altri uomini con inclinazioni corrispondenti alle sue.
Impegnato insieme al fratello a tenere a galla il teatro di famiglia, Edward Smith è in lotta costante contro le difficoltà finanziarie, ma più di ogni altra cosa è un uomo solo, isolato in una cittadina di provincia, dove gli è impossibile trovare qualcuno come lui, che gli possa donare anche solo un istante di calore umano. Ecco perché accetta la compagnia di Christopher, un incontro rapido che gli dona un assaggio di piacere.
Nessuno dei due si aspettava il rinvenimento di un cadavere in scena, né di dover indagare per discolpare il prestigiatore e permettergli di giungere in tempo a Chicago, ma soprattutto di trovare nell’altro una reale affinità che va oltre l’attrazione fisica.
Jordan L. Hawk è molto abile nel legare direttamente questa novella alla conclusione della precedente, tramite una sorta di passaggio di consegne dell’angelo; riesce a costruire una trama investigativa convincente in un arco narrativo relativamente breve, delineando con precisione anche i due protagonisti, per i quali è facile provare affetto e il desiderio che trovino la felicità insieme, liberandosi della solitudine che li accomuna. E alla fine, tra indagini improvvisate e trucchi da prestigiatore, Edward e Christopher capiscono che essere felice significa lavorare per costruire un sogno, insieme.


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