Hope Edizioni – Acquistabile qui

“Sei tu la mia mamma?”
Quando Tessa Markham torna a casa, trova nella sua cucina un bambino che la crede sua madre.
Ma Tessa non ha figli.
Non più.
Non sa chi sia il piccolo né come sia arrivato lì.
Dopo aver contattato la polizia, Tessa viene sospettata di aver rapito quel bambino misterioso. La sua intera vita è stravolta e poi suo marito le rivela un segreto…
Tessa non è sicura di cosa credere o di chi fidarsi, perché qualcuno sta mentendo. Per scoprire chi, però, dovrà affrontare il suo doloroso passato. Che la verità sia più pericolosa di quanto lei possa immaginare?

E’ domenica. L’ultimo respiro della settimana. Quella disagevole pausa prima del lunedì, quando ricomincia di nuovo tutto. Una solitaria simulazione di vita.
La domenica è diventata per me un punto nero sull’orizzonte, che si fa più grosso ogni giorno. Mi sento sollevata, adesso che è quasi finita, eppure sto già aspettando la prossima.
Eppure questa domenica non sarà come le altre, per Tess, una donna sola che ha dentro un grande dolore.
Al rientro a casa dalla visita alla tomba dei suoi figli, nella sua cucina, troverà ad aspettarla un bambino.
Un bambino bellissimo e dolce, che le chiede se sarà lei la sua mamma, a partire da quel momento.
Cosa ci fa quel bambino nella sua cucina, a casa sua? Chi lo ha portato lì? Perché lei?
Tess è confusa, ha paura, teme di aver perso la testa, di non ricordare d’aver fatto qualcosa di cui pentirsi, teme di dover dare spiegazioni che non ha, che non trova, e sa, grazie ai suoi precedenti, che nessuno le crederà. Non il suo ex marito, non la polizia.
Nonostante questo, Tess fa la cosa giusta. Ma le costa la tranquillità che così tanto sta cercando, e tutto impazzisce, intorno a lei. La stampa la assedia, istigata da una sua vicina giornalista freelance in cerca dello scoop, facendola diventare un mostro, la polizia la tiene d’occhio e lei stessa dubita di se stessa.
L’unico che sembra avere fiducia in lei è il proprietario del vivaio per cui lavora, Ben Moretti.
Ma Tess ha delle domande: chi è il bambino? Come è finito a casa sua? Perché per giorni la sua famiglia non ne ha denunciato la scomparsa? Chi è la donna che pare la segua ovunque?
Così, tra dubbi, false verità urlate dalla stampa, atteggiamenti codardi del suo ex, intromissioni e lusinghe della sua vicina e quel sordo dolore che la accompagna da tempo, decide di vederci chiaro. Certo, la sua posizione è precaria e il suo equilibrio psicologico lo è di più, ma non rinuncia. Va avanti a cercare la verità, a qualunque costo. E nel peggior momento, quando nessuno le crede e tutti pensano sia ormai fuori controllo, scopre la solidarietà e l’amicizia del suo bel datore di lavoro, che le crede.
Ben le crede, e lei non si sente più sola. Ben ha fiducia in lei, si offre di aiutarla e la riporta a pensare di potercela fare.
Alla fine Tess scoprirà la verità, una verità dolorosa e triste, ma le sarà restituita la vita.
Bel thriller al femminile, questo, fatto tutto di sensazioni e approfondimenti psicologici e attraversato da temi che riguardano la società contemporanea, l’essere e l’apparire. Nessuna violenza, ma la solitudine di una donna giovane che porta dentro di sé il dolore più grande e attraversa i giorni quasi estranea a se stessa e a quello che era prima la sua vita.
La narrazione in prima persona, piuttosto inusuale in questo genere, è funzionale alla storia: è la sua storia e deve essere lei a raccontarla. Attraverso le sue parole viviamo il dolore e la confusione del ritrovarsi in una vicenda che a volte pare vincerla, in alcuni momenti temiamo che possa lasciarsi andare, ma Tess ci stupisce, quasi. Prende in mano i fili stracciati della sua esistenza, li riannoda pian piano e fa chiarezza. Con la testardaggine e la forza di una donna che sa di non aver niente, ma che comprende di aver diritto a qualcosa di più.



Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Commenti
Nessun commento ancora.