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Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un’arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici – e gli amici – più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all’omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

Siete pronti per questo viaggio nell’oscurità e nel sangue?
«Giuri di servire la Madre della Notte? Imparerai la morte in tutti i suoi colori e la porterai ai meritevoli e agli immeritevoli nel suo Nome? Diventerai un’Accolita di Niah, uno strumento terreno del buio tra le stelle?»
Mia Corvere ha fatto una promessa. Ha una vendetta da compiere, o forse un atto di giustizia. Farebbe qualunque cosa per portarla a termine… compreso cercare di raggiungere e farsi addestrare dalla Chiesa Rossa, il tempio degli assassini di Niah.
Ma adesso che era lì, le sembrava una faccenda magnifica e armoniosa. La spina dorsale dell’uomo che si inarcava sotto di lei. La paura nei suoi occhi mentre le strappava la maschera. Il bagliore della lama che aveva conficcato, la sua mano sopra la bocca mentre annuiva e lo zittiva con la voce di una madre, attendendo la fine.
Solo quattro dei trenta novizi accettati diventeranno Lame. Chi fallirà nel migliore dei casi diventerà una Mano, destinata a servire le Lame o più probabilmente sarà morto.
Non è una scuola normale, gli studenti, anche se diffidati dall’uccidersi tra di loro, non possono essere davvero amici. E quindi, per quanto per un istante ricordi volontariamente Hogwarts (nei corridoi che si spostano, ad esempio) le atmosfere non possono che essere profondamente cupe e gli addestramenti crudeli e dolorosi.
Mia deve vincere questa sfida, ma per farlo non vuole rinunciare completamente alla sua umanità, diventando una fanatica vuota al servizio di Niah.
«Sarai una diceria. Un sussurro. Il pensiero che fa svegliare i bastardi di questo mondo madidi di sudore nell’illuminotte. L’ultima cosa che sarai mai, ragazza, è l’eroe di qualcuno.»
Pur giovanissima, Mia è un personaggio ricco e complesso. Animata dalla sete di vendetta, è forte ma con le sue debolezze, con luci e ombre, con coraggio e paura che si mescolano. Nel percorso per diventare Lama, deve imparare anche a conoscere la sua natura tenebris far convivere crudeltà con pietà, amicizia e diffidenza.
Ora la tenebra le cantava, riempiendole la testa. Spingeva i pensieri coscienti in luoghi vuoti e freddi, lasciando solo la rabbia. La fame. Tentacoli neri sferzavano il buio. Ossa e sangue.
Insieme ai co-protagonisti Mia si muove in un’ambientazione curatissima. Ogni dettaglio è perfettamente calibrato per incuriosire, infastidire o evocare emozioni.
Non si limita a spiegarci che questo mondo ha tre soli, ma ce lo descrive anche nel linguaggio, nei modi di parlare, nella società, nella religione, in modo da coinvolgere completamente.
La luce è piena di menzogne, accolita. I Soli servono solo ad accecarci.
La narrazione in terza persona, con un onnisciente che si rivolge al lettore, specialmente nelle note – in cui emerge anche l’ironia, spesso cinica di Kristoff –, è gestita in modo geniale e provocatorio ed è l’unica possibile per una storia di questo tipo. Il lettore così si rende conto di eventi che i personaggi non possono sapere, intuisce la piega che stanno prendendo gli eventi e soffre con loro e prima di loro.
Un punto di vista, quindi, che non distacca il lettore dai personaggi, anzi lo rende partecipe a tutto tondo come davanti a uno schermo cinematografico.
Lo stile è ricco ma mai pesante, alterna momenti di grande dramma a piena ironia, con eventi descritti in modo impietoso, senza diventare truculento, con svolte nella trama impreviste e nessuna pietà per nessuno.
Prese il proprio posto di fronte agli accoliti e, con un sorriso che avrebbe potuto rubare con facilità l’argenteria e pure i candelabri, parlò.
Si parla di assassini, e tutto contribuisce a ricordarlo continuamente, e anche se viene naturale a Mia e al lettore affezionarsi, i sentimenti possono essere cattivi consiglieri…
Per quanto abbia notato un certo rallentamento nella parte centrale del libro, l’ultimo terzo è talmente una corsa contro il tempo e la morte da lasciare senza respiro, da costringere a non fare altro che leggere e diventa chiaro che questa parte centrale, sulle attività di routine degli studenti ha una sua ragione di essere così.
Niente è lasciato al caso.
C’è tutto in questo romanzo: avventura, passione (anche del sesso abbastanza esplicito, senza tante connotazioni romantiche), combattimenti, sangue, ironia, morte, ancora morte… e soprattutto oscurità.
Un fantasy epico che lascia il segno.
«… A volte sei un po’ inquietante, Figlia Pallida.»
Lei gli rivolse un sorriso beffardo. «Solo un po’?»
«Be’, le altre volte sei assolutamente spaventosa.»



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