
Avevo quindici anni quando Stephen Holland, il più grande esperto al mondo di linguaggio del corpo e di mimica facciale, mi ha salvato la vita.
Con i suoi libri e i suoi studi mi ha permesso di non essere risucchiata dalla spirale di solitudine e inesistenza che era diventata la mia quotidianità e le emozioni si sono così trasformate nel mio rifugio, la mia casa, la mia certezza.
Rappresentano la mia arma: io sono una lie detector.
Scovo la verità scritta sul volto di ogni persona, nei gesti, nei silenzi, nelle contraddizioni.
Sono una macchina della verità: osservo, codifico, interpreto e oggi faccio parte della Holland Investigation Agency per lavorare con lui e aiutarlo a risolvere casi considerati impossibili.
Potete capire la mia delusione quando scopro che il mio eroe è così bello da sembrare una statua greca, ma è come un robot che ha rinunciato a provare qualunque tipo di emozione e non esita un attimo a dirmi che, per via della mia sensibilità, questo lavoro potrebbe schiacciarmi.
Ritiene che la mia umanità possa rendermi debole.
Tuttavia i suoi occhi sembrano parlarmi con un linguaggio che supera le parole, un sussurro di emozioni al di là del tempo, un mistero che esige di essere svelato.
E io mi fido, perché gli occhi non mentono mai: sono frammenti di anima di uno specchio che deve essere ricostruito e che tingono le espressioni facciali di sfumature uniche.
Dovrei stargli lontana, perché uno sguardo non dovrebbe avere tanto potere, ma non voglio.
So che questo è il mio posto. Sono nata per essere qui e ho intenzione di dimostrarlo.
Perché Stephen Holland è anche la prima persona ad avermi vista davvero.
È il mio maledetto evento sincrono.

Quanto è importante il linguaggio non verbale nella nostra vita quotidiana? In realtà, per gli esseri umani è fondamentale, ma la maggior parte di noi non sa cogliere tutti i micro segnali che esso veicola. Esistono però alcune persone che possiamo definire “elette”, conosciute come i “lie detector”.
Ecco, immaginate di avere a che fare con una persona che sa sempre se quello che dite è vero, se siete sinceri, se siete a disagio o, peggio, se ne siete attratti.
La nostra protagonista Megara De Medici, è in grado di farlo.
Megara è una napoletana trapiantata a Londra, che odia il loro brodo che spacciano per caffè, che ha un bagaglio di dolore che porta con se, ma che è riuscita a costruirsi una famiglia fatta di amici, quelle famiglie che ti scegli e che non ti abbandonano.
Stephen Holland è un vero genio, sa nascondere le emozioni che prova in modo perfetto, ma non di meno anche lui ha il suo carico di sofferenze, e una figlia super adorabile.
Ma come ci si approccia al proprio idolo? Bella domanda, soprattutto se sembra essere un perfetto stronzo.
«Apprezzo il coraggio che lei ha avuto nel mandarmi a quel paese, signorina De Medici.» «Come, prego?» «Come dicevo, la verità è scritta sui nostri volti. E anche nei nostri gesti.» Indica la mano con cui mi sono sistemata i capelli dietro l’orecchio. Dannazione!
Il loro rapporto si dipana nella storia, in modo fluido e senza strappi, permettendoci la conoscenza di molti aspetti di entrambi. Inoltre, ho apprezzato tanto che lei non sia caduta come una “pera cotta” dopo due pagine sul bel dottore, anche se sfido chiunque a non volerlo fare.
Stephen Holland, la leggenda della nostra generazione. Ha un fisico così imponente che per un attimo mi sento intimorita. I suoi muscoli non sono esagerati come quelli dei culturisti, ma ha comunque un corpo atletico di chi si tiene in perfetta forma, fasciato in un lucido e magnifico abito nero carbone. Ha le spalle ampie e i fianchi stretti, che sembrano essere stati creati da uno scultore per quanto sono perfetti. Le mani sono grandi e le dita lunghe e affusolate e trasmettono la sensazione di una presa solida e d’acciaio. Ha i capelli castano scuro, quasi neri, lineamenti spigolosi, mascella squadrata e due occhi magnetici verde smeraldo che sembrano assorbire la luce dell’intera stanza. In realtà, avevo letto sui tabloid che i suoi occhi cambiano colore a seconda della luce, da un verde chiaro a un azzurro intenso, un fenomeno chiamato “eterocromia”. Questo lo rende ancora più affascinante? Dio, sì.
Megara è un bel personaggio che ha un suo percorso e una sua crescita, così come Stephen, anche se il pov singolo né limita la conoscenza. Lo possiamo comunque apprezzare nelle interazioni con il fratello Thomas, con la figlia Lily e con Megara stessa. Molto ben fatti i personaggi secondari che ruotano intorno ai protagonisti, così come l’attenzione agli aspetti psicologici e a quelli riguardati la cinesica, spiegati nei casi che vengono seguiti nel libro e che permettono al lettore, profano dell’argomento, di capire e immedesimarsi.
Lo stile dell’autrice è fluido e a tratti elegante, purtroppo la lettura viene bloccata in certi punti a causa delle troppe ripetizioni degli stessi concetti o delle stesse frasi. Le caratterizzazioni sono ben riuscite e il finale è una bella botta per lo spirito che fa venire voglia di leggere il secondo libro di corsa! Molto carine anche le citazioni dei cartoni animati della Disney. Il libro mi è piaciuto? Assolutamente sì, anche perché esce dagli schemi del classico romance, perciò ve ne consiglio assolutamente la lettura!
«Megara?»«Sì?» sussurro. «La prima volta che ti ho visto, dopo che mi avevi mandato a quel paese.» «Cosa?» domando, perplessa. «È stata quella la prima volta in cui ti ho sorriso sinceramente.»


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