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Nestor Burma è ormai un personaggio di culto. Questo romanzo inaugura una serie a lui ispirata: un omaggio a Léo Malet da parte dei grandi autori del noir francese contemporaneo, che riscrivono le avventure del famoso detective in chiave odierna. Il Burma 2.0 è un quarantenne nella Parigi di oggi: mangia sushi e detesta i social, la sua agenzia si chiama Fiatlux.com ma ha ancora sede in rue des Petits-Champs, dove l’uomo, single, vive. Un Burma più romantico, ma mosso dalla stessa pulsione etica di una giustizia che non necessariamente collima con quella della legge e dei tribunali. Antirazzista, mantiene la sua inconfondibile vena anarchica.
All’interno della polizia c’è una corrente passata al lato oscuro, al comando di un anziano uomo di Stato con simpatie fasciste che sogna di instaurare un nuovo ordine antidemocratico in Francia. Insieme a un gruppo di malviventi, di cui fa parte il rumeno Moscovici, questi poliziotti corrotti sono coinvolti nella tratta di bambini stranieri, prevalentemente afgani, di cui si perdono le tracce a Parigi. La stessa sorte toccherà anche alla misteriosa fanciulla bionda che un vecchio amico di Nestor ha incontrato e aiutato innamorandosene perdutamente. Collaborando strettamente con la commissaria di polizia Faroux, Nestor Burma risolverà anche questo mistero, che non mancherà di appassionare tutti i suoi fan.

Nestor Burma è tornato!
Uno dei più carismatici e anticonformisti personaggi del noir d’Oltralpe, il capostipite di una genìa di malinconici, romantici e affascinanti investigatori (di cui vi avevo raccontato nella recensione di “ 120, Rue de la Gare”), torna a indagare per le strade di Parigi.
E lo fa puntando davvero in alto. Dalle strade del X Arrondissement al centro nevralgico del potere poliziesco di Francia, il Bastion.
Ovunque ci sia da combattere per la causa degli ultimi, ovunque il suo cuore anarchico lo porti, Nestor indaga.
Intorno a lui, come da tradizione, memorabili personaggi di contorno:
Miss Kardiatou Chatelaine, sostituta egregia della storica Hélène, una ragazza per metà senegalese, bellissima e plurilaureata, la segretaria di cui è assolutamente, dolcemente e castamente invaghito, e Mansour Kebaili, pirata informatico e spacciatore di cannabis di ottima qualità, giovane, affascinante, intelligente e pericoloso.
E poi c’è Parigi, con i suoi ultimi tra i vicoli sporchi e con i suoi primi che sono l’espressione di un potere corrotto e spaventoso, che usa e abusa di chi non ha voce, né difese.
Ritroviamo Nestor quarantenne, che ama il sushi e detesta i social:
– Sul serio, mi dici a cosa servono Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat, Pinterest, Tumblr? Sembrano tutti nomi di farmaci o bevande gassate troppo zuccherate.-
Indossa un cappotto elegante e un Borsalino nero, legge poesie e non ha mai dimenticato il suo passato da redskin, passato da cui non vuole e non può fuggire.
L’intreccio narrativo è davvero avvincente, il crimine dei bassifondi nutre le perversioni e la smania di potere assoluto degli alti papaveri, corrompe, uccide. All’ombra della Democrazia crescono muffe e funghi velenosi, i cui poteri tentacolari sopravvivono a ogni stagione politica, ricattando o facendo tacere definitivamente chi tenta di fermarli. La stampa è ignara, o asservita. Gli ultimi sono sempre più ultimi e soli davanti alla morte.
Nestor, tirato dentro l’indagine suo malgrado, non ci sta. Va fino in fondo. E, come da tradizione, si fa beffe del potere.
Il buon vecchio anarchico Burma troverà il modo di rendere pubblici i panni sporchi, malgrado gli abbiano intimato il silenzio.
Questo omaggio a Léo Malet e al suo leggendario Burma, che arriva da noi grazie alla collana Darkside di Fazi, è una meravigliosa sfida tra i più quotati scrittori noir di Francia.
E’ solo il primo di una serie, ed è bellissimo. Anche se non conoscete o non avete letto i romanzi originali, poco importa. Questo eterno, malinconico, elegante, romantico anarchico vi piacerà comunque.
Che dire. Chapeau, Monsieur Leroy, e grazie.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:











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