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Due anni sono trascorsi da quando David Lauriston ha visto per l’ultima volta il nobile e cinico Murdo Balfour. L’occasione di un nuovo incontro giunge con la visita di re Giorgio IV nella capitale scozzese, per celebrare la quale Murdo viene inviato dal padre in rappresentanza dell’aristocratica famiglia.
In passato, la separazione tra i due uomini era stata amara e, da parte di Murdo, rancorosa. Il tempo sembra tuttavia aver ammorbidito il risentimento del gentiluomo, al punto da fargli chiedere a David di godersi la rispettiva compagnia durante il suo soggiorno.
Nonostante le iniziali riserve, quest’ultimo non riesce a fare finta di niente e in breve si trova alla porta, e tra le braccia, del precedente amante.
Ma altri personaggi del suo passato convergono in città e, mentre la pompa magna della visita reale si dispiega intorno a loro, David è trascinato in una catena di eventi che minacciano di distruggere ogni cosa: dalla sua carriera, alla sua serenità, al fragile legame che, nonostante tutto, sta nascendo tra lui e Murdo.

Dopo aver letto “Provocazione” (qui la recensione) ero rimasta incantata dai due protagonisti, certa che avessero solo iniziato un percorso che mi avrebbe portato ad amarli ancora di più; questo secondo volume della serie, giustamente intitolato “Incanto”, non mi ha deluso, anzi ha superato qualsiasi aspettativa avessi coltivato nel frattempo.
Dopo due anni di separazione, David e Murdo si incontrano di nuovo e tutto quello che non erano stati in grado di capire o dirsi in passato viene fuori, con una tale intensità che in certe scene si passa dal trattenere il fiato al commuoversi per la cruda verità di sentimenti troppo a lungo soffocati.
«Balfour…»
Quasi trasalì nel sentire la propria voce pronunciare quel nome, o piuttosto sussurrarlo, incredula. Inchiodato sul posto, rimase per lunghi momenti a fissare l’altro uomo, il cuore che gli galoppava nel petto. Quando si erano salutati, due anni prima, Balfour lo aveva baciato con una tale rabbia da spaccargli e fargli sanguinare un labbro.
«Non auguratemi di essere felice, accidenti a voi!»
Per diversi giorni, dopo, c’era rimasto un segno. Quando era scomparso, David ne aveva quasi sentito la mancanza.
David è sempre riservato e serio, Murdo è ancora silenzioso e deciso, eppure è ben presto evidente come le barriere erette da entrambi per proteggersi siano cadute e non possano essere ricostruite. Quanto accaduto tra loro due anni prima ha spinto David a riconsiderare alcune delle sue convinzioni, il tempo trascorso con il gentiluomo lo ha messo di fronte a verità innegabili e, pur facendolo soffrire, l’ha costretto ad accettarsi per ciò che è, senza più disprezzarsi per i propri desideri. Restare solo è stato un dolore tremendo e adesso sa cosa significa stare con Murdo e poi perderlo; non è un’esperienza che vuole ripetere, eppure quando l’altro torna in città e gli propone di rivedersi non sa rifiutare, si prepara a soffrire ancora ma desidera la compagnia del gentiluomo con tutto se stesso.
«Ti consideravi un abominio,» lo interruppe Murdo con freddezza. «Volevo che ti vedessi come ti vedo io.»
«E come mi vedi tu?»
«Come una persona…» Il gentiluomo ebbe un’esitazione e distolse lo sguardo, espirando per far uscire la rabbia. «Non sei un abominio, David. Sei… splendido.»
Meno misterioso e ingannevole rispetto al primo libro, Murdo permette a David, e al lettore, di vedere degli scorci del suo animo: frasi toccanti, espressioni passionali e sincere, gesti travolgenti che mozzano il fiato per la bellezza del sentimento che è sbocciato due anni prima, è rimasto vivo nonostante la separazione e adesso ha più importanza di ogni altra cosa per il nobile. Murdo non perde un grammo del suo fascino ombroso, se possibile diventa ancora più affascinante mentre si apre per David e finalmente mostra un poco di vulnerabilità.
La relazione tra i due protagonisti all’apparenza è destinata a durare solo per il periodo che Murdo trascorrerà a Edimburgo, gli impegni legati alla visita reale complicano le cose ma nel medesimo tempo vanno a incastrarsi nell’altra vicenda che travolge David. L’autrice già nel primo volume aveva affrontato la questione del matrimonio, desiderato da Murdo e rifiutato da David, e qui la porta avanti in modo inaspettato, stupendo il lettore per la capacità di affrontare tematiche quanto mai attuali pur inserendole in una cornice storica. Parlando della ricostruzione storica, bisogna applaudire la sua bravura nel descrivere la visita del re orchestrata da Sir Walter Scott e nell’usarla per scandire i passaggi della storia dei suoi personaggi.
Se i protagonisti si fanno amare, i personaggi secondari non sono da meno, in particolare il bonario avvocato Chalmers, sua figlia Elizabeth, una giovane donna intelligente che qui arriva a commuovere il lettore con la propria triste sorte, e il giovane Euan, che è maturato e pare meno avventato ma secondo me riserva ancora delle sorprese per il terzo capitolo della serie.
Nel finale, emozionante e addirittura spaventoso in certi frangenti, la felicità di Murdo e David è travolgente: resta il timore che un nemico sconfitto non sia ancora stato battuto del tutto, ma per il momento il lettore può godersi la gioia di un amore che sembrava impossibile.


Recensione a cura di:

Editing:

1 Provoked, Provocazione – David e Murdo.
2 Beguiled, Incanto – David e Murdo
3 Enlightened – David e Murdo
3.5 Seasons Pass – David e Murdo
4 Unnatural – La storia di James e Iain









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